cercando l’ “anti”-

Leggo una prima espressione di quello che potremmo chiamare un nuovo “terzismo” della politica italiana: si tratta di un post, al momento mi pare isolato, nel quale si accomunano nell’astio reciproco “grillini” ed “antigrillini.
[che, a proposito, propongo d’ora in avanti di definire “grillisti”- perché questi supporter di Grillo non ne seguono il “metodo d’analisi (ve n’è forse uno?), ma al massimo la “prassi d’azione”]

Il tema è molto interessante. Specie perché ricalca la mai sopita diatriba tutta interna alla sinistra (ma sarebbe meglio dire all’opposizione a Berlusconi ed alla sua destra, più variegata) “berlusconismo” ed “antiberlusconismo” e le conseguenti idee di quel “terzismo” di mediazione fra le due posizioni.
La cosa più intuitiva, quasi banale, da constatare è che in tale parallelismo di opposizioni si rivela anche un parallelismo di metodi e contenuti fra i due movimenti politici del berlusconismo e del grillismo, parallelismo ovviamente incarnato (e mai fu più letterale) dai due leader carismatici.
Ma questa è, appunto, una considerazione già proposta in passato e che ognuno può oggi svolgere da sé.

Il tema dovrebbe focalizzarsi su altre peculiarità del caso.
La prima, credo, dovrebbe essere il soggetto: come nel passato ventennio, la variegata opposizione al grillismo è incarnata prevalentemente da una forza politica progressista.
L’intera opposizione è in realtà composita e nella sua espressione più estesa potrebbe ricomprendere anche il PDL di Berlusconi -così come l’interpretazione più ampia dell’antiberlusconismo potrebbe ricomprendere anche M5S di Grillo-, ma più logicamente si definisce in un’area da Scelta Civica a SEL. Area il cui baricentro è il Partito Democratico.
Lo stesso -anche questo è facilmente ricostruibile- che ha rappresentanto con i suoi antecedenti il fulcro dell’antiberlusconismo.
Quindi, lo stesso ad aver subito il “fuoco di fila” della citata polemica berlusconismo/antiberlusconismo e lo stesso che oggi ed in futuro sarà al centro del dibattito grillismo/antigrillismo.
Polemica, quella passata, che ha lungamente interdetto un’analisi politica di più ampio e profondo respiro sui veri orientamenti del riformismo in Italia e che nelle sue continue oscillazioni non ha mai prodotto un risultato politico concreto e coerente.
Il timore oggi è che la nascente discussione possa produrre i medesimi risultati.
Medesimi, se non peggiori per l’effetto incrociato delle due.

Per chiarire il concetto ed il mio timore potrà essere utile ricorrere ad un paragone storico. Paragone certo esagerato, ma nondimeno utile.
StalhitPenso al “famigerato” patto Moltov-von Ribbentrop siglato fra la Germania nazionalsocialista e l’URSS staliniana appena un mese prima dell’invasione della Polonia che diede il via alla Seconda Guerra Mondiale.
La storia di quei fatti è abbastanza nota: Hitler e Stalin si spartirono in “zone d’influenza” la Polonia, in un inedito accordo fra le due ideologie maggiormente antitetiche e che prima e dopo il patto più aspramente si fronteggiaro. Un paradossale “attrarsi degli opposti”, prima di un rinnovato scoppio del conflitto.
Nel caso cui potremmo assistere dell’antigrillismo, le interpretazioni potrebbero essere molteplici: Molotov-von Ribbentrop come PD – PDL, innanzitutto. Ma non è questa la ricostruzione cui credo maggiormente.
Dovendo dar corso al parallelismo storico, l’analogia ricade -secondo me- maggiormente fra Moltov-von Ribbentrop e M5S-PDL.
Patto ad oggi inedito nello scenario politico italiano. Ma totalmente escludibile? A detta di molti -del senso comune-, senza dubbio io. Personalmente, credo invece che la storia si nasconda nell’incredibile, nell’eccezionale (Arendt), nell’évenement (Foucault). Nel paradosso, se vogliamo. Quindi non lo escluderei affatto.
Non lo escluderei soprattutto alla luce di un altro aspetto, di una sorta di “antefatto” che ritroviamo anche nel paragone storico citato in causa: quegli Accordi di Monaco che con il benestare britannico (ed americano: Joseph Kennedy ne fu tra i fautori) consentirono alla Germania hitleriana di occupare la regione dei Sudeti in Reppublica Ceca.
Potrà essere utile ricordare le parole di Winston Churchill all’occasione:

« Britain and France had to choose between war and dishonour. They chose dishonour. They will have war. »

Ora, chi nello scenario politico italiano ha recentemente scelto il disonore per evitare la guerra? Credo la risposta sia ben nota a tutti.

Suppongo la ricostruzione storica si sia fatta lunga ed intricata, quindi potrebbe essere d’aiuto un piccolo riepilogo per proseguire il discorso con la dovuta chiarezza:
– 1938 “accomodamento” anglo-tedesco teso a superare la durezza del confronto post Prima Guerra Mondiale;
– 1939 patto Molotov-von Ribbentrop russo-tedesco;
– 1939 invasione della Polonia e scoppio della guerra anglo-tedesca;
– 1941 rottura del patto ed inizio delle ostilità russo-tedesche;
– 1943 Conferenza di Teheran ed “ufficializzazione” dell’alleanza anglo-russa (americana, francese…);
– 1945 fine del conflitto, inizio della Guerra Fredda.

La ricostruzione dei fatti nel contesto nazionale è possibile solo in parte (ed ovviamente vedremo solo in futuro se questa previsione sarà stata corretta), ad ogni modo, ad oggi possiamo vedere una sorta di appaesament, un accomodamento a momentanea cessazione delle ostilità passate, fra PD e PDL. Accomodamento evidentemente molto fragile ed instabile.
Se la mia analisi è corretta, in futuro dovremmo assistere a: un accordo PDL-M5S nella perfetta logica della paradossale attrazione fra opposti; la rottura dell’accomodamento fra PD e PDL; rottura accordo PDL-M5S; avvicinamento PD-M5S nel momento di massimo pericolo e…

Questa la mia interpretazione, che va ben aldilà della polemica sull’antiberlusconismoantigrillismo, incarnati entrambi a mio avviso dal Partito Democratico. Tutta questa lunga, ipotetica e probabilmente anche fantasiosa, ricostruzione serve per un’altra conclusione. Un altro paragone, se volete: quello fra Inghilterra e PD.
Non perché il PD sia una potenza della politica nazionale (né tanto “vincitrice” dei confronti passati; cioè: “potenza” in una certa misura sì, restando il maggior partito nazionale, di certo non “vincitore”), quanto piuttosto per tracciare il profilo di questa forza politica.
Nell’immaginario politico mondiale, infatti, e sin dalla ricostruzione di Edmund Burke in contrapposizione alla Rivoluzione Francese, l’Inghilterra ha rappresentato quella forza di progresso politico che non ha bisogno di sommovimenti violenti, di rivoluzioni; quella idea di liberalismo e progressimo moderato ma inesorabile.
Una forza della moderazione, intesa come espressione pacata e senza eccessi. Una force tranquille, per dirla con Mitterand.

affichemitterand1981Ecco allora che tutta polemica passata sull’antiberlusconismo e quella presente o prossima sull’antigrillismo si spiegano e -almeno potenzialmente, spero- risolvono con un argomento semplice: il Partito Democratico, in quanto massima espressione nel panorama politico nazionale della moderazione (dei modi) e del progresso (dei contenuti); in quanto espressione di una forza che altrove ho definito “ragionevole”, è quella più esposta agli exploit ed alle intermperanze, all’attivismo carismatico ed al movimentismo pseudo- “rivoluzionario” di PDL berlusconiano e M5S grilliano. Del loro “fondamentalismo”.
Questi, carismatici, spumanteggianti, partiti-show hanno tra loro molti più punti di contatto di quanto non si immagini.
E non avranno difficoltà, al momento opportuno, di trovare il giusto accordo nel reciproco interesse.

E’ forse un caso che gli attacchi di entrambi siano maggiormente diretti contro il PD e quasi mai vi sia scambio di accuse PDL> M5S o M5S> PDL? Io non credo.
Ed è forse un caso che il destinatario principale di questi inviti a superare l’antiberlusconismo ieri e l’antigrillismo oggi sia proprio il PD? No, non credo neanche questo.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

10 thoughts on “cercando l’ “anti”-

  1. perché indichi il peccato e non il peccatore? dai, dacci il link di questo post, ci hai incuriosito troppo… 😉

    per il resto e in amicizia, caro red, questa volta non sono riuscito a seguirti.

    il Partito Democratico fulcro dell’anti berlusconismo nel passato ventennio? ma dai, per favore!

    con D’Alema che ha definito Mediaset una risorsa per il paese e ha impedito ogni legge sul conflitto di interessi? con Epifani e Renzi che rifiutano di applicare la legge sulla ineleggibilità dei concessionari pubblici, mentendo perfino spudoratamente sulla legge stessa?

    l’unica cosa che si può dire è che il Partito Democratico, per opportunismo, ha continuato a flirtare in questi anni con l’antiberlusconismo, senza mai promuoverlo direttamente, ma che oramai chi è antiberlusconiano deve rivolgersi altrove per vedere realizzato il proprio programma.

    in questo momento abbiamo un governo sostenuto dal Partito Democratico che sta svolgendo il programma politico di Berlusconi: eliminazione dell’IMU, E BASTA!.

    e per farlo, eliminazione dall’1 luglio dei benefici sulle ristrutturazioni delle case: un regalo all’evasione fiscale nell’edilizia.

    per il resto calma piatta e inerzia su tutto: inqualificabile!

    per favore, ridateci subito Monti, che era di destra, ma almeno faceva qualcosa!

    l’unica prospettiva reale dopo le elezioni sarebbe stata l’alleanza 5 Stelle – PD, per la quale Bersani non ha saputo battersi.

    il Partito Democratico ha preferito tradire il suo elettorato antiberlusconiano: si tenga pure il resto, ma a questo ha rinunciato per sempre.

    e lascia in pace Ribbentropp, dai, manteniamo il senso delle proporzioni, per favore, almeno… 😉

  2. Un accordo PDL-M5S sarebbe la pacchia del PD che così senza nulla fare potrebbe riaccaparrarsi tutti i voti che ha perso negli ultimi e anni… Peccato che al netto di scenari futuri, più o meno plausibili, al momento ad essere alleati siano PDL e PD…

  3. Il Partito Democratico, in effetti, come mostrano le recentissime amministrative, continua ad aver un apprezzabile consenso elettorale. Quindi, se non è votato dai due movimenti fortemente leaderistici, cioè il M5S e il PDL, è evidente che rispecchia un’opinione pubblica meno sensibile al richiamo leaderistico. Su questo punto, caro Red, hai ragione. In effetti però non è che il Partito Democratico sia effettivamente antiberlusconiano, e anche questo è un pregio, perchè un partito deve essere se stesso e non sagomato sul calco rovesciato di un avversario.
    Io mi colloco più a sinistra del Partito Democratico, più radicalmente a sinistra, ma ritengo giusto rilevare la caratteristica del Partito Democratico, cioè espressione di un’opinione pubblica essenzialmente moderata, cioè di centrosinistra. Ognuno fa le sue scelte, certamente il M5S è portatore di istanze molto diverse, ma nel corpo sociale quelle che esprime il Partito Democratico esistono e, certamente, sono rispettabili.

  4. @ bortocal: si vede che la morale cattolica pervade anche me.
    ma non vedo l’utilità di “denunciare” l’autore di questa idea.
    anzi, dirò di più: anche fossi io stesso ad ipotizzarla, non vedo in che modo ciò ne minerebbe il significato. comunque non è mia.

    se tu vedi altro “fulcro” politico dell’antiberlusconismo, sono pronto ad ascoltarti.
    ad ora, non ne conosco.
    personalmente, ho sintetizzato il problema dicendo che vi sono state tendenze opposte e discordanti all’interno del PD sull’antiberlusconismo che non hanno mai prodotto risutlati definitivi.
    dopo possiamo discutere secoli sulle colpe del PD, ma questo non ne cambia il senso: l’unica alternativa -concreta- al berlusconismo è stata quella oggi incarnata nel PD. insomma, quella che ha portato Prodi al governo.

    quanto all’accordo M5S-PD, dire che Bersani non ha saputo battersi per esso mi pare francamente eccessivo, se non fuorviante. scusa, ma chi è andato a fare lo streaming? il PD o M5S? chi è che si è aggrappato alla retorica per evitare di fare le riforme?
    no, anche qui: il PD ha sbagliato, ma non può essere l’unico responsabile.

    quanto al paragone, mi pare evidente che non è proporzionato. né ha l’ambizione di esserlo. serve solo come termine di riferimento sulla dinamica, simbolico direi.

    @ crimson: non sarei così convinto che un accordo M5S-PDL sarebbe una pacchia per il PD….
    quanto agli scenari futuri, io ho lavorato di immaginazione e di paragoni, come ogni analista che voglia guardare lontano deve fare.
    vedremo se ci ho azzeccato come quanto predicevo M5S al 25% o se mi son sbagliato.

    @ diegod: l’ “antiberlusconismo” o meno del PD meriterebbe una lunga analisi.
    io ho molto sinteticamente riassunto l’intricata questione dicendo che vi sono state tendenze opposte e discordanti che non hanno mai prodotto risutlati definitivi.
    il che può anche essere positivo.
    il punto fondamentale, direi, è di metodo: come Hitler e Stalin erano accomunati dal metodo totalitario, PDL ed M5S lo sono da quello carismatico-populista, mentre il PD vi si distanzia.

    • perché parli di “denuncia”? io parlerei semplicemente di pubblicità…, magari lo leggo e trovo che ha anche qualche ragione… 🙂

      metti noi due: dopo un lungo periodo di consonanza, le nostre valutazioni sul momento hanno cominciato a divergere: spero che questo non intacchi il piacere di leggerci e l’amicizia, anche quando nella lettura si vedono più i torti che le ragioni.

      certamente sono stati più antiberlusconiani negli anni passati Di Pietro (su cui va steso un velo pietoso), e soprattutto diversi movimenti della società civile; certamente al momento è più antiberlusconiano Grillo (e stendiamo un altro velo pietoso).

      il mio giudizio è che un partito che è filoberlusconiano ed antiberlusconiano, presidenzialista e antipresidenzialista, prodiano ed antiprodiano non serve assolutamente a niente ed è una pura macchina di potere senza principi.

      la caricatura, molto in peggio, della vecchia Democrazia Cristiana: no, grazie.

      a questo punto meglio davvero votare Berlusconi che almeno il presidenzialismo lo sostiene coerentemente da vent’anni, che riceverlo in regalo da un partito che hai votato e che ti rifila il bidone, cambiando improvvisamente linea dopo esserti scippato i tuoi voti, senza nessuna spiegazione.

      Prodi è stato affossato per ben due volte dai suoi, ed è stato sostituito da D’Alema che non è antiberlusconiano.

      adesso il gallo ha cantato e Pietro ha tradito tre volte.

      Bersani non ha mai fatto l’unica proposta vincente, che era quella di chiedere a Grillo un nome o di votare come prsidente della Repubblica il SUO Rodotà.

      tutto questo ha dell’incredibile ed è il segno di una deriva culturale e politica del partito che è del tutto irrecuperabile.

      il tuo paragone con Ribbentropp non serve neppure per la dinamica, perché è del tutto sbagliato, questioni di buon gusto a parte… :); siamo alla socialdemocrazia tedesca che vota i crediti di guerra nel 1914, piuttosto, e per dei motivi molto meno nobili…

      (come sai, se devo farti delle critiche trovo più carino fartele sul mio blog, ma questa volta la discussione si è sviluppata qui…)

      • non capisco la tua risposta a Diegod56, ma credo lascierò a lui il piacere (e l’onere) di ribattere.

        Di Pietro più antiberlusconiano del PD? questa è interessante, meriterebbe una lunghissima disamina che non ho modo né intenzione di affrontare qui, in un commento. basterà comunque segnalare come l’opposizione non dovrebbe ricalcare gli stessi modi e metodi di chi si vuole contrapporre (e questo vale anche per Grillo).
        Grillo antiberlusconiano? ti prego, ricordami la sua ultima vera affermazione contro Berlusconi. fino ad oggi, non hanno neppure portato avanti il discorso sull’ineleggibilità (anche ieri Crimi è mancato in giunta…).
        se questo è antiberlusconismo!

        rispetto alla vaghezza (potremmo anche dire vacuità) del PD, che è un tema che esula dal presente, ho già detto ampiamente che vi è un radicale bisogno di definire alcuni contenuti fondamentali, una linea politica e dei principi che trascendano i semplici programmi.
        in ogni caso, fosse anche solo una macchina di potere senza principi, sarebbe LA macchina di potere contrapposta a quella di Berlusconi.
        proviamo per un istante a toglierla, ipoteticamente: vedi qualcunaltro in grado di contrapporvisi? chi altro avrebbe potuto far eleggere Prodi?
        resta inotre il fatto che il PD, per quanto senza principi, è in larghissima parte più istituzionali, civico ed etico rispetto al partito di Berlusconi.
        corretto tutto quanto dici, ma questo basta per spingerci a buttar via il bambino con l’acqua sporca?

        non capisco poi l’affermazione su Rodotà: era palese che metà del PD non lo avrebbe votato.
        se Bersani l’avesse sostenuto, cosa avremmo ottenuto? solo di bruciare ed umiliare un altro candidato.
        resta inoltre il fatto che la stessa responsabilità va imputata a Grillo su Prodi.

        votare Berlusconi? accomodati, cosa vuoi che dica.
        sarebbe una parabola curiosa, comunque.
        potrei anche capirla, nella logica del “vaccino” di Montanelli, se fosse arrivata dieci anni fa. ma oggi?
        ancor più interessante sarebbe valutare cosa spinge, nel marasma politico che viviamo, ad elevare la coerenza a massimo principio, rispetto magari ad esigenze ben più sostanziali.
        (che manchino le spiegazioni da parte del PD è vero solo in parte. mi sembrerebbe più corretto dire che queste non arrivano a destinazione o non sono convincenti, non che manchino. delle ragioni -più o meno misere- ci sono, ma si è rotto quel ruolo di “cinghia di trasmissione” con la società civile. d’altronde si era già visto: non basta parlare in tv)

        sul paragone non vedo ragione di rispondere.

        • dire al tempo del berlusconismo che è un pregio non essere antiberlusconiani è come dire, secondo me, che al tempo del fascismo era un pregio non essere antifascisti.

          possiamo discutere sulla sostanza dell’antiberlusconismo di Di Pietro e di Grillo, e probabilmente anche ritrovarci d’accordo nel giudicarli sostanzialmente demagogici, ma entrambi questi fenomeni sono esistiti ed esistono per la mancanza di una chiara linea antibelrlusconiana nel Partito Democratico.

          mi sembra francamente superfluo documentare l’antiberlusconismo di Grillo, basta leggere il suo sito.

          altre tue considerazioni faccio fatica a seguirle: la colpa dell’affossamento di Prodi adesso non è più dei 101 parlamentari del PD che non lo hanno votato, ma di Grillo?

          Rodotà avrebbe spaccato il Partito Democratico? adesso non ne dubito, visto che è bastato perfino Prodi a spaccarlo.

          solo che capisci che un partito simile, privo di una propria linea politica praticabile, è una brutta copia della Democrazia Cristiana, con l’aggravante che la Democrazia Cristiana, alla fine, decideva, e qui, invece, un partito politico privo di una linea propia, si fa dettare la linea da fuori, dall’unico che ne ha una, ed è Berlusconi.

          l’idea che a questo punto, piuttoso che votare dei semiberlusconiani come di fatto è il Partito Democratico, vale la pena piuttosto di votare Berlusconi vedo che circola anche dove non è il sottoscritto a proporla; io personalmente non credo che voterò mai Berlusconi, per evitare la nausea, ma certamente ripiglio la strada dell’astensionismo attivo ed inviterò, per quel che posso, a non farsi più fregare dal Partito Democratico che ha già ingannato gli italiani su Berlusconi per vent’anni.

          se lo votino coloro che non ritengono Berlusconi un problema, e poi se la vedano con lui.

          ma chiunque ritiene Berlusconi politicamente il cancro della semidefunta democrazia italiana voti altrove o si astenga.

          perché rafforzare Berlusconi credendo di votargli contro ci è appena capitato di nuovo ed è fesso cascarci ancora.

  5. Pingback: Redprevisioni: Grillo e Berlusconi, la strana coppia | redpoz

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