il genere di notizie

Il genere di notizie che ti fanno strabuzzare gli occhi e domandare “in che razza di paese viviamo???“.
O, almeno, spero di non essere l’unico ad avere simili reazioni dinnanzi alle notizie che riporto.
Entrambe, peraltro, da parte di associazioni che si erano già distinte nel triste campo delle idiozie.

Non so sinceramente da quale cominciare, quindi mi attengo ad un criterio cronologico, parto da quella di ieri:

L’ASCOM (associazione commercianti) di Padova (Veneto, la città del ministro Zanonato) ha organizzato sotto la guida del presidente Zilio una -ennesima- manifestazione per protestare contro le tasse (“flash mob” decantato anche nel sito dell’associazione!) marciando incatenati sino al municipio.
Avete capito bene: manifestazione contro le tasse.
A parte che questo folkore è veramente ingiustificato ed inutile, tipica espressione di una mania di spettacolarizzazione di ogni aggività (anche le più stupide), non stupisce, avendo avuto un Presidente del Consiglio che ne teorizzava la natura “furtiva”… Quello che stupisce è semmai che questa manifestazione non sia la prima nel suo genere da parte della stessa associazione e, ben più grave, che secondo gli organizzatori le “quattro I- IMU, IRES, IVA, IRAP” siano “alla base del nostro declino, che bloccano il futuro delle imprese.
Che le tasse in Italia siano elevate non è certo oggetto di discussione. Ma ben diverso è dire che siano alla base del “declino” economico nazionale. Soprattutto perchè tanti non le pagano comunque, a prescindere dal loro ammontare. Questo è tanto più vero, diciamocelo, in un contesto come quello del decantato “modello nordest” di sviluppo, fondato sulla piccola impresa artigiana: semplicemente perchè la piccola impresa difficilmente può competere in ricerca e sviluppo coi grandi gruppi, quindi deve farlo sul prezzo del prodotto… quindi, ha tutto l’interesse a non pagare le tasse!
…e, spiace dirlo, gli slogan dell’ASCOM e del presidente Zilio sulle tasse come blocco all’economia rientrano in una logica di laissez-faire estrema (e già ampiamente superata: la tutela dei diritti collettivi viene ben prima), “neoliberista” potremmo dire, che ha già dimostrato la propria fallacia, oltreché il danno per lo stesso capitalismo, proponendo un modello di concorrenza “al ribasso”.

La seconda notizia credo sia di oggi, almeno la leggo oggi: l’AIART (associazione “cristiana” telespettatori, già tristemente nota per aver chiesto la censura di Corrado Guzzanti e del suo spettacolare ‘padre Pizzarro’) ha chiesto alla RAI di sospendere la programmazione del celebre serial “Game of thrones” perchè -udite, udite!- addirittura “pornografico“. 
Anche in questo caso, vale la pena ricordare in nome del presidente dell’associazione, questo genio, Luca Borgomeo.
Premesso che -come credo abbia già ben scritto a suo tempo Michele Serra- non capisco proprio il senso di un’ “associazione telespettatori cristiani” (perchè allora non l’associazione di “macellai buddhisti”? o di “autisti agnostici” -potrebbero essere un’idea). Anzi, non solo non la capisco, ma la trovo pure un’aberrazione. Un’aberrazione perchè utilizzare la religione come chiave di lettura per un’associazione in temi che con la religione non hanno nulla a che fare, è evidentemente un modo per imporre sulla società alcune visioni, alcune idee.
Imposizione tanto più intollerabile quando abbia luogo in uno Stato laico. Una moralizzazione.
Una crociata.
Secodo Borgomeo, “Trono di spade” sarebbe addirittura “il programma è volgare, pornografico con insistite scene di violenza e di sesso, quasi gli autori fossero impegnati ad ottenere l’Oscar della depravazione“… a parte che non sentivo parlare di “depravazione” dalla vecchia retorica fascista, vorrei proprio capire su cosa dovrebbe focalizzarsi un telefilm medievaleggiante e guerreggiante (e giusto per il gusto della completezza analitica, rimando a Norbert Elias ed alla “naturalezza” che rinviene nell’affrontare il sesso, la violenza e gli istinti nel medioevo, autore che evidentemente Borgomeo non ha letto).
Borgomeo procede oltre con la sua inoppugnabile argomentazione: “Si obietta che basta cambiare canale per non subire lo squallido programma. Certo, ma perché in un Paese civile si deve sopportare l’incultura del servizio pubblico radiotelevisivo?” Argomentazione nella quale dimentica che in uno Stato pluralista si ha anche il diritto di guardare oggetti -sic- “pornografici”, “depravati” o semplicemente di cattivo gusto e violenti. Proprio perché de gustibus non est disputandum e tutti hanno diritto di esprimere o guardare quel che preferiscono.
Ben diverso sarebbe se l’unica programmazione alternasse “Trono di spade” ai -moooolto più casti!!- “Tudors“. Ma non mi pare il nostro caso (fra l’altro, caro Borgomeo, non mi pare manchino diverse serie televisive di suore, preti e religiosi adatti a soddisfare il tuo palato…).
Altra domanda quella sull’ “incultura“, che è curiosamente tirata in ballo solo in casi di una banalità incredibile ed affatto lesivi della morale, buongusto o atti a “pervertire” la mente degli spettatori… mai vista una protesta o lamentela per reality o svariati programmi di ben maggiore oscenità (nel abbigliamento dei partecipanti, nei loro comportamenti, nel loro linguaggio, nei contenuti….). Borgomeo, mai guardato “Jersey shore“?
Troverei piuttosto che l’incultura, nel caso, sia di chi vuole censurare simili contenuti solo in base all’intollerabilità del suo personalissimo gusto, imponendo così la propria scelta ad altri.
Ma immagino che l’AIART e Borgomeo di questo nella propria missione moralizzatrice non se ne rendano conto. O ne siano ben lieti


Lasciamo parlare padre Pizzarro, vah!

Annunci
Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

4 thoughts on “il genere di notizie

  1. Sulla questione – tasse, mi pare sia l’ennesimo esempio di un modo gretto e strumentale di affrontare il problema: al fondo della questione non c’è nemmeno il fatto che ‘le tasse siano troppo alte’: il discorso andrebbe piuttosto orientato alla qualità dei servizi che le tasse finanziano. Teoricamente, le tasse non sarebbero mai ‘troppo alte’, se usate per darei ai cittadini servizi pubblici di prim’ordine. Il problema è che abbiamo una tassazione scandinava e servizi pubblici da Paesi in via sviluppo…

    Su Game of Thrones: a pensarci le polemiche non mi stupiscono, addirittura mi ha meravigliato che ad acquistarne i diritti sia stata la Rai: la consideravo più una serie da Mediaset o Cielo: la scelta mi sembra anche abbastanza coraggiosa; il contenuto ‘osè’ certo non manca, né le scene di violenza; del resto il trend ‘sesso e sangue’ da qualche tempo è un filo conduttore delle serie tv americane (penso anche Spartacus o I Borgia)… se non altro però, sottolineerei che una volta tanto in tv vengono mostrati dei corpi femminili nudi per così dire ‘al naturale’ e non ‘plastificati’. Non nego che certe scene non siano del tutto ‘funzionali’ alla storia e dunque in parte gratuite… tuttavia le polemiche appaiono come sempre in questi casi esagerate: come sottolineei anche tu, rispetto a qualche corpo nudo (il problema non è manco quello della violenza, diciamocela tutta: il problema è del terrore che hanno certe persone della nudità), mi paiono ben peggiori certi altri programmi che magari non mostrano sesso o nudità, ma propongono modelli giovanili e in particolare femminili molto discutibili…

  2. Concordo con Crimson. Tasse scandinave e servizi pessimi. E tutto questo per mantenere una pletora di dipendenti pubblici che non fanno niente, questa è la cosa che mi scandalizza in assoluto di più…

    Poi la pressione fiscale oggi è FOLLE in Italia, ed è davvero uno dei motivi della crisi economica perchè l’IVA (ad esempio) non aspetta, se non la paghi perchè i tuoi clienti non pagano, lo Stato non aspetta… (discorso diverso per noi professionisti che possiamo comunque utilizzare i progetti parcella per evitare di essere cornuti e mazziati).

  3. @ crimson: concordo con te sulle tasse.
    con l’aggravante che qui vengono anche impiegate come “scusa” di un modello economico che mostra oggi i suoi limiti.
    sul “Game of thrones”: anche qui concordo.
    difficile dire cosa sia “funzionale alla storia”, ma questo poco cambia: è spettacolo, intrattenimento. e come tale andrebbe guardato.
    se pensiamo che i telefim debbano avere una funzione educativa, altro discorso. ma allora vale per tutti e non mi pare proprio che, chessò, “centovetrine” sia molto meglio.
    eppoi, vi sono programmi ben peggiori che dietro una logica da “realtà” mandano in onda modelli persino più dannosi -perchè contestualizzati alla nostra realtà, perchè proposti come modelli da imitare….-. In fondo, nessuno guardando “game of thrones” penserebbe di forzare al matrimonio la propria sorella dodicenne (ok, nessuno di sensato). gli altri sono molto più realistici e subdoli.
    poi, la paura della nudità o la bigotteria di qualcuno non possono certo imporre la programmazione o il modello culturale di tutta la società!

    @ ipitagorici: che ci sia bisogno di una “scrollata” di tanta burocrazia e dipendenti pubblici è ormai un dato di fatto dal quale difficilmente ci si può sottrarre.
    che la pressione fiscale influisca sul cattivo andamento economico è in parte vero, ma ridurre tutto il problema a questo mi sembra una forzatura.
    specie quando diventa una forzatura strumentale a non pagare.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: