ogni anno, da tanti anni

Ogni anno, da molti anni, qualcuno ricorda questa giornata il cui numero è diventato tanto simbolico.
11 Settembre.
E’ curioso come lo stesso giorno possa condensare in sé tanti ricordi, tanti significati. Soprattutto quando son tanto diversi fra loro (in effetti, una cosa simile accade con il 25 aprile, ma questa è un’altra storia).

Qualcuno oggi esporrà la bandiera a stelle e strisce per ricordare la più incredibile ferita al cuore d’America.
Qualcun’altro vorrebbe avere un’altra bandiera da esporre, per ricordare un’altra ferita.

Gli anniversari tondi hanno un gusto particolare, ma hanno anche un senso particolare?
Solo che il tempo passa.
Domani saranno già 40. Sono tanti.
Non credano che dimenticheremo.

Allende vive en el pueblo!

E per fortuna che quel genio di Ken Loach ci ha regalato questo video…. andasti al lavoro un martedì di settembre, per le strade tristi di Santiago.

Patio 29

Patio 29

Se, come quegli imbecilli del tg2, credete l’11 settembre cileno sia un fatto “oscuro” della storia del ‘900, vi consiglio di fare un salto al Museo de la Memoria y de los Derechos Humanos di Santiago (qui l’archivio di foto), oppure come cantava Neruda “venite a vedere il sangue per le strade“, od andate all’infame “Patio 29” del cimitero centrale (“che magnifico risparmio di spazio“, commentò Pinochet quando gli dissero che nelle tombe dei desaparecidos c’erano anche due o tre cadaveri): nei nomi dei torturatori e dei desaparecidos non v’è proprio niente di oscuro.
Così come non v’è niente d’oscuro sull’origine dei dollari che finanziarono e sostennero quel golpe.

Niente di oscuro. Solo da ricordare.

Nunca mas.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

8 thoughts on “ogni anno, da tanti anni

  1. Quello che mi dà fastidio, è che i due fatti siano messi in contrapposizione, come se commemorare l’11 settembre equivalesse ad essere schierati con gli americani ‘brutti, cattivi, porci e imperialisti’ e invece ricordare Allende fosse sinonimo di essere ‘difensori della libertà’… Una certa retorica di sinistra, che prima del 2001 non è che i fatti del Cile li ricordasse con tale forza, in seguito ha usato quell’evento quasi come una bandiera, naturalmente in chiave squisitamente antiamericana, come se in fondo, visto che l’America di Nixon aveva finanziato il golpe in Cile, allora l’America di Bush (al netto di tutte le tesi complottiste arrivate alla teoria dell’auto-attentato) ‘meritasse’ in un certo senso che 3.000 persone, la gran peralto…peraltro onesti lavoratori e impiegati, per non parlare delle centinaia di vigili del fuoco… Come se per dirlo alla romana ‘a chi tocca nun s’engrugna’… e se vogliamo è un modo discretamente misero e squallido di vedere le cose; per conto mio, mi dispiaccio per le vittime della dittatura cilena, delle Twin Towers, delle guerre inAfghanistan e Iran nate da quelle… in fondo, erano tutti esseri umani…

    • ovviamente “meritare” una cosa del genere è un’idea aberrante e chiunque la sostenga è da rinchiudere.
      ovviamente parlo per me, perché non posso ergermi a censore di altri: i fatti non sono contrapposti, ma -specie vista la valenza simbolica che gli USA hanno imposto alla data- è bene metterli in fila.
      l’11 settembre non è e non può essere solo la commemorazione delle vittime di New York o Washington.
      sempre personalmente, ti dico che ho effettivamente “scoperto” gli avvenimenti del Cile solo in seguito (nel 2001 avevo appena cominciato il liceo) e in gran parte per merito di Loach, quindi la coincidenza temporale fu -effettivamente- solo un caso.

  2. forse anche l’uccisione di Giulio Cesare e la “presunta” dittatura argentina sono fatti oscuri della storia, quanto buio nella storia, e poi il passo è breve sino a “Mussolini ha fatto anche del bene” e “Gramsci poteva essere peggio di Stalin”.

    scandalosi è troppo poco, io non sarei così gentile.

    Crimson, tutte le vittime sono innocenti, sono gli assassini il problema

  3. Pingback: Certi commenti | redpoz

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