dico no

Una discussione fondamentale si sta sollevando ultimamente attorno ad un tema essenziale per il nostro Stato, ovvero il dibattito sul semipresidenzialismo.
Personalmente, mi dispiace e preoccupa sentire tante voci che anche da sinistra approvano una simile “riforma” istituzionale, voci come quelle di Enrico Letta, di Veltroni e dello stesso Prodi.

Personalmente, dico NO! ad una simile proposta. E non perché concordata o meno con il PDL od altre forze politiche, quanto perché -come ben argomentava Gustavo Zagrebelsky da Gad Lerner sabato sera- questa non è una mera “riforma” costituzionale.
Questa è una radicale innovazione, un’innovazione che ci condurrebbe in una diversa forma di Stato rispetto a quella voluta dall’Assemblea Costituente nel 1947. Una forma di Stato che addirittura, viste tutte le cautele associate nell’attuale Costituzione al potere esecutivo, potrebbe essere considerata antitetica rispetto a questa.
Zagrebelsky mi trova altresì concorde nel dire che è cosa anche più grave il modo cui si è impostato il ragionamento su questa “riforma” (che continuo a virgolettare perchè riforma, propriamente detta, non è: è uno stravolgimento). Ovvero, il ragionamento proposto (parole anche di Letta sabato) è fondamentalmente il seguente “il ruolo del Presidente si è ampiato, quindi è giusto ampiarne i poteri costituzionalmente sanciti“, una sorta di legittimazione della “riforma” alla luce del ruolo chiave giocato dal Presidente Napolitano: siccome Napolitano ha avuto un ruolgo così importante, è giusto garantire ai futuri Presidenti un simile margine d’azione e direzione.
Francamente, questa logica non mi convince affatto. Anzi, dirò di più: mi ricorda il triste referendum francese del 1958 che in settembre legittimò ex post un atto fondamentalmente golpista da parte di De Gaulle, tornato a capo del governo nel giugno dello stesso anno.
Qui non si tratta di legittimare l’operato di Napolitano, che a mio modesto avviso (ma anche per voci ben più autorevoli come lo stesso Zagrebelsky) rientra fondamentalmente nell’alveo dei poteri costituzionalmente attribuiti al Presidente; bensì si vuole utilizzare l’impiego “critico” di detti poteri fatto da Napolitano per attribuirne di ancor maggiori al suo successore.
Trovo la cosa grave e confindo non sia approvata. Perchè, come detto, è uno stravolgimento dell’attuale assetto costituzionale. Un simile stravolgimento deve corrispondere a fatti ben più significativi che lo giustifichino e non può in alcun modo essere il semplice risultato di un accordo politico. Veri e propri eventi che esigano un diverso assetto istituzionale, una diversa forma di Stato.
Inoltre, la immaginate una cohabitation nell’attuale contesto politico italiano?
Se comunque una simile riforma dovesse passare, sarà essenziale sottoporla a referendum: perchè su aspetti tanto decisivi, tutta la cittadinanza deve essere chiamata ad esprimersi. Quindi, auspico i parlamentari siano tanto corretti da non eludere l’applicazione dell’art. 138 Cost.

C’è un altro NO che mi sento di dire in questo momento.
Un no che senza dubbio susciterà diversi malumori: quello all’idea di affidare la Presidenza della Commissione Parlamentare di Vigilanza RAI ad M5S, come recentemente richiesto dal “megafono” Grillo.
Ammetto di aver anche pensato per un certo tempo che, in fondo, il ruolo di M5S come “apriscatole” delle stanze del Palazzo potesse essere proficuo per la cittadinanza. In questa prospettiva, avrei volentieri affidato al Movimento 5 Stelle non solo la Vigilanza RAI, ma persino il Copasir (Comitato Parlamentare Controllo Servizi Segreti) -pur conscio dei rischi connessi…. specie con l’uso che fanno delle e-mail!
Tuttavia, le parole di Grillo secondo cui “i giornalisti dovranno rendere conto” è inquietante. Inquietante non per l’idea, in sé giustissima, quanto per la logica ed i destinatari cui Grillo vorrebbe applicarla. Bastino due nomi: Floris e Gabanelli. Se pure sul primo qualche velato sospetto di essere “di sinistra” non è mai mancato, vorrei capire quali sono le colpe della seconda…. forse aver fatto un’inchiesta (oltre che su i partiti tradizionali) anche su M5S?
Le sue parole sono abbastanza eloquenti: “Siamo stufi di ricevere schiaffi e di essere, allo stesso tempo, presi per il culo dalla Rai. O ci verrà affidata al più presto – dice Grillo – o ne trarremo le conseguenze… Faremo i conti con Floris e con Ballarò, ma anche con i Rodotà e i Gabanelli, quelli che si sono rivoltati contro“. Fare i conti? Ci si sono rivoltati contro?
Ma che logica è questa? Siamo forse ad un regolamento di conti, ad un’epurazione? Eppoi, punire qualcuno -neppure organico al Movimento- per il suo dissenso?
Curioso che Grillo non dica nulla, invece, di giornalisti come Vespa, Masi, Giorgino o Paragone…
Sulla stessa linea l’affermazione per la quale “non andremo in TV, la occuperemo“. Occupare la TV??? Ne conosco un altro che aveva un progetto simile….
No, se queste sono le premesse (decisamente berlusconiane), allora è bene che M5S non abbia affatto la presidenza della Commissione di Vigilanza RAI!

[avevo allegato il video… non c’è, quindi rimando direttamente al link]

— -o- —

Lasciatemi divertire: ancora un commento, aggiornato, su Grillo.
Premetto che non è mio, l’ho ascoltato casualmente ieri in stazione, ma ve lo riporto comunque perché mi pare abbastanza interessante. Dunque, secondo l’anonimo cittadino che analizzava le ultime sparate del comico/politico del Movimento 5 Stelle contro Rodotà e la Gabanelli, con esse Grillo “ha dato degli idioti ai suoi stessi elettori” (cito testualmente).
Ciò per la ragione che con tali dichiarazioni, Grillo ha sconfessato la scelta -democraticamente(?)- fatta a suo tempo dagli iscritti a M5S per le “quirinarie”.
Mi pare un aspetto interessante e vi invito a rifletterci: se il Movimento 5 Stelle ed il blog di Grillo devono avere una struttura democratica, con quale autorità il cosìddetto “megafono” ne ribalta l’esito, sconfessando il voto dei legittimati?

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

8 thoughts on “dico no

  1. redpoz, accidenti, mea culpa averti scoperto così tardi, dopo che è quasi un anno che vedo i tuoi commenti comparire su blog amici. confesso, nei giri precedenti, di essere stato frenato dall’idea di leggere un blog che avesse principalmente la “politica italiana” come argomento, ma probabilmente era solo necessità di una mia pausa mentale fisiologica – e soprattutto, il tuo blog è tutto fuorché solamente quello. mi ritrovo molto, davvero molto, nelle tue riflessioni. in questa, poi, totalmente.

    • …e privare tanto a lungo questo blog di un valido commentatore?!
      intollerabile.

      ti ringrazio poi del riconoscimento che questo blog non tratta solo di politica (pensa, io direi che quello è il meno).
      spero di avere il piacere di rivederti ancora di qua e leggere i tuoi commenti

  2. Sono assolutamente d’accordo con tutto ciò che hai scritto. Aggiungo solo una piccola postilla. Ritengo l’Italia un Paese politicamente immaturo per il semipresidenzialismo. Siamo stati capaci di tenere un uomo come berlusconi al potere per quasi 20 anni. Fortunatamente il suo ruolo è stato bilanciato anche dalle prerogative dei vari Presidenti della Repubblica che si sono alternati dal 1994 ad oggi. Se ci fosse stato il semipresidenzialismo probabilmente avremmo avuto berlusconi al Quirinale e un fantoccio come capo del Governo…

  3. D’accordo a metà: sul semipresidenzialismo, mi limito ad osservare come tutto stia venendo presentato in maniera fuorviante all’opinione pubblica: sembra quasi che tutto si risolva con un ‘si va a votare e si sceglie il Presidente che si vuole’, senza minimamente entrare nel merito delle questioni, del ruolo, della necessità di modificare nel profondo la Costituzione, rivedendo tutti i meccanismi di ‘controllo e bilancio’ dei poteri… mi chiedo: è competente, è matura l’attuale classe politica per provvedere a una ‘rivoluzione’ del genere? Insomma, quando vedo che in tv a parlare di queste cose sono Quagliariello, Boccia o Speranza, qualche dubbio mi viene… quanto a Grillo: è del tutto evidente che ci sia una ‘manovra a tenaglia’ per depotenziarlo, specie da sinistra… il motivo è presto detto: senza M5S, il PD avrebbe vinto le elezioni… è naturale quindi che da quella parte ci sia un astio e un livore (naturalmente nascosto sotto sorrisini e ipocrisie di circostanza) pari forse solo a quello che accolse la vittoria di Berlusconi vent’anni fa; poi al linguaggio di Grillo siamo abituati… tra parentesi: non vedo proprio la ragione del terrore: la commissione di vigilanza conta come il due di spade quando comanda bastoni; le cose importanti (direzioni di reti e tg e quindi a catena palinsesti e offerta ‘culturale’) le decide la maggioranza, e non mi risulta che M5S abbia i numeri per decidere alcunché, visto che tra l’altro sta pure all’opposizione…

  4. Dico No a Berlusconi, ma ho fatto un patto con lui vent’anni fa; dico No al semipresidenzialismo ma lo faccio per la governamentalità, Dico No ai ragazzi di Salò, ma dobbiamo capirli, meno male che la democrazia è salvata dalle primarie.

  5. Ho paura che, anche in caso di referendum, sarebbero in pochi ad avere una idea anche minima dei rischi che una riforma del genere comporterebbe (e io mi metto fra i molti che non saprebbero decidere e che hanno bisogno di articoli e interviste per comprendere);
    sul M5s e su Grillo, niente da aggiungere, più leggo letteratura sui vari fascismi e più ritrovo i loro toni in quelle storie che purtroppo non sono mai abbastanza vecchie.

  6. @ RW: prendo e sviluppo la tua considerazione, che integrerò anche nel post.
    nei paesi con sistemi presidenziali o “semi-“, il capo di Stato che è anche capo di governo ha un limite inderogabile di mandati (USA e Francia: 2 consecutivi) e dopo non si ripresenta.
    diversamente da quanto accade in Germania, Spagna od Inghilterra, dove un tale limite non esiste e il premier o Kanzler può restare in carica anche un ventennio (Kohl).
    Ciò detto, temo l’Italia non sia ancora una democrazia tanto matura per accettare un simile limite: immaginiamo per un attimo che l’Italia fosse una repubblica semipresidenziale dall’inizio degli anni ’90: con l’alternanza che abbiamo avuto, Berlusconi (o Prodi) si potrebbe ancora ricandidare!
    Ma anche se avesse raggiunto tale limite di due mandati consecutivi, crediamo si farebbero da parte? No, io vedo piuttosto il rischio di una “soluzione alla Putin” con un “giro in panchina” per poi tornare alla carica.
    Ciò è evidentemente contro lo spirito di tale sistema.
    Riflettiamoci.

    @ crimson: anche tu, come RW, ampi bene il discorso collegandovi il tema dei “check and balances”, controlli ed equilibri al potere esecutivo.
    il problema, ovviamente, si pone. e non è affatto secondario: in un paese in cui non riusciamo a controllare neanche il parlamento, davvero un presidente così forte sarebbe democratico?
    sulla classe politica, come competenza sono convinto di no. come adattabilità a questo sistema, ti rimando alla risposta data a RW.
    Su Grillo, non soprende che siamo in disaccordo.
    Io una simile “manovra a tenaglia” proprio non la vedo. Anzi, secondo me Grillo ha cacciato M5S in quest angolo tutto da solo: oggi potrebbe “tenere il governo per le palle” come sta facendo Berlusconi, su altri temi….. ma ha preferito farsi da parte e gridare all’inciucio.
    Può essere -non me ne intendo- che la Commissione di Vigilanza conti così poco, ma non mi sembra proprio che uno che si presenta con simili premesse possa legittimamente pretenderla. che vigilanza può offrire? dell’uniformità? che garanzia? delle epurazioni?
    non ci siamo: la democrazia è altro.

    @ Gabriella: non so quale dei tuoi ….paragoni? debba sentire diretto a me.

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