Berlusconi ha vinto ancora

Sul giornali di oggi campeggia la notizia dei terribili (pessimi) risultati dell’Italia nel rapporto OECD sulle “adult skills” del 2013. Ho letto sbrigativamente i titoli, ma il tema mi ha incuriosito e sono andato quindi a cercarmi la viva fonte. Il rapporto. Si tratta di un testo immenso, di oltre 400 pagine che ovviamente non ho potuto che sfogliare rapidamente in pausa pranzo.

Ma i dati sono lampanti, chiarissimi e sconcertanti.
Per limitarci alla sola literacy, alle capacità linguistiche, risulta ampiamente evidente che l’Italia ai ben al di sotto della media (ultima, spesso) sia in termini assoluti che in rapporto agli altri paesi sviluppati. In pratica: gli italiani non sanno leggere. O, se leggono, non capiscono. Un testo mediamente complesso diventa quasi inaccessibile.
Dati simili risultano anche sui numeri (numeracy).
Un dato tutto dedicato a Grillo (p. 95): Proficiency in problem solving in technology-rich environments among young adults, ovvero percentuale di persone in grado di affrontare problemi tecnologici nella fascia di età 16-24. Italia: praticamente fuori scala.

Personalmente ricordo di esser stato richiesto un paio di settimane fa di spiegare il concetto di “ausiliari dello Stato”. Ho ribattuto domandando se la cosa fosse seria, tanto evidente mi pareva il significato. Ebbene, fra gli altri partecipanti si è levato un “sarà chiaro per te…”. ‘Azz! Son rimasto abbastanza di sasso.
Non c’è quindi da stupirsi se poi un nucleo di convinti pasdaran berlusconiani possono impunemente parlare di “irretroattività” per la legge Severino, con il pubblico che bellamente si convince che “devono sapere di cosa parlano”, loro!
Non c’è quindi da stupirsi se certe sparate sulla fiscalità pubblica e sul bilancio dello Stato (eliminazione dell’IMU, “reddito di cittadinanza”, tanto per dirne un paio) hanno tanta presa: siamo incapaci di leggere e comprendere i dati.

Insomma, Berlusconi ha vinto. E con lui, Grillo. E chiunque verrà a sparare emerite scemenze dopo di loro.
Per gli altri, arrendiamoci: è una lotta contro i mulini a vento.
In un paese con cittadini che non raggiungo neppure elementari standard di alfabetizzazione, la lotta politica non è più lotta per la verità, ma si riduce ad appannaggio della propaganda. Del marketing.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

16 thoughts on “Berlusconi ha vinto ancora

  1. Ricordo, al lavoro, di essere stata redarguita da dei colleghi perchè non capivano quello che avevo scritto. “Non siamo mica tutti laureati”, hanno detto. Si sono zittiti solo quando il loro diretto superiore ha fatto notare che la frase che non capivano sarebbe stata comprensibile anche a un alunno delle elementari.
    Il problema è che, a quanto ricordo dai comitati per la didattica, ci sono laureandi in lettere o filosofia le cui tesi vanno corrette dall’inizio alla fine perchè piene di errori di ortografia; cosa dobbiamo aspettarci con una simile premessa?

    • Io ricordo che quando a Gramsci i lettori de L’Unità (operai di inizio ‘900!) rimproveravano di non comprendere i suoi articoli, lui ribatteva “studiate!”.
      Certo che questa delle tesi è veramente pessima… a mezza giustificazione, credo che molti refusi dipendano dal fatto di battera a pc.
      Grazie del commento!

      ps: nota di metodo, in genere rispondo ai commenti con un mio unico commento a fine pagina, quindi in futuro ti conviene ricontrollare…

  2. eh si, ti stupisci, io me ne rendo conto ogni giorno sempre di più, è tutto triste, i poveri diventano sempre più ignoranti e i ricchi possono ignorare con facilità .. è sempre stato questo il motto della nostra amata Italia, vedi l’istruzione com’è messa e vedi la televisione che ci ritroviamo, anche la letteratura ultimamente se la passa un po’ male .. te ne rendi conto soprattutto osservando tutto ciò che non ti rappresenta, al quale nella tua normalità non daresti importanza, restando invece chiuso tra le tue abitudini sembra che tutto sia così come vorresti che fosse.
    Dati sconcertanti, leggo e spaventosamente non me ne meraviglio -.-

  3. mi hai battuto sul tempo: ho un post in lavorazione sullo stesso argomento, ma lo pubblicherò con calma.

    purtroppo queste sono sentenze definitive sul destino del paese, e a maggior ragione se ci si rende conto che sono state praticamente coperte da una censura quasi completa (tu dici che la notizia campeggia”; sei ottimista; a me pare che se ne è parlato quasi soltanto per dare addosso a Giovannini che ha osato citare il rapporto) e oso dire che perfino Berlusconi e Grillo c’entrano poco: sono più conseguenze che cause, o quanto meno conseguenze che fanno feed back in un circolo vizioso che oramai non si vede come possa essere spezzato.

    qualche anno fa quando ero in Germania a dirigere un centinaio di insegnanti elementari e medi, parte venuti dall’Italia e iper-pagati, impiegai diversi anni a rendermi conto di una cosa per me inimmaginabile: che NON MI CAPIVANO letteralmente quando parlavo: allora il coro era che ero un preside di liceo…

    non ti dico, ma risaliamo a vent?anni fa, l’esperienza di analfabetismo sconvolgente fatta come presidente di commissione di concorso che selezionava i docenti di italiano e latino per la Lambardia.

    “contro la stupidità anche gli Dei combattono invano”, ricordi il “borforisma” di Schiller?

    però occorre anche – ed è quello che vorrei fare – una riflessione più approfondita sulla nostra scuola.

    • Bhè, appena uscita la notizia ha avuto un certo risalto su Repubblica, Huffington e mi pare pure la Stampa.
      Certo che quando sento dare addosso a Giovannini per quelle dichiarazioni, specie da sinistra, mi domando che ci stiamo a fare….

      Secondo me sia Berlusconi che Grillo sono anche cause: è anche per merito del loro modello “mediocre è bello… non cambiate gli italiani” che ci sentiamo così orgogliosi della nostra ignoranza.

      L’aforisma lo devo integrare nel post.

  4. In Italia soffriamo di due tipi di ignoranza. Ignoranza linguistica (e qui si possono fare esempi a morire; a me “piace” ricordare neolaureati che scrivono abborto e non è un refuso, erano convinti fosse così) e ignoranza di contenuti. Non si approfondisce nulla, se ci dicono “il governo ha approvato una legge che prevede che gli asino volino” ci crediamo, perché nessuno si prenderà mai la briga di leggere il testo della legge per scoprire di cosa parli realmente. E in questo internet non ci aiuta, anzi, alimenta disinformazione.

    • Mi piacerebbe vedere una legge del genere… in Germania, i contadini appenderebbero immediatamente gli asini a dei palloncini; in Italia, tutti se ne fregherebbero.
      Non so quale sia peggio….

      Certo che “abborto” è proprio un aborto intellettuale…. ragazzi, che obbrobrio.

      Su internet, poco da dire: più aumenta la quantità, più crolla la qualità. Soprattutto, crolla la capacità di approfondire (widening vs deepening) e discernere.

      • E il bello, anzi, il brutto, è che chi orienta internet può orientare le coscienze. Come è avvenuto con la tv, ovviamente.

        Io consiglio a tutti di vedere la miniserie “Black Mirror”, che parla proprio delle distorsioni negative del progresso telematico. Ovviamente, si tratta di estremizzazioni, ma fanno riflettere. In particolare, l’episodio di Waldo, di cui mi piace citare questo pezzo

  5. La situazione è grave, e non da oggi. Eviterei di fare distinzioni di orientamento politico perché, come si è visto spesso in televisione, l’analfabetismo della nostra classe politica è del tutto trasversale e per una volta rispecchia abbastanza fedelmente la società… Anzi, magari ci fosse un partito che porta in Parlamento solo cervelli ‘fini’, ma al momento non mi pare ve ne siano in giro…

      • @Red: certo… il decadimento è indubbio… il fatto è che siamo arrivati al punto in cui se qualcuno ascolta dire una castroneria, ha delle remore a farlo presente perché teme di fare la figura del saccente…

  6. No, non c’è da stupirsene, per come è stata umiliata l’educazione in questo bel paese. D’altra parte, Tullio de Mauro lo denunciava già da tempo. C’è da ramaricarsene, questo sì.

    Se poi a questo aggiungi questo:

    http://admin.alternet.org/media/most-depressing-discovery-about-brain-ever?paging=off&current_page=1#bookmark

    puoi tranquillamente lasciar ogni speranza, oh tu che sei già dentro.

    Nota personale: quando mi iscrissi all’università, scelsi inizialmente giurisprudenza perché volevo capire come funzionassero lo Stato e i rapporti tra cittadini e istituzioni. Non mi fidavo delle dichiarazioni dei politici, specie delle coalizioni berlusconiane, su quanto fosse legittimo o illegittimo. E mi resi conto di come quasi nessuno si rendesse conto di come funzionavano o dovevano funzionare le cose, bevendo acriticamente tutto quel che i media vomitavano. E, come se non bastasse, mi accorsi che a scuola, pur essendo prevista un’ora di “educazione civica” a settimana (!), quella diventava automaticamente una ricreazione allargata, con qualche tappabuchi a “guardare la classe” fino alla lezione successiva. Oggi vediamo che non solo non si è mai ritenuto opportuno insegnare l’educazione civica, ma neanche la lingua per comprendere gli opuscoli di quella materia. La gente comincia a regredire persino nei confronti della ricerca scientifica, figuriamoci sul piano politico.

  7. Vorrei occuparmene anche io in un prossimo post. E’ con l’avvento di Fininvest, nei primi anni 80 che la televisione inizia pervicacemente a deformare il gusto e la sensibilità del pubblico. Si sa che i politici hanno da sempre dominato il popolo lasciandolo nell’ignoranza. Pertanto, abbruttendo i mezzi di comunicazione di massa e proponendo dei modelli di riferimento superficiali, volgari e brutali, che influenzano non soltanto il comportamento, ma anche atteggiamenti, credenze e valori, si è costruito un regime videocratico, in cui una TV vassallo e veicolo del potere – dagli anni 90 in poi – ha trasformato gli italiani in un popolo di spettatori ipnotizzati, analfabeti di ritorno.

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