cercando di distruggere

Anticipo da molto tempo ormai, senza mai veramente scriverlo, un post sulla logica di Grillo ed il Movimento 5 Stelle riguardo la strategia da seguire per realizzare i propri obiettivi, ovvero la strategia per cambiare veramente e radicalmente l’Italia.
La domanda, ormai lo sapete, non è tanto di scelte tattiche (candidarsi al Parlamento, chi o cosa votare), quando di fondo. Semplicemente, la domanda è: fino a che punto il Movimento 5 Stelle dovrà distruggere l’esistente prima di ricostruire?
Insomma, dove finisce la “vecchia Italia” e dove può cominciare la “nuova”? O, in altri termini, c’è qualcosa da salvare?
(oh, cattivo feeling: anche qui mi tornano paralleli mentali coi khmer rossi…. ay ay! -ma questa è una mia tara mentale!)

Premetto sin da subito che non ho la più vaga risposta a questa domanda.
Credo solo Grillo e Casaleggio lo sappiano veramente.
Noi possiamo solo suppore, domandare, investigare.

Credo che la risposta alle mie domande dipenda da una precisazione di fondo, che resta oscura, ovvero se dobbiamo intendere il programma politico di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio come radicale e totale nei termini espressi dal video “gaia” o se dobbiamo fermarci ad una riforma -per quanto completa- dell’Italia, all’interno di quello che possiamo per comodità definire “l’ordine mondiale” esistente.
Insomma, Grillo, Casaleggio e con essi M5S puntano ad una democrazia internettiana mondiale? Se è così, credo possiamo concludere che nulla dell’esistente va salvato. Per una democrazia digitale, via internet che governi l’intera Terra tutte le istituzioni, forme di parteciazione, di associazione, strumenti di confronto e decisioni vanno distrutti.
Scusate l’insistenza, ma questo non è esattamente un punto secondario: significa che entro il 2050 (o quando sarà) dovremmo dire addio al Parlamento, alla Costituzione, all’Unione Europea (non che ne usciamo come Italia: che non esite più), alla CEDU, all’ONU, ad ogni altro Stato sulla faccia della Terra.
Dovremmo dire addio -tutti!- alla partecipazione politica così come la intendiamo e conosciamo oggi, dovremmo dire addio ai diritti così come li conosciamo, dire addio alle istituzioni… Io sarò anche un “barboso conservatore” terrorizzato da simili cambiamenti, ma rendiamoci conto che questa è una proposta di una radicalità inaudita. Nel suo pieno intento, significa abolire persino l’esistenza fisica in quanto tale.

Suppongo che molti mi risponderanno che no, in realtà questa -per quanto bellissima- utopia di Grillo è solo un’idea, un sogno che noi comunque non vedremo, ed invece il programma politico attuale si ferma ad una profonda riforma del nostro paese.
Profonda quanto, dunque?
Grillo ha già ampiamente e frequentemente avuto modo di dichiarare che non vuole più, nell’ordine: i) i partiti politici, ii) l’euro; iii) i sindacati. Credo vi sia anche l’Unione Europea e le banche, ma non ne sono certo.
Manteniamo dunque Regioni, Province, Comuni? Manteniamo il Parlamento? Manteniamo la Costituzione?
Oh, ragassi non sono mica domande secondarie queste!
Anche riportando l’utopia Grillo-Casaleggio su un piano molto più ridotto, è imprescibile comprendere che si tratta comunque di un vero e proprio stravolgimento.
Stravolgimento di cui non percepiamo, né sappiamo ancora la dimensione esatta.
Ad ogni modo, la domanda rimane: cosa si distrugge e cosa resta? Cosa dovremmo aspettarci se domani M5S arriva al 100% ed il blog di Grillo detta la riforma “costituzionale”, dell’intero assetto dello Stato italiano? La questione passa su più livelli (cito solo come ipotesi ed esempi): potremmo avere una riforma minima, in cui “semplicemente” si aboliscono i partiti politici ed i sindacati; l’Italia esce dall’Euro; scompaiono le bache. O potremmo avere una riforma appena un pò più consistente, nella quale si -chessò- i capi della polizia sono eletti dai cittadini ed i giudici affiancati da giurie popolari; in cui le sedute degli enti locali si svolgono solo on-line, tramite video-conferenza; in cui si aboliscono le province ed una camera del Parlamento; si “collettivizzano” le imprese. Oppure potremmo avere una riforma veramente totale e radicale dovremmo allora aspettarci ancora una polizia? una magistratura civile e penale? una magistratura amministrativa? gli enti locali? un’opposizione politica? un pluralismo dell’informazione?
O tutte le decisioni politiche passano attraverso una nuova “camera dei fasci e delle corporazioni” marcata M5S? O la nuova direzione istituzionale viene decisa in qualche meetup internettiano? O la sola fonte di notizie diventa il mitico blog di Grillo?

Queste domande aprono ad una vaghezza disarmante, sconcertante, che lascia allibiti ed impotenti di fronte al programma Grillo-Casaleggio.
Anche nella versione più semplice: chi tutelerà i diritti dei lavoratori? chi finanzierà cittadini ed imprese? chi si occupa della produzione di beni? Per le versioni più avanzate, lascio le domande a voi.

Se Grillo-Casaleggio avessero lo spessore intellettuale di Marx-Engels e Lenin, direi che ci troviamo di fronte ad uno scenario messiaco-apocalittico, un’utopia nel più vero senso della parola paragonabile a quello dell’avvento del comunismo nello scenario storico (e non solo filosofico) mondiale avvenuto con la Rivoluzione d’Ottobre. Rivoluzionario, appunto. Ma non ho tanta stima intellettuale di Grillo-Casaleggio.

Non credo ci sia bisogno per me di dirlo, che chi segue ogni tanto questo blog trova già da sé tutte le risposte, ma io ad un’Italia senza Costituzione, senza Parlamento, senza Comuni etc. etc. non ci tengo mica tanto…

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

5 thoughts on “cercando di distruggere

  1. ti confesso che manco io ho capito cosa vogliano veramente…anzi, cosa voglia Grillo, visto che fa e disfa tutto lui, gli altri sono solo dei burattini manipolati col joystick come in un videogame.
    una sola televiosione, l’azzeramento della stampa pubblica, niente partiti, niente sindacati…ma scusa, non sa di sudamericano tutto questo???

  2. ecco uno di quei tuoi post che aprono la mente a prospettive nuove e che parlano dell’attualità senza caderci dentro.

    mi sembra evidente (aldilà di qualche precisazione che riterrei necessaria su punti particolari, ma che adesso non importano) che la risposta alla domanda globale è che Grillo e Casaleggio credono davvero a questa confusa palingenesi, ma anche che ci credono come strumento per andare al potere senza mediazioni.

    tutto questo fa assomigliare il loro movimento ad una moderna forma di fascismo; la cosa mi risultava evidente ascoltando ieri sera il discorso di un loro deputato sui marò, che aveva, credo del tutto inconsapevolmente, echi del tutto analoghi a certi discorsi mussoliniani: la contrapposizione netta con i politici precedenti, il richiamo alla giovinezza come forza di trasformazione del mondo…

    moli hanno equivocato, votandoli, pensando che una certa dose di Grillo potesse andare per dare una scrollata ai partiti e costringerli ad un rinnovamento.

    non è così, ieri Grillo lo ha detto e li ha anche presi in giro, spiegandogli che si erano sbagliati.

    be’, qui allora mi collego al mio “borforisma” sulla incoerenza del regime rappresentativo quando intende farsi passare come forma di democrazia e fissa i rapporti di potere ad orientamenti dell’opinione pubblica rilevati di norma ogni 5 anni in Italia, anche quando questi cambiano invece con grande rapidità.

    in questo momento molti di coloro che hanno votato Grillo sono pentiti, però questo non significa che Grillo stia perdendo complessivamente molti consensi, perché probabilmente ne sta acquistando altri in cambio: il suo movimento sta dunque cambiando natura e diventando sempre più estremista e fascistoide.

    aggiungi che Grillo sta cominciando ad esprimere pienamente la sua anima fascista cominciando a minacciare i dissidenti: non solo quelli dentro il movimento, ma anche quelli fuori, con i suoi attacchi alla stampa o ai blogger che lo criticano…

    siamo in un paese che ha l’autoritarismo fascista e prima ancora quello della chiesa cattolica nel DNA, e se Grillo minaccia con qualche possibilità di dare seguito ad alcune sue minacce, allora comincia a spaventare e il consenso costruito sulla paura può diventare rapidamente una valanga di tipo hitleriano.

    confesso di avere dei dubbi di avere sbagliato ad interpretare il Movimento dei due guru stellari, fuorviato dalle molte persone che gli hanno dato l’appoggio in buona fede.

    la domanda allora diventa questa: nel momento in cui Grillo nega ogni volontà di alleanza parlamentare, pretende per sé il governo col 25% dei voti, è ancora un partito democratico? oppure può essere considerato la ricostituzione in altra forma del partito fascista?

    tuttavia in questo momento almeno un 50% dei suoi sostenitori è formato da elettori di sinistra incazzati.

    il vero problema è che la prevalenza relativa tra i tre schieramenti nell’opinione pubblica (inutile che diciamo immemore, perché lo sappiamo già) l’ha di nuovo Berlusconi, e questo grazie a Grillo, naturalmente.

    mai personalmente ho vissuto un simile supplizio di Tantalo, di avere un parlamento e un paese con una netta maggioranza per Berlusconi, che sta per ridargli il potere tramite il porcellum, se dovessero esserci di nuovo le elezioni.

    in ogni caso, a parer mio, la risposta politica a Grillo si può dare a partire da Grillo stesso.

    ricordi la questione degli orientamenti politici del Movimento se, in base al Non Statuto, devono essere presi online?

    vogliamo parlarne seriamente?

    ciao.

  3. Se Grillo-Casaleggio avessero lo spessore intellettuale di Marx-Engels e Lenin, direi che ci troviamo di fronte ad uno scenario messiaco-apocalittico, un’utopia nel più vero senso della parola paragonabile a quello dell’avvento del comunismo nello scenario storico (e non solo filosofico) mondiale avvenuto con la Rivoluzione d’Ottobre. Rivoluzionario, appunto. Ma non ho tanta stima intellettuale di Grillo-Casaleggio.

    ecco concordo totalmente su questo punto. In fin dei conti sono contro all’unione europea,per la nazionalizzazione dei settori strategici e delle banche ecc..però abbiamo bisogno di grandi uomini,studiosi,leader. Lenin appunto,non questi due e la loro mandria brancaleone.
    Mi tocca venir a patti con il pd,ma si può

  4. Io credo che la maggioranza delle persone che hanno votato per M5S lo ha fatto perchè venisse incontro ad un’istanza di rinnovamento. Il punto è che Grillo non vuole rinnovare, vuole sfasciare per ricostruire. Sfasciare esattamente cosa per ricostruire come non si sa. Se questa fumosità poteva (in linea teorica) essere tollerata nell’ipotesi in cui il Movimento fosse rimasto una realtà di nicchia, oggi – col 25% dei voti – ciò non è più possibile. Si devono pretendere da Grillo risposte precise ed esaurienti sul modello democratico che vuole istituire e su cosa questo comporta.

  5. @ luigi: a parte Grillo e Casaleggio, credo nessuno possa dire di aver veramente capito di cosa si tratta.

    @ bortocal: ho sempre ritenuto M5S estremista e, soprattutto, fascistoide. nulla di nuovo sotto il sole, quindi. (la repressione del dissenso ormai è tema antico).
    io ho fatto il paragone con Marx e Lenin, ma potremmo benissimo farlo col fascismo. che, fra l’altro spiega alla perfezione il post della Lombardi sul “fascismo delle origini” (Renzo De Felice, direi)
    mi fa quasi piacere che Grillo faccia dichiarazioni simili: aiuta a dipanare l’errore in cui molti erano caduti, votandolo. ma temo che per le prossime elezioni ci saremo già dimenticati tutto….
    buona fede o no, l’errore rimane: come già detto, anche molti tedeschi votarono Hitler in buona fede.
    oltre alla “stupidità” del voto, dovremmo riflettere anche su questa buona fede: è ammissibile?
    non credo affatto che M5S, o almeno Grillo, sia democratico: elementi per sostenerlo non mancano. e per quanto vi siano elettori di sinistra, secondo me non possono essere il 50% (aritmetica da bar: il PD ha perso 3 mln di voti, Berlusconi 11 e Grillo ne ha presi 8… se i rapporti dovessero essere simili, conferma che M5S è decisamente di destra!). concordo su quanto prospetti in caso di nuove elezioni… il suicidio collettivo finalmente compiuto!
    rispondere a Grillo tramite Grillo stesso? sì, magari. è senza dubbio il primo strumento, perchè ogni altro -esterno- sarà rigettato come un corpo estraneo a M5S. ma funzionerà? come scrivo nel mio precedente post, in questa paranoia collettiva di Grillo i controargomenti non funzionano tanto bene….

    @ viga: per quanto intellettualmente “piccolo” possa essere il PD, mi sembra ancora la soluzione migliore.

    @ RW: direi che Grillo ci ha dato una gran mano -quasi volesse rispodere!!- col suo ultimo post sulle “ragioni sbagliate” per votare M5S.
    mi secca dirlo, ma apprezzo la chiarezza: ha detto chiaro e tondo che vuole instaurare una “grillocrazia” mandando a mare tutto l’esistente.
    …avevo parlato di “stupidità del voto” che non raggiunge i suoi fini, spero che ora molti suoi elettori riflettano. ma per le prossime elezioni avranno già dimenticato tutto.

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