la voce del Grillo più forte

Beppe “uno vale centosessantatre” Grillo è antidemocratico.

Sotto la parvenza del “discutere tutto” in rete, si nasconde una fortissima distorsione della democrazia: chi discute nel blog di Grillo? Come sono legittimati?
Visto che la partecipazione totale è impossibile, i commentatori costantemente attivi sul blog sono scelti democraticamente dai cittadini con processi trasparenti ed aperti? O sono forse legittimati dalle loro competenze?

Niente di tutto ciò. La voce del Grillo più forte nasconde il nulla, la menzogna antidemocratica. E populista: l’affermazione di “non voler educare” altro non è che la celebrazione di una massa becera ed ignorante che pretende d’essere il modello sociale (come stupirsi, dopo, che l’Italia non fa alcun passo avanti?).
Josè Ortega y Gasset docet.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

9 thoughts on “la voce del Grillo più forte

  1. ma io non credo affatto che i commentatori del blog di Grillo siano tutti beceri e ignoranti.. l’ho letto per parecchio tempo e c’è solo tanta gente esasperata (giustamente aggiungo io!), l’ho lasciato perché ovviamente non concordavo col “sono tutti uguali”.. non mi rassegno, anche se confesso che a volte la tentazione di andare con un grosso apriscatole ad aprire il Parlamento come una scatola di tonno mi viene………..
    ciao

    • Un attimo, neanche io credo che TUTTI i commentatori siano “beceri e ignoranti”.
      Né mi pare di averlo scritto.

      Questa è la sintesi di un pensiero più articolato che rinvia alle logiche di fondo della democrazia.
      Semplicemente, il modello di Grillo di far politica non risponde a queste logiche: non vi si rinviene una legittimazione, né per scelta elettorale, né per competenza.

      Quando parlo di “massa becera ed ignorante” mi riferisco in realtà ad una massa di italiani che travalica gli elettori di Grillo, ma per comprenderlo meglio rinvio alle parole di Josè Ortega y Gasset che cito.

  2. io il blog non lo conosco .. mai entrata, ma guardo e ascolto i video del canale di youtube, degli interventi a camera e senato di alcuni on. del m5s e non mi sembrano affatto male .. ti consiglio di guardarli .. io non mi sono ancora fatta un’idea ben precisa ma ci sto lavorando su ..
    *tra l’altro approfitto per chiedere, il canale sul digitale dove mandano in onda il parlamento, non lo vedo solo io?? o l’hanno eliminato??? O_O
    grazie!

    • Non saprei risponderti sul digitale, mai avuto occasione di guardarlo.

      Su M5S, non dico che gli eletti siano tutti pessimi. Per carità, immagino qualcuno sia anche davvero bravo e tutti si impegnino: il giudizio non è sui singoli (anche nel PDL ci possono essere brave persone…), ma sul sistema del Movimento e di Grillo.

        • Però ricordiamo che anche all’interno del sistema esistono zone diverse di luci ed ombre. Fare “di tutta l’erba un fascio” aiuta sempre e solo i peggiori.

          • sono stata fraintesa .. il mio discorso riguarda il sistema non la gente che lo compone .. mi pare che sia volutamente sbagliato .. luci ed ombre?? si, ci sono, e sono proprio quelle che a mio parere lo rendono così come credo che sia.
            Un labirinto con una via d’uscita … apparente … impossibile da raggiungere … è per quello che le cose non cambiano !!
            -sempre un mio modesto parere, forse ho studiato legge da un altro punto di vista-

          • Pensavo anche il al sistema nel complesso, ma parlando di “labirinto” ci avvicinamo molto nel ragionamento.

            La domanda che io mi pongo sempre è: cosa c’è al di fuori del sistema? O, per dirla come sopra, cosa c’è fuori dal labirinto?

            La questione della “via d’uscita” nel “labirinto” è molto interessante, perché ci pone su un livello meta-istituzionale.
            A me viene quasi da dire che il sistema come “labirinto” sono delle regole del gioco, quindi sono sempre esterne e, di fatto, insuperabili.

            Non so se ti poni la questione dal punto di vista delle istituzioni costituzionali esistenti (ovvero, della via d’uscita come riforma costituzionale) o del sistema democratico rappresentativo nel complesso (ovvero, della via d’uscita come immaginata da Grillo o altro…). Nel primo caso, mi sembra che spostiamo solo la questione ad un livello superiore (ovvero, restiamo sempre nella logica democratica istituzionale presente), ma nel secondo….

            Mi piacerebbe ragionarci meglio, il tema è molto interessante.
            Credo Agamben ci potrebbe aiutare (te lo consiglio vivamente!): https://redpoz.wordpress.com/2012/03/15/recensione-7-stato-di-eccezione/

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