perchè eleggere Romano al Quirinale

In questi giorni, ormai prossimi alla convocazione del Parlamento in Seduta Comune per l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica, proliferano analisi e considerazioni sui “presidenziabili” per il Quirinale.
La considerazione più importante che si fa, credo, è quella sull’opportunità di eleggere una donna a Presidente della Repubblica. Seguita a ruota, come importanza, dai calcoli aritmetici sui voti dei vari schieramenti politici, delle ipotetiche combinazioni trasversali e sull’appoggio alle figure che di volta in volta vengono nominate.

Non nego che, oltre che per un suo intrinseco fascino e valore simbolico in un paese così maschilista come il nostro, l’idea di una Sig.ra Presidente ha molteplici meriti: innanzitutto, le donne di altissimo spessore morale, istituzionale e politico non mancano -fra tutte, Emma Bonino, ma io metterei anche Anna Finocchiaro-; in secondo luogo, perchè un leader femminile potrebbe avere quella percezione delle cose, quell’intelligenza, quel tatto che mancano ai nostri politici, aprendo scenari di una sensibilità inaudita. Tuttavia….

Tuttavia, non auspico l’elezione di una donna alla Presidenza della Repubblica. E non perchè si parli di uomini o donne, ma perchè si parla di una specifica persona.
Volenti o nolenti, convitato a questa prossima convocazione in seduta comune del Parlamento, c’è un personaggio che incarna in sé le sorti della politica italiana passata e presente.
Parlo di Romano Prodi.

So che il nome di Prodi alla Presidenza della Repubblica farà storcere il naso a molti e torcere le budella a molti altri. So che non rappresenta l’incarnazione del “cambiamento” tanto spinto dagli elettori e da M5S.
Ma che bel Presidente sarebbe!
Riflettiamoci un secondo solo: un Presidente con una competenza giuridica ed economica di altissimo spessore; un Presidente con un senso delle istituzioni ineguagliato; un Presidente saggio; un Presidente con grandissima conoscenza dei meccanismi istituzionali; un Presidente con una statura morale elevatissima; un Presidente con il rispetto e la stima internazionali; un Presidente incarnazione dell’antiberlusconismo!
Non nego che molte di queste qualità siano presenti in molti altri cittadini italiani, penso a Rodotà, a Zagrebelsky, ad Emma Bonino, ad Onida, a Salvatore Settis… personalità eccelse, senza dubbio.
Ma tutte, rispetto a Prodi, hanno un minus: chi non è così avvezzo ai meccanismi istituzionali, chi manca un pò d’auctoritas, chi non ha piena conoscenza in materia giuridica ed economica… insomma, fra tutti i nomi che vengono fatti, quello di Romano Prodi mi pare il più completo, quello meglio in grado di garantire la stabilità istituzionale dello Stato, di assicurare gli altri Stati ed i partner internazionali sia dal punto di vista politico che economico.
Inoltre, non dimentichiamolo, è persona di grande modestia e ragionevolezza: lontanissimo dai modi urlati, violenti di Grillo, così come dagli eccessi di Berlusconi.
E, come detto, è l’incarnazione dell’antiberlusconismo politico: l’incarnazione di una politica moderata nei modi, ma concreta e determinata nei fini perseguiti, di un riformismo che non ha bisogno di farsi rivoluzione, della capacità di battere il populismo. La condanna politica e morale di un ventennio buio della nostra storia. Un segno dei tempi ineguagliato: il popolo ha detto no!

Guardate, mi rendo conto che l’occasione per eleggere una donna ad un’altissima carica istituzionale sarebbe ormai giunta. Ma per Prodi rinuncerei volentieri (eppoi, che vuol dire rinunciare? potremmo sempre avere una donna Presidente del Consiglio…).

Lasciatemi sognare….

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

10 thoughts on “perchè eleggere Romano al Quirinale

  1. Eleggere la Bonino, per quello che rappresenta, sarebbe un grande segnale di discontinuità con il passato e con il cattocomunismo strisciante che impera nel nostro paese.
    Detto questo Prodi non mi pare assolutamente una scelta adatta proprio perchè troppo politico… se passa il principio di eleggere un presidente di parte, seppur di alta statura morale, internazionale e di conoscenza, rischiamo al prossimo giro di beccarci davvero Pera, Letta o Berlusconi (nel 2020 ci sarà ancora, stiamo pure sereni…)

  2. Concordo con te sul fatto che Prodi abbia una statura internazionale indiscutibile: l’Italia degli ultimi anni è stata in parte ‘salvata’ da Napolitano, che aveva un indiscusso riconoscimento internazionale; probabilmente Prodi è uno dei pochi che potrebbero avere lo stesso riconoscimento; certo, ci sarebbe anche Amato (ma è una soluzione che mi fa accapponare la pelle); Emma Bonino è un’ipotesi affascinante, che secondo me potrebbe uscire fuori solo se PD e PDL si sentissero ‘costretti’ a mandare un messaggio forte di rinnovamento all’elettorato; personalmente, però, penso che l’Italia in queste condizioni non abbia altra scelta se non quella di ripartire da cultura, scienza e ambiente, e allora io il nuovo Presidente lo andrei a pescare lì: prenderei Settis, o Rubbia, o l’archeologo Carandini; capisco che per il Quirinale la scelta più ovvia è quella di un giurista o di un economista, ma l’Italia non è un Paese come gli altri, ci vuole qualcuno che veramente incarni una delle Nazioni con più storia, arte, cultura e patrimonio ambientale del mondo… Per una volta, gente che nella vita s’è occupata solo di economia, aziende e quant’altro, la lascerei fuori… 😉

  3. no, Finocchiaro no!!!

    per Prodi ci sto, se confluiscono i voti di PD e M5S, al tempo del suo governo mi sembrava il più lucido (e di sinistra) di tutta la squadra di governo.

  4. Uhm… non credo che Prodi riesca ad essere eletto, non in questo momento. Già da qualche giorno il PD non manda in TV nessun vecchio oligarca. Si vedono solo giovani bersaniani o qualche neo eletto. La nomenklatura del PD per sopravvivere ha bisogno di combattere l’onda lunga dei rottamatori di Renzi e per farlo deve svecchiare la propria immagine. In questo senso Prodi non sarebbe davvero un segnale di discontinuità, la Bonino invece si.

  5. Bonino si, ma la Finocchiaro, per favore….
    su Prodi concordo, ma non credo che diventerà mai Presidente della Repubblica, troppi nemici …e politicamente troppo schierato…
    in considerazione della scarsa importanza che ricopre da noi il Presidente della Repubblica, un nome vale l’altro…

  6. @ ipitagorici: non mi aspettavo sostenessi questa idea, ma non mi aspettavo neppure tanta avversione… confesso di essere un pò sorpreso.
    Per il “cattocomunismo”, soprattutto… concetto decisamente vecchio e poco -se non nulla- rispondente alla realtà: dove l’Italia è “comunista” in qualcosa? Se anche pensi ai ruoli istituzionali, mi sembra un pò una forzatura…
    Sull’idea di eleggere un Presidente “politico” (più che di parte), mi sembra che così sia sempre avvenuto: un’alternanza fra DC-PSI e liberali c’è sempre stata. E così è anche nello Stato costituzionalmente più simile al nostro (la Germania: CDU-FPD-SPD). Sempre seguendo bene o male le maggioranze del momento con uomi di grande spessore.
    Capisco il rischio del prossimo giro, che effettivamente ho sottovalutato (però alla prossima elezioni Berlusconi avrebbe oltre novant’anni…); così come il rischio che la scelta appaia quale ennesima “occupazione” istituzionale -specie grazie alla retorica berlusconiana- ma diciamo che sono disposto a correrlo: se dopo questo dovesse essere eletto un Presidente “di destra” ma di grande spessore istituzionale, non ci troverei nulla di male (basta trovarne uno….). Ricordiamoci tuttavia che in alcun modo Cossiga, Scalfari o Ciampi potevano essere bollati come “di sinistra.

    @ crimson: non metto in dubbio le competenze di Amato, ma non ho mai nutrito grande stima per lui.
    Sulla scelta di personalità esterne, io non direi che è la “più ovvia” o più logica -per quanto in Germania accada lo stesso- ma non possiamo negare che il Presidente ha un grandissimo ruolo istituzionale, politico. Non so se una personalità esterna sarebbe in grado di affrontarlo appieno, senza farsi soverchiare dai leader politici del momento… pensa ad un Presidente inesperto di fronte a Berlusconi!! …da brividi.
    Cosa che comunque non impedisce che l’immensa cultura italiana sia adeguatamente rappresentata…. ma non posso pensare ad un archeologo digiuno di Costituzione a reggere gli equilibri del paese.

    @ franz: so di essere in minoranza quando dichiaro la mia stima per la Finocchiaro.

    @ John Law: probabilmente hai ragione, ma personalmente non mi sentirei molto rassicurato dalla Bonino, cui -per contro- darei volentieri un ministero, tipo gli interni.
    Sulle logiche del PD: tutto può essere, ma nel partito non sono stupidi e credo la stima per il nostro ci sia ancora, specie tra i nuovi. Eppoi, un segnale nuovo con la Bonino… mah, non è che sia esattamente “nuova” alla politica, mi saprebbe tanto di compromesso.

    @ luigi: ripeto, so di essere in minoranza nell’apprezzare la Finocchiaro.
    Su Prodi: sogno. Spero di non dovermi risvegliare troppo bruscamente.
    Però non sono affatto d’accordo che un nome valga l’altro: il Presidente, specie in situazioni di incertezza o tensione istituzionale, ha un ruolo fondamentale: non possiamo scegliere chiunque. Basta vedere come si son comportati Ciampi e Napolitano per rendersene conto.

  7. Appunto, caro Red, erano cattolici (almeno in teoria). Ciampi è stata una parentesi, visto la sua scarsa appartenenza politica (non ha mai avuto una tessera).

    Cattocomunismo nel senso di cattolicesimo strisciante o ex appartenenti alla sinistra (mmm questo mi pare il PD alla fine 🙂 ). Per me il meglio sarebbe la Bonino, radicale, idee liberali e avanzate, anche se pure lei ha i suoi difetti, ovviamente.

    Però sarebbe un bel segnale di discontinuità, premettendo che, a mio avviso, quel ruolo deve essere affidato a un personaggio politico, con esperienza amministrative e di parlamenti…

  8. Temo che Prodi presti un pò troppo il fianco alle critiche del PdL di aver scelto qualcuno che non è effettivamente super partes, visto il ruolo che ha ricoperto nel recente passato. Probabilmente una scelta più opportuna in questo senso potrebbe essere quella di Bonino o anche Rodotà. Si badi bene: non sto mettendo in discussione le qualità di Prodi che ci sono e – come giustamente sottolinei – importanti, temo piuttosto che per berlusconi e co. sarebbe fin troppo facile tentare di delegittimarlo alla prima decisione non esattamente in linea con i loro desiderata.

  9. Anche io sono in disaccordo con Luigi sul fatto che il Capo dello Stato non conti molto. La sua figura non è solo di rappresentanza, ma conta ed incide sulle scelte politiche… come peraltro si è visto con Napolitano.

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