una provocazione

Lo so che lascerà sbigottiti, so anche che -molto probabilmente- questa proposta potrebbe concludersi in un nulla di fatto, so anche che è facile farla da un blog invece di dirvelo in faccia (ho già ammesso di provare abbastanza vergogna di essere iscritto al PD oggi). La buttò lì comunque:

a tutti voi schifati dal Partito Democratico:
ISCRIVETEVI

Iscrivetevi tutti, iscrivetevi oggi.
Il congresso del PD è ormai prossimo. E sarà decisivo: sarà probabilmente il congresso più decisivo del Partito Democratico dalla sua fondazione ad oggi.
E allora ve lo dico: iscrivetevi, partecipate. Venite ad urlarci contro, nelle nostre sedi; venite a “smerdarci” per le nostre infamie; venite a dirci il partito che volete.
Vi ascolteremo: vi dovremo ascoltare! Dovremmo ascoltarvi sempre, ogni giorno, ma spesso giriamo la testa dall’altra parte. Oggi no, oggi non più: in congresso siamo tenuti ad ascoltarvi tutti. Ma per obbligarci a far ciò, dovete varcare la soglia, dovete entrare. Dovete venire a dircelo nei modi e luoghi che ci siamo dati (noi, sic), che ci obbligano ad ascoltarvi anche se non volessimo.
Dopo potrete anche uscire, potrete sempre dire “non ci avete ascoltato, non ci avete risposto, non ci avete soddisfatto neanche stavolta”. E avremmo definitivamente fallito.
Ma prima, prima dovete dircelo.
E non dovete dirlo a me: dovete dirlo a quelli, alla dirigenza a Roma. E perchè il messaggio arrivi, forte e chiaro, dovete essere in tanti, arrabbiati e convinti.

Vi costerà 15 euro, lo so. E mi dispiace.
Vi prometterei anche di rimborsarvi la spese, se comunque dopo il congresso doveste concludere che il PD non fa per voi. Ma probabilmente non me lo potrei permettere….
Comunque, vi aspetto.

Se il Partito Democratico ha una chance di cambiare, quella è ora. Quella siete voi.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

19 thoughts on “una provocazione

  1. ci avevo pensato ad iscrivermi, e lo avrei fatto se Renzi avesse vinto le primarie…
    quando ho scoperto che si era barato per non farlo vincere, ho desistito.
    però oggi sono tentato di seguire il tuo appello..io credo sempre in Renzi, nel cambiamento, e sono pronto a sostenerlo fino in fondo, alla faccia del partito che lo vorrebbe affossare.
    se Renzi verrà candidato alle primarie, stavoolta in modo aperto e domocratico, mi iscriverò.
    se dovesse giocoforza andarsene dal partito, seguirò lui…
    vediamo che succederà…

    • apprezzo tutto, ma dici una cosa grave: si è BARATO perchè Renzi perdesse alle primarie?
      Hai elementi per questo? O è soltanto un vago sospetto, un’allusione verbale un pò forte?

      • mi pare evidente, che al ballottaggio, si è impedito di votare a chi non lo avesse fatto la prima volta…
        ti pare democratico?
        o è stato un gesto dovuto alla paura di catturare le preferenze degli esuli del centrodestra?
        manca la controprova, è evidente, ma credo che peggio di ciò che ha fatto Bersano fosse impossibile.
        io volevo vederlo Grillo a urlare “sei vecchio,.zombie, sei morto!!” a Renzi, che potrebbe essere suo figlio…
        e che non è mai stato in parlamento…
        la vittoria della Serracchiani (renziana doc), è un buon viatico…

        • no, no, no, qui non mi trovi per nulla d’accordo.
          il non far votare chi non ha votato (né si era iscritto: non dimentichiamolo!) al primo turno non è stato il alcun modo “barare”. è stato far rispettare le regole.
          trovo questa polemica veramente, francamente, stupida: Renzi lo sapeva da prima che le regole erano quelle.
          così come lo sapevano gli elettori.
          se si è alimentata un’idea diversa, è stata una scelta strumentale ed avrei trovato ingiustificato piegarvisi.

          • … Red: mi ricordo benissimo la prima edizione delle primarie, quelle di ottobre 2005 in cui venne scelto Prodi. Oltre a pagare una somma ridicola, chiunque, ripeto chiunque poteva esprimere la propria scelta per il futuro dell’Italia. Tesserati o non tesserati, insomma tutti quelli che si riconoscevano in quel programma poteva esprimersi. Oltre alla novità (irrisa ovviamente dal PDL …) serpeggiava anche la sensazione di partecipare in modo concreto alla creazione del futuro Governo.
            Le ultime primarie, invece, richiedevano quale condizione obbligatoria una preiscrizione a dir poco fastidiosa e, per me, incomprensibile. Lo spirito iniziale si era perso dietro a ragioni di sicurezza o di correttezza.

          • le regole??? quale regola permette a 101 farabutti di distruggere il partito delle regole???
            no, ci voleva primarie LIBERE..solo che la nomenklatura del PD sapeva che avrebbe perso, perchè Renzi piace molto anche a destra..diciamolo

    • ne ha avute troppe, lo so.
      io stesso sono stato troppo indulgente.
      ma ha avuto anche grandi momenti di riscossa (Pisapia, per dire, ma anche Serracchiani, Crocetta…).
      credo di tracciare ora una sorta di “linea del Piave”, un momento ultimo e decisivo per capire che partito siamo.
      ma il senso è soprattutto un altro: questo momento non deve essere relegato nelle stanze “dei bottoni”, nella direzione, nella sede di Roma. no, deve essere aperto, apertissimo.
      perchè se resta chiuso, fra noi, fra i vecchi compagni, gli inciucisti, se resta una riunione di un club, allora avremmo veramente fallito.
      guarda, ti ripago la tessera se vuoi: ma vieni in una sede a dirci perchè abbiamo fatto schifo. dopo puoi anche sbattere la porta.

      • … di linee del Piave ne ho viste e varcate un discreto numero, soprattutto dal 2001 in poi. Ogni volta era sempre un discutere sul perché e sul percome. Ogni volta a trovare spiegazioni per ciò che era incomprensibile.

        Dopo un po’ ci si stufa anche … 🙂

        • spendiamo un attimo per comprenderci meglio: poni un punto chiave.
          Ma la domanda è: perchè Pisapia non è del PD?
          In fondo, nonostante alcune differenze ideali -che pure sussistono-, si viene anche da una storia e prospettiva comune. In fondo, quando Pisapia afferma “i veri moderati siamo noi”, afferma l’esistenza di una sinistra che non può né deve più “fare paura”, una sinistra socialdemocratica.
          Allora quello cui dobbiamo mirare è di avere un PD tanto aperto da poter includere in sé anche voci come Pisapia.
          Che, comunque, dal PD non può prescindere.
          Quindi, noi dobbiamo scardinare il partito, dobbiamo renderlo accogliente per tutti coloro che -lo si vede già a priori- vi possono entrare.

          Prepara le uova.

    • senti, io ho dato una risposta analoga, ma con te, in ultima fila, a contestare forte -come quando ero ragazzina e contestavo- quasi quasi ci andrei. InteNso prepara le uova con dentro la vernice che andiamo.

  2. io verrei solo per vedere te che ci credi, io invece non credo di potercela fare. è quel parlarsi addosso senza agire che non tollero più, basta perdere tempo con le parole, mi sembra che tutto quello che c’era da dire sia già stato detto mille volte, ora bisogna parlare meno e provvedere di più, con coraggio e responsabilità, prendendo dentro di sè il rischio, senza timore di esporsi. solo l’idea di un congresso, di relatori logorroici mi fa i brividi. Non so che contributo io possa dare al pd (che ho votato sempre perché andava bene, mai che io l’abbia amato di un amore sincero, io non mi ritrovo in questo pd che sento troppo vecchio, senza vita, poco capace di far tesoro dagli eventi, di mettersi in discussione) non credo che aiuterei nessuno andando al congresso (e non sono i 15 euro, se avessi fiducia in qualcuno glieli darei in mano direttamente, fosse questo che cambia) non saprei essere costruttiva nelle critiche, non saprei dire qualcosa di pensato, che dia un valore aggiunto. E se me lo avessero detto, che io sarei finita a dir queste cose, ti giuro no, non ci avrei creduto. eppure.

  3. … quello che proponi è un’invasione di ultracorpi dentro al sistema del PD! Nell’immediato, tuttavia, l’effetto sarebbe quello di rinsaldare le posizioni di chi ha amorevolmente curato l’accordo con il PDL. Potrebbero rispondere ai critici: ” … ma come? ci date addosso mentre le adesioni al partito sono esplose? …”
    Come dice EDP non è più l’ora di riunioni o di congressi in cui si taglia il capello in 20 o 30 parti senza alcun risultato concreto. Si tratta di recuperare una parte della credibilità andata persa con l’inciucio e solo i fatti contano. Prima linea del Piave potrebbe essere la nomina del Presidente della Commissione di sorveglianza della RAI o del servizi segreti, oppure la dichiarazione o meno dell’ineleggibilità di Berlusconi. Questi sarebbero segnali forti e chiari, ma dubito assai che si producano …

    • Ti rispondo qui ad entrambi i commenti: le primarie del 2005 furono effettivamente più aperte, ma nel frattempo è intervenuto uno statuto. Statuto secondo il quale queste primarie manco si sarebbero dovute fare…. e la “preiscrizione”, alla fine, si faceva al momento, su un banchetto affianco a quello con le schede.
      Insomma, mi pare più un caso montato ad arte che una vera questione politica.
      Le questioni qui, semmai, sono altre due: a) non hanno senso primarie aperte per il segretario; b) i possibili elettori sono tenuti a sottoscrivere la “carta di valori”. Questi sono i discrimini su cui lavorare.

      Sulle “linee del Piave”: a volte il perché ed il come possono anche chiarire la necessità di cambiare linea. Non è detto che resistere ad oltranza sia sempre giusto.
      Certo, in questi anni abbiamo continuato ad “abbassare la soglia” entro il PD. Ma abbiamo avuto anche candidati vincenti come Doria, Pisapia…. e alla fine abbiamo scelto Bersani per le politiche: insomma, il nostro elettorato tiene la barra dritta.
      Allora noi, come per gli esponenti politici, dobbiamo essere più aperti e ricettivi verso l’elettorato.

      Così ti rispondo anche sugli “ultracorpi”: è esattamente quello che penso.
      Che poi tanto “ultra” non sono: sono comunque in larga parte nostri elettori e anche iscritti. Ma dobbiamo dar loro voce e, soprattutto, darci noi stessi orecchie.
      Dici che queste iscrizioni in massa “parerebbero il culo” alla dirigenza alla luce dei numeri? Può essere che qualcuno provi a fare questo giochetto aritmetico, ma voglio ben vedere il risultato quando le voci al congresso sono tutte contrarie! Voglio vedere quando le mozioni che li “stroncano” ottengono risultati inaspettati….
      Questo non è per spaccare il capello in 20, 30…. è un’occasione unica perchè quelle voci entrino nel partito e si facciano sentire. Perché a) potrebbero aver un risultato concreto nelle votazioni per la dirigenza; b) avranno sicuramente un risultato nel potare “linfa fresca” alle attività del partito (insomma, se si iscrivono 100 ‘no TAV’ si va anche alle manifestazioni contro la TAV!); c) influenza sulla futura linea del partito; d) è il modo migliore per recuperare credibilità: di votare le commissioni alla maggioranza della gente non importa nulla, importa piuttosto sapere che le leggi che esigono verranno portate avanti.
      Questi sono i primi fatti che le persone guardano, ben prima delle istituzioni parlamentari (detto francamente: a quanti elettori del PD interessa che a M5S siano attribuite le commissioni di vigilanza?).

      Ah, dimenticavo, ultimo punto: queste iscrizioni sono determinanti anche per quella “linea del fronte”. Un uomo da solo non può resistere in trincea a lungo, ma molti sì.

  4. lo sai che lì per lì ci avevo pensato? (soprattutto leggendo che si è segnato anche Barca).. poi mi tirano anche da sinistra.. poi non mi dispiacerebbe sentire anche cosa dice Sel.. così per non scontentare nessuno non ho alcuna tessera ;- ) ciao

  5. @ edp: no, no, non venire allora.
    io se ho pubblico mi blocco.

    quel parlarsi addosso mi uccide. odio le riunioni in cui tutti fanno immense analisi politiche senza concludere nulla, solo per riempirsi la bocca. ormai sto prendendo il ruolo del segretario solo per dettare i tempi e togliere la parola quando si va per le lunghe!
    dobbiamo scrollarci di dosso questo modello di politica con i suoi tempi biblici. Agire ora significa anche assumersi qualche rischio, specie rispetto al partito così come lo conosciamo oggi.
    Io credo che ogni contributo teso a “svecchiare” il partito debba essere benvenuto: non possiamo più immaginare un PD che risponde solo ai sessantenni (intesi come elettori…. e come dirigenza!), dobbiamo tirare fuori e dare voce ad un PD che possa rispondere ai quarantenni, ai ventenni. Altrimenti domani non ci saremo.
    Confesso che neanche io so esattamente come essere construttivo. Per ora, le mie prospettive per il congresso sono semplici: i) votare un giovane alla segreteria (Civati); ii) chiedere risposte su quei 101 voti; iii) eleggere quanta più gente nuova nella dirigenza locale, regionale, nazionale. Sui contenuti, ci sto lavorando: penso soprattutto ad un PD più come “cinghia di trasmissione” con la società, più ricettivo e più responsivo. Un partito che sia un dialogo costante
    Per queste cose, anche il semplice voto può essere d’aiuto.

    @ giovanotta & crimson: non so quali sarebbero i vostri circoli, ma (spero e confido) siete entrambi i benvenuti!
    chissà che tutti assieme si riesca a dare un’identità al PD.

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