cercando una fotografia migliore

Non è facile fare un’analisi chiara e lucida dei risultati di queste primarie.
Non perché i risultati non siano chiari o perché non abbia un chiaro giudizio in testa, ma per la semplice ragione che in situazioni relativamente ambigue vi è il serio rischio che ogni parola mal pesata venga interpretata come l’ammissione di una disfatta, un tradimento o l’esaltazione di un risultato.

Credo sia comunque opportuno premettere alcuni dati ed un’autocritica:
– Il primo, fondamentale, dato da ricordare è l’affluenza: circa 3.000.000 di italiani sono andati a votare.
Sono tanti.
Davvero tanti: oltre le più rosee aspettative. E così, ieri, il PD ha fissato un’asticella importantissima per tutti. Da oggi in poi né Grillo, né il Nuovo Centrodestra potranno facilmente farsi belli delle loro primarie in qualsiasi modo organizzate. Da oggi, 30.000 persone on-line sono indiscutibilmente un risultato troppo modesto per un movimento che aspira ad esser “di massa”.
– L’autocritica, invece, riguarda il 2012. Ovvero, il mio impegno in quelle primarie: come sapete, sostenni al primo turno Laura Puppato e non rinnego questa scelta. Ripenso invece, col senno di poi, che forse al ballottaggio sarebbe stato più lungimirante appoggiare Renzi.
Questo non per comodi calcoli elettorali sulle elezioni politiche di febbraio 2013: non mi schiero con quelli tuttoggi convinti che con Renzi il risultato sarebbe stato diverso. Bensì, la mia autocritica riguarda questioni interne al PD: con Renzi leader in Parlamento (Presiente del Consiglio?) si sarebbe creato un enorme spazione per Civati (o Serracchiani?) come segretario del Partito Democratico.
Allora la rivoluzione sarebbe stata completa.

Ma veniamo ai dati più “difficili” da interpretare.
Il risultato di Civati, innanzitutto. Un terzo posto con il 14,2% nazionale che ovviamente non risponde ai miei desiderata, ma che considero comunque un risultato assolutamente decoroso ed un punto da cui lavorare.
Qualche mese fa, all’inizio di questa campagna congressuale, scrissi un post intitolato “io sono corrente” perché sono e resto convinto dell’esigenza di quella parte di PD che si è coagulata attorno alla figura di Pippo Civati di organizzarsi stabilmente in una “corrente” per portare avanti la rivoluzione all’interno del Partito Democratico.
Badate, non una corrente intesa in senso spregiativo (come vedo spesso anche dalle mie parti) dove solo la fedeltà indiscussa paga e solo così si fa carriera. No, piuttosto una corrente in cui le idee di una sinistra del terzo millenio, vivamente ecologista, siano vive, siano il cardine.

Inoltre, proprio perché al voto hanno partecipato circa 3 milioni di persone, direi che il risultato delle primarie è una fotografia migliore dello “stato della sinistra” in Italia rispetto ai risultati congressuali. Forse anche meno falsato da giochetti di tessere.
Questo, come cercherò di argomentare di seguito, mi pare confermato anche da due altri dati: a) le zone tradizionalmente “rosse” hanno sostenuto Renzi, nonostante tutti i dubbi e le perplessità sul suo essere “destroso”; b) idem vale anche per gli elettori più anziani, che probabilmente hanno capito meglio dei giovani l’esigenza di cambiare. Permettetemi di citare Civati: “Il mondo è già cambiato, siamo noi che siamo rimasti indietro“.

Altra considerazione sui risultati di Civati: aldilà del distacco, incolmabile per chiunque, da Renzi, è interessante notare come in molte regioni del Nord Pippo Civati sia arrivato prima di Gianni Cuperlo (un “recuperlo” riuscito, insomma). Con mia gioia, anche in Veneto. Al Sud è accaduto l’inverso.
Guardando una cartina d’Italia coi risultati, pare di rivedere un’edizione del referendum fra monarchia e repubblica. Ovviamente non voglio fare paragoni nei giudizi politici e morali, ma credo che una riflessione sociale si imponga: il divario sociale, prima che economico, Nord/Sud è ancora tutto lì. Riprendendo una categoria a me cara, direi che la “modernizzazione” al Sud Italia è ancora parzialmente incompiuta.

Un altro punto di discussione credo dovrebbe essere quello che argomento già da un pò di tempo e vi copio da una nota che ho pubblicato:Immagine a chi ancora parla di fratture nel PD dico che sì, esistono. Ma non sono, come molti temono, quelle fra sinistra e centro (ex DC-PPI ed ex PCI-DS). A mio avviso, sono nella logica di come guardare al mondo, nella forma mentis, nelle categorie politiche impiegate. La straorinaria vittoria di Renzi ed il buonissimo risultato di Civati mi confermano in questo giudizio.
Credo dunque che si imporrà una seria riflessione per chi ha sostenuto Cuperlo, ottima persona, ma non rispondente alle esigenze politiche attuali e future. Una riflessione che, a mio avviso, deve partire dalla premessa che avere paura del cambiamento non è di sinistra. Mai. Se il mondo cambia, la sinistra deve saper cambiare con lui.
Anche per questo ho sostenuto Civati, perché fra le due linee ipotetiche di frattura centro-sinistra e “vecchio”-nuovo, si poneva a cavallo: nuovo, ma di sinistra.
Mentre, evidentemente, Cuperlo scivolava sulle forme classiche, pur restando fermamente di sinistra e Renzi rischia di passare come “di destra”, pur essendo chiaramente innovatore.

Una domanda comunque: Renzi è “di destra”? (o “troppo di centro”?)
Questa sembra essere una questione che attanaglia profondamente il dibattito interno al PD. Personalmente, credo ci si impongano due criteri di giudizio che abbiamo troppo spesso omesso: la mobilità sociale e le nuove esigenze di tutela.
Pensare che essere di sinistra possa significare fermarsi a tutelare i dipendenti con contratto a tempo indeterminato che rischiano il licenziamento o la cassa integrazione, significa diventare conservatori. Sappiamo tutti che esistono enormi fasce sociali esculi dalle tutetele di welfare e la sinistra deve lavorare per includerli. La “società degli esclusi” deve essere un focus primario per il PD e ciò è possibile solo se siamo disposti anche a ribaltare il sistema. Anche a correre qualche rischio e scontentare qualcuno di quelli che oggi difendiamo.
In secondo luogo, la sinistra deve rimettere in moto la mobilità sociale. Questo è possibile solo riformando il sistema nelle sue parti bloccate. Se ce ne dimentichiamo, diventiamo conservatori allo stesso modo.

E queste due foto le tengo comunque con me.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

9 thoughts on “cercando una fotografia migliore

  1. A me già il fatto che Civati momenti abbia superato Cuperlo pare un risultato eccellente… su Renzi, vedremo… a me più che un democristiano comincia a ricordare molto Craxi, che anche lui scalò il partito coi 40enni, ‘rottamando’ la vecchia generazione e assumendo un piglio decisionista che molti giudicarono destroide (ricordiamo la caricatura mussoliniana di Forattini)… quella storia si sa com’è andata a finire, questa speriamo vada diversamente…

  2. Anche io speravo in un risultato più consistente per Civati. Al di là di questo, mi pare che il PD dimostri ancora una volta di essere l’ultimo baluardo di democrazia in questo Paese, riuscendo a mobilitare quasi tre milioni di persone in un momento di protesta diffusa e sfiducia nei confronti della politica. Tutto questo mentre le forze populiste sembrano avvicinarsi in un attacco agli organi istituzionali come il Parlamento ed il Capo dello Stato, e Grillo fa una lista di proscrizione dei giornalisti che muovono critiche ai 5 Stelle. Per Renzi un lavoro difficile: rinnovare il partito, tenendolo però unito e coeso.

  3. Come dicevo, nel commento al post precedente, sono andata a votare sapendo di perdere. Lo sapevo per ciò che ha fatto vincere Renzi, la sua vittoria non stà a mio avviso nel programma, ritengo che tutti tre i programmi fossero sconosciuti ai più, la vittoria di Renzi è principalmente nella sua seduttività mediatica. Matteo è un incantatore. Io che di lui un diffido, ascoltandolo mi sono trovata più volte a chiedermi se non fosse il mio candidato (NO non lo é; capacità pensante vienimi in soccorso). Ne Civati e tantomeno Cuperlo hanno la sua forza istrionica e in Italia questo conta enormemente.

  4. sembra il deprufundis…quella che è stata una grandissima dimostrazione di democrazia di massa, si sta trasformando in una tragedia..manco avesse vinto Berlusconi..ha vinto uno del PD, piaccia o no…non è finita la sinistra, ma son finiti certi personaggi della sinistra…
    è inconcepibile leggere commenti funebri…ma credo che anche in questo il PD sia unico al mondo.
    quanto a Civati, al nord ha preso piu voti di Kuperloo…
    e se i politici si dimostreranno meno faziosi degli elettori, allora si prospetta un buon futuro per il PD.
    adesso al lavoro…basta chiacchere e pianti

  5. Mi torna in mente il mio professore di filosofia al liceo, che un giorno disse “il rivoluzionario di oggi è il conservatore di domani”… maledetto prete, non aveva tutti i torti! 😀

      • Intendevo dire che, in effetti, anche una forza progressista può diventare conservatrice se si abbarbica alla difesa di quanto ha conquistato contro ogni cambiamento. Come dicevi, la situazione in cui la difesa dello Statuto dei Lavoratori è sorta sta cambiando completamente, e se non ci adeguiamo rischiamo di bloccare il progresso anziché seguirlo. Poi, Renzi e il PD rimangono per me qualcosa di troppo ambiguo, ma non giustifica una chiusura ideologica verso diverse forme di sinistra e progressismo. Non so se mi spiego.

        • Totalmente d’accordo.
          Ora, credo che per il PD sia il momento di fare un salto in avanti: un pò come fecero Blair e Schroeder. Magari non sarà pienamente di sinistra, ma per sbloccare la società è essenziale.

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