cercando la vittoria di Angela

Angela ha stravinto. Ma non ha vinto.
La Kanzlerin ha stracciato tutti, avversari e -oh oh- alleati, ottenendo un risultato strabiliante: con oltre il 40% dei voti (ed un balzo di oltre 7 punti percentuali), la CDU-CSU sfiora la maggioranza assoluta del Bundestag ed il miraggio di governare da sola. Sarebbe stata la prima volta nella storia della Bundesrepublik.
I socialdemocratici guadagnano 2,5%, un piccolo guadagno che addolcisce di poco la sconfitta (190 seggi, 46 guadagnati rispetto al 2009: non c’è di che lamentarsi, per ora). In realtà dobbiamo sempre tener presente un dato: solo tre candidati della SPD hanno sconfitto la CDU-CSU nella storia della Repubblica Federale (Brandt, Schmitt e Schroeder), quindi non trovo nulla di “storico” in questa riconferma. Insomma, l’SPD parte sempre da un relativo svantaggio.
Alternative fuer Deutschalnd, gli “euroscettici” (forse il partito più interessante della campagna elettorale), ferma al 4,7% sfiorando lo storico e pericolossisimo ingresso nel Parlamento federale dove avrebbero -presumibilmente- giocato il ruolo dei grillini à la tedesca. Se ne riparlerà fra quattro anni?
Va leggermente peggio a Gruenen: contro le aspettative, i verdi perdono poco più del 2% (63 seggi, 5 in meno del 2009), frantumando con ciò il sogno di una coalizione rosso-verde che possa sbalzare la Merkel dal cancellierato. +2 -2: i conti fra socialdemocratici e verdi sembrano elidersi. Perde qualcosa anche la Linke.
Infine, ecco la vera tragedia: con un risultato pressoché identico ad Alternative fuer Deutschalnd, i liberali del FDP non riescono a raggiungere per la prima volta dal 1949 la soglia di sbarramento del 5% e restano fuori dal Bundestag. Ovvero, la Merkel perde i suoi alleati di governo.
Tutti i risultati. Qui un’intressante analisi sui flussi elettorali.

La vera notizia è senza dubbio l’ultima (tutto il resto poteva essere intuito, in un paese in cui l’economia continua ad andare bene). Ed avrà importantissime conseguenze sia immediate, sia a lungo termine.
Cominciamo dalle prime: Angela Merkel è riconfermata e sarà ancora al governo per altri quattro anni. Il problema sta tutto nello stabilire con chi. La matematica elettorale, purtroppo per lei, ha giocato contro la Kanzlerin: pur forte dei suoi 311 seggi (di cui 70 nuovi), senza l’alleato liberale (nel 2009 ne aveva oltre 90), il saldo è negativo. Le sue opzioni per arrivare alla “soglia magica” di 315, in un parlamento con soli 4 partiti, sono ridotte: SPD o Verdi. Alla luce dei numeri, andrebbero bene entrambi (e questo senza dubbio agevola la Merkel nelle prossime trattative). In ogni caso, nonostante la schiacciante maggioranza della CDU-CSU, non sarà una convivenza facile: entrambi i possibili Koalitionspartner hanno linee politiche significativamente distinte da quelle dei cristianodemocratici e nelle trattative lo faranno pesare.
Ad occhio, vi sono maggiori probabilità per un revival della Grosse Koalition, per quanto stavolta fortemente sbilanciata in favore della CDU-CSU. La conseguenza più grave, in questo caso, sarebbe per i socialdemocratici ridotti al ruolo di “junior partner” e costretti a subire molte decisioni impopolari. Il contrario, con i ricattini del piccolo verso il grande tanto diffusi in Italia, è altamente improbabile per la forma mentis tedesca.

A lungo termine, invece, le prospettive si fanno più interessanti: senza l’esposizione mediatica (ed i fondi) assicurati dalla presenza nel Bundestag per i liberali potrebbe cominciare un declino irreversibile. Già negli anni scorsi l’FDP ha fatto moltissima fatica ad entrare nei parlamenti dei Laender, il risultato non può quindi sorprendere. E non me la sentirei neppure di escludere che saranno scalzati nella politica nazionale da Alternative fuer Deutschland in futuro
Ad oggi, quindi, nel Parlamento federale tedesco siederanno quattro (5, contando la CSU) partiti. Tre dei quali “di sinistra” (Verdi, SPD, Linke).
Astrattamente parlando, potremmo prospettare un generico spostamento a sinistra della politica tedesca. In realtà, temo non sia così: le prospettive di governo per la sinsitra (incarnata da SPD e Verdi) si fanno ancora più ridotte, in quanto -ad oggi- postulano un accordo anche con la Linke (erede della SED al potere nella Germania Est). Piuttosto, propendo per uno scenario nel quale la CDU-CSU diverrà ancor più perno del sistema politico, governando da sola od in alleanza con l’SPD: a conti fatti, infatti, appare assai più realistico che la CDU-CSU riesca a colmare il divario 2 punti percentuali/ 4 deputati per raggiungere da sola la maggioranza assoluta; piuttosto che la SPD ed i Verdi possano recuperare un 10 – 15%.
Certo, questo genere di previsioni a lungo termine sono pura astrazione. Ma come linee generali dello spettro politico mi sembrano realistiche.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

10 thoughts on “cercando la vittoria di Angela

  1. Pingback: cronache dall’attacco a Nairobi | I discutibili

  2. Viene spontaneo il paragone con l’Italia. Lì la Grosse Koalition la faranno in un clima di serietà che da noi è assolutamente impossibile. Personalmente una Grosse Koalition non la considero una bestiemmia in un paese civile: se il corpo elettorale dà quel risultato, a quel risultato ci si attiene. In Italia il problema è «con chi» ti tocca farla e anche nel fatto che in Italia la Grosse Koalition produce l’esatto opposto di quel che accade in un paese normale. In un paese normale una Grosse Koalition è sinonimo di governo forte che, con ampia maggioranza, fa ed agisce senza troppe remore, mentre nella buffa Italia diventa sinonimo di governo immobile, in pratica una grossa presa presa in giro (non so come si scrive in tedesco)

  3. Speriamo che chiunque sia l’alleato, riesca a correggere di un tantino la rotta: la Merkel ha sicuramente fatto il bene della Germania (anche se pure lì certe misure di ‘flessibilizzazione’ del mercato del lavoro si sono risolte nel mero precariato), molto meno quello dell’Europa, con un atteggiamento ai limiti dell’ottuso, in stile ‘ciò che va bene per la Germania, va bene anche per tutti gli altri’… Dubito però che assisteremo a un venir meno dell’ottusità teutonica, visto anche Steinbruck con la tracotanza tipica di chi si crede il padrone del mondo con cui ha trattato i Paesi in difficoltà… quanto meno singolare notare come, quando l’Europa se la passa male, di riffa o di raffa c’entrino sempre loro… Vabbé, prima o poi la ruota gira e saranno loro a girare col cappello in mano…

    • non mi aspetto alcun evidente cambiamento di politica da parte della Merkel, né di altri. d’altronde, le urne le danno ragione (e l’economia pure).
      certo, alcune misure tedesche hanno avuto effetti nefasti per la stessa Germania e non è astrattamente detto che il “rigore dei conti” sia positivo per il resto d’Europa, ma resta il fatto che noi dobbiamo darci una regolata una volta per tutte.
      senza questa, il resto sono chiacchiere che danno ragione a coloro che spingono per la sepoltura dell’Euro.

      • @Red, è chiaro che c’è sempre una via di mezzo… verissimo, noi dobbiamo darci una ‘regolata’, ma non c’è dubbio che la rigidità tedesca invece di risolvere problemi ha finito per crearne… La prospettiva di altri quattro anni in cui avremo frau Merkel a dire nein su tutto, a cominciare dalla revisione di certi parametri che andrebbero resi flessibili in base all’andamento dell’economia, è deprimente…

  4. Mi piace l’attenzione con cui analizzi i risultati, ma stavolta la Merkel ha vinto e stravinto. Perché come hai detto tu stesso è una questione di “forma mentis”. Non si può sottovalutare il significato che questa vittoria ha, per la Germania innanzitutto: Angela Merkel gode di un consenso impensabile fino all’anno scorso (ingenuamente impensabile, possiamo dire ora). E’ ormai la figura politica più forte e stabile dell’intera UE, andarle contro è rischioso e, in un certo senso, stupido. Cosa succederebbe se la SPD decidesse di tenerle testa? Dico, nel senso di paventare una crisi di governo… io credo che perderebbe consensi in favore proprio della CDU. Non troppi, ma quanto basta per rafforzarla. I giochi sono chiusi. Merkel comanda.

    • sono invece d’accordo con redpoz e anzi ancora più critico di lui; nonostante l’apparenza la Merkel che abbiamo conosciuto gli ultimi quattro anni, è uscita sconfitta, sia pure per pochissimo (come Berlusconi da noi…): e oggi una sintesi delle sue posizioni con quelle della SPD è ben più difficile che 4 anni fa, quando fu comunque sconfitta dall’elettorato.

      è antipatico citarsi, ma se ti interessa approfondire l’argomento anche dal punto di vista della stampa tedesca, fai un salto da me 😉

    • In linea di principio sono d’accordo con te.
      Però alla Merkel mancano sempre i numeri, quindi un compromesso lo dovrà trovare. E, paradossalmente, con la CSU che pone il veto sui Verdi la cosa gioca a favore dell’SPD.
      Fra l’altro, Die Linke apre anche ad un governo con SPD e Verdi…
      Il guaio è che qualsiasi posizione è gravissima per l’SPD: con la Linke non può governare per i retaggi della DDR, con la Merkel perderebbe ancora consensi…
      Certamente, se riconfermata, a livello comunitario la Merkel avrebbe ben pochi ostacoli. Anche se un ripensamento sarebbe opportuno.

      • C’è un sociologo tedesco che pure sostiene la “vittoria con il lato oscuro”, questa perdita di un alleato storico, ma se teniamo in conto il cambiamento dei toni della Merkel (contro il nucleare, a favore di una correzione di rotta sul rigore ecc.), ormai rassicurante e in cerca dell’armonia nazionale, mi pare strano che non riesca a trovare un accordo con gli avversari. La paragonano alla Tatcher, ma secondo me non è un esempio molto calzante, lei non cerca lo scontro muro contro muro, o almeno non più. E l’SPD non ha molte alternative (anche perché non vuole averne…), secondo me ingoierà il rospo, per quanto amaro sia.

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