anche stavolta

A voi piace perdere” mi dice un amico dopo l’ennesimo incontro elettorale.
Non è vero: anche a noi piace vincere. Il problema è come.

Stavolta non importa come: voglio vincere!” mi dicevo qualche mese fa. Non importa come: io stavolta vinco.
Non importa con chi mi devo schierare, che idee devo sostenere e quali sotterrare; non importa se sto con l’apparato o contro; non importa neppure se proprio proprio non sono convinto: voglio vincere.
Renzi, Cuperlo…. non importa. “Francia o Spagna, purché se magna” dice la saggezza popolare.
Ero pronto a seguirla, a mettermi in coda dietro al carro dei vincitori (che già sul carro non ci sarebbe stato più posto), bello e sorridente.

E invece no.
Anche stavolta non ce l’ho fatta. Non ho potuto.
Nonostante tutto, anche stavolta preferisco stare dalla parte dei perdenti (ma tanto non è così, perché #vincecivati!) pur di non compromettere quel come, che in fondo è l’essenziale della politica come della vita.

Così, a pochi giorni dalle primarie, mi arruolo anche io fra gli “spingitori di primarie” (ma quanti hanno colto la mitica citazione di Vulvia e degli “spingitori di cavalieri“??) e vi invito caldamente ad andare a votare l’8 dicembre e #civoti: votare Civati!
Sì, perché anche stavolta son convinto che per il Partito Democratico (e per l’Italia) esista una risposta decisamente migliore delle altre: quella di scegliere Pippo Civati come segretario del PD.
(Nota: mi arruolo solo fra gli “spingitori”, sia chiaro. Fra i sostenitori di Civati c’ero già da tempo!)

Potrei darvi tante ragioni sul perché è decisamente meglio votare Pippo Civati rispetto a Renzi o Cuperlo. In effetti, davvero tante. Ma cercherò di limitarmi ad alcune.
Cito:

Qualcuno vota Renzi perché vuole il rinnovamento.
Qualcuno vota Cuperlo perché vuole la sinistra.
Quelli bravi votano Civati e si portano a casa il pacchetto completo.
[Samuele Agostini]

Bhè, questa mi pare davvero la sintesi migliore. Ma se non basta posso aggiungere che con Civati c’è tutta la parte migliore del Partito Democratico: Felice Casson, Laura Puppato, Josefa Idem… Posso aggiungere che Cprogramma civatiivati è l’unico ad insistere ancora costantemente sullo scandalo degli infami “101”, sulla necessità di avere sia Prodi sia Rodotà nel PD. E non è poco. Posso ricordare che non ha né banchieri, né “apparato” (ombre…) con sé e cambierà l’intera dirigenza. E non è poco.
Oppure posso rinviarvi al bell’articolo di Denise Pardo su L’Espresso: “professione terzo incomodo“. O alla mozione (sintesi, quella completa l’hanno già1012774_720665194613319_1080651182_n rimossa?) che Civati ha presentato al congresso, di gran lunga la migliore. O al suo programma completo: si parla di cultura, di territorio di “questione maschile”… Sono certo che leggendo quelle parole converrete con me che le ottime ragioni non mancano. Chi fra gli altri candidati ha avuto altrettanto coraggio?
Oppure posso ricordare le parole di Fabrizio Barca (in foto affianco).

Ma se proprio devo trovare un argomento definitivo… vi consiglio di vedere la fantastica galleria di #civoti con i sostenitori di Pippo Civati. Tanto per dire:

Bob Kennedy

Bob Kennedy

Steve Jobs

Steve Jobs

John Belushi

John Belushi

Yoda

Yoda

Frankenstein

Frankenstein

Neil Armstrong

Neil Armstrong

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

19 thoughts on “anche stavolta

  1. personalmente, dubito che parteciperò alle votazioni domenica, indipendentemente dal fatto che civati mi piaccia molto e, se fossi un elettore del pd, non avrei grossi dubbi a scegliere; da esterno, mi chiedo cosa ci faccia lui, nel pd… anche se una mezza risposta me l’ha data http://manginobrioches.wordpress.com/2013/12/04/le-cose-civatano-civatandole-perche-votero-alle-primarie-pd/
    ad ogni buon conto, di una cosa do atto a civati: è la miglior campagna pubblicitaria di un candidato di sinistra che io ricordi dai tempi della prima vittoria di vendola in puglia (quella con i manifesti “sovversivo”, “pericoloso”, etc)

    • Guarda, se vuoi ti imploro… oppure ti prometto uno spritz la prima volta che capiti da queste parti! 😉
      Lasciando da parte le battute, per quando le probabilità siano basse, secondo me questa volta è veramente importante provarci… eppoi, caro mio, sai come la penso: cosa ci fai fuori del PD? Davvero, cosa?
      Persone come te nel PD dovrebbero entrarci a piedi pari, fosse solo anche a rompere le balle! Perché se si lasciano fuori… bhè, il partito si rinsecchirà, come una pianta senza linfa.
      E con esso, ogni speranza per la sinistra in Italia.

      • non lo so, non mi convince fino in fondo. nella divisione che proponi (assolutamente realistica) io sono dalla parte del “facciamola finita” e ripartiamo da capo, ma da capo davvero, a cominciare dal nome. un figura nuova, ancorché “non allineata” come civati, lì dentro, non avrà mai il consenso di tutto il partito. gli interessi dei dirigenti sono altri, mi sembra sia stato ampiamente dimostrato. il gioco della torre potrebbe contare su di una lista infinita: d’alema, grazie, basta così; levati serenamente di culo, hai già fatto tutto il peggio che potevi. finocchiaro, grazie, basta anche tu.
        ma, ti ripeto, non essendone mai stato elettore, non ho forse nemmeno il diritto di pretenderlo.
        lo spriz invece beviamocelo volentieri, io tra l’altro sarò lì a breve (anche se troppo in prossimità del tuo esame, temo, tipo il giorno prima…)

        • Però sottovaluti quanto sia difficile ricostruire una volta che si sia distrutto tutto… pensa solo che impatto devastante avrebbe: fratture su fratture, elettorato disperso… prima di arrivare alle (misere) percentuali odierne potrebbero volerci anni.
          Insomma, secondo me c’è una fallacia fattuale enorme: quella di immaginare che “fondere” delle forze politiche sia facile. Guarda a sinistra del PD: dopo Rifondazione, si sono sempre più frantumanti senza mai acquisire un peso significativo. Persino SEL è meno della metà di prima.

          Certo, da dentro non è semplice. Ma dobbiamo cercare di salvare il salvabile.
          Dai, fai questo sforzo!

    • Questo è ovviamente un tuo giudizio personale che io non condivido.
      Soprattutto, non mi piace quell’ “inammissibile” che implica un giudizio quasi di legittimità…

      Ad ogni modo, direi che il giudizi sul PD si dividono fra un “facciamola finita” ed un “proviamo a salvarlo”. A me non piace buttar via il bambino con l’acqua sporca, quindi propendo per cercare di salvare questo partito. E salvarlo per me significa spingere perché diventi un partito veramente di sinistra, di una sinistra moderna. E per far questo son convinto che l’unica opzione possibile sia votare Civati.

      • ovvio che sia una mia opinione personale. “inammissibile” era un’estremizzazione, per dare l’idea della forza del concetto: nessuna intenzione di urtare suscettibilità o esprimere autorevolezze che non ho. Io nel pd non ci vedo e non ci ho mai visto niente di sinistra (del resto non l’ho mai votato), non capisco che senso abbia questa volontà di salvarlo, è accanimento terapeutico. Civati mi fa incazzare perché è tutto parole e niente fatti, è il re del compromesso, è lo specialista del vorrei ma non posso: tutte le ancore che ci impediscono di rimuovere il fango in cui siamo rimasti impantanati da decenni di dilavamento… è il prototipo ideale dell’oppositore di questa classe politica: quello che permette loro di dire che sono democratici e pluralisti perché accettano la sua presenza fra loro, tanto poi china sempre il capo. Ma anche queste sono mie opinioni personali. E purtroppo Civati non avrà modo di smentirmi, perché perderà queste primarie e il pd guidato da renzi resterà il partito di destra mascherata (ma non troppo) che è ora.

        • Comincio dalle conclusioni: Civati perderà? Forse. Ma nel caso sarà solo/anche responsabilità tua e di chi come te non è andato a votare per, parafrasando Jannacci, “non sporcare”.
          Quanto alle affermazioni su Civati, vorrei che riportassi casi concreti, perché a me risulta esattamente l’opposto. Come è tutto parole? E’ stato assolutamente coerente con le sue parole (su Rodotà, su Prodi, sulla fiduca, sulla Cancellieri…) e se non ha “i voti” al di fuori del suo non gliene si può fare una colpa! Che logica è?
          Il re del compromesso? Vedi sopra. Altrimenti citami i casi di compromesso, ti prego. Sennò parli per slogan.
          China sempre il capo? Ma se ancora gli rinfacciano di non aver votato la fiducia??!! Suvvia! Almeno non raccontiamoci storie…

          Intanto, per riflettere, ti consiglio questo
          http://www.huffingtonpost.it/luigi-pandolfi/e-se-civati-arrivasse-prima-di-cuperlo_b_4378018.html?utm_hp_ref=italy

          • Certo, se Civati perderà sarà anche per responsabilità mia che non l’ho votato, e non nutrirò il benché minimo rimorso. Se ho stima di una persona e quella va a lavorare nel circo di Moira Orfei questo non migliora la mia opinione del circo, semmai peggiora la mia opinione di quella persona. E se anche quella persona diventa la maggiore personalità dirigente del circo, io non mi rallegro del fatto che il circo è migliorato, perché non dovrebbe esistere affatto.
            Sulla coerenza, sbaglio o nel caso Cancellieri si è allineato “per disciplina” al voto del pd? Se per te questa è coerenza… Ma io non voglio entrare nel merito dei fatti, perché non ho alcuna intenzione di convincerti che Civati non è degno del tuo voto (e anche se ne avessi intenzione, non avrei chance, come tu non ne hai di convincermi del contrario, e non perché noi due non siamo aperti al dialogo e al confronto, ma perché abbiamo evidentemente sull’argomento convinzioni al momento troppo radicate). Sul compromesso: il fatto stesso di rimanere nel pd, pur manifestando continuo dissenso, è la forma più palese di compromesso. Io nei suoi panni avrei da tempo provato a costruire qualcosa di alternativo, più “sano” del pd e più consono al mio sentire, visto che sembra essere così lontano da quello della maggioranza della dirigenza. Che cos’è, attaccamento ad una bandiera, ad un nome (da cui, in un impeto di coerenza, è da tempo stata rimossa anche la parola “sinistra”)? Cioè, tua moglie ti tradisce da vent’anni e tu non solo non la lasci, ma ad ogni anniversario le rinnovi le tue promesse, dicendoti “questa è la volta buona che mi resta fedele”?
            Del resto, sul concetto stesso di democrazia attuale mi sono già espresso. Ti lascio con le parole di Gaber: “quando saremo tutti scemi allo stesso modo, la democrazia sarà perfetta”.

  2. (@swann matassa mai sentito parlare della coppia aperta? 😉 )

    Come era lo slogan per l’anniversario de “Il Manifesto”?
    “Trent’anni dalla parte del torto” o qualcosa del genere, ecco più o meno quello, solo che sono molti più di trenta gli anni che sto dalla parte del torto.
    Voterò Civati ben sapendo che come sempre perderò. ma voterò comunque perchè chi vincerà (Renzi temo) deve sapere di non essere “un uomo solo al comando” (che non voglio un berlusconi di sinistra, OPS, di centro)
    Voto con il cuore perchè la testa mi direbbe che se alle elzioni vogliamo avere qualche speranza in più sarebbe bene avere Renzi candidato, ma mi è proprio indigesto. E quindi con il difetto tipico di noi italiani di sinistra voterò senza il pragmatismo che forse ci sarebbe utile.
    Inutile illudersi l’Italia non è un paese di sinistra, va già bene se a forza di calci in culo riesce ad essere di centrosinistra.

  3. mi sa che sono l’unico che voterà Matteo..e sai perchè?
    perchè è l’unico che può far vincere il PD…
    però, considerando che ai fedelissimi non piace vincere, allora verrà eletto Cuperlo, e avanti cosi, con altri 20 anni di Berlusconi e antiberlusconiani…
    buon voto!!! vediamo come va domani eh???

  4. Pingback: alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 07.12.13 | alcuni aneddoti dal mio futuro

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