recensione 31: American Hustle

Manco da un pò in questa pseduo-rubrica di recensioni. La regolarità non è mai stata una delle mie qualità.
In realtà avrei qualche libro da recensirvi, cercherò di recuperare il tempo perduto… Intanto, però, recupero con questo film visto un paio di giorni fa: “American Hustle” di David O. Russell.

La sintesi, abbastanza benevola direi, è che il film non sa dove vuole andare a parare. Sembra quasi che il regista resti in bilico fra l’intenzione di fare un film comico e quella di fare invece un film poliziesco, con ambientazioni piuttosto noir e, semmai, solo sfumature ironiche e storiche.
Risultato: non gli riesce né una cosa, né altra.

Dirò di più: con una durata di oltre due ore, alla fin fine il film risente molto questa ambiguità. Ad un certo punto della visione ci si domanda veramente quale sia il senso (if any) di tutta la storia.
Forse dovrebbe dircelo in qualche modo la frase d’apertura, annunciando che “alcuni di questi fatti sono realmente accaduti” e spiegarci che è una riedizione storica… ovvero che non dobbiamo pretendere né troppa comicità, né una trama poliziesca forzata. Forse, ma non mi convince.

Dovessi dargli un voto, sarei fortemente indeciso se dargli la sufficienza.
Nonostante la straordinaria performance degli attori principali, veramente bravi a calarsi nei personaggi quasi caricaturali (o forse proprio per questo?), il film non raggiunge un risultato pienamente soddisfacente.
Prime fra tutti le protagoniste femminili, con una Amy Adams eccezionale quale seducente e irresistibile truffatrice e una bravissima Jennifer Lawrence, che mostra una certa “predisposizione” per i caratteri psicopatici dopo “Il lato positivo“, ritagliandolo in tutto il suo spessore nonostante una parte piuttosto limitata.
Ma non dimentichiamo Bradley Cooper, bravissimo nella parte del poliziotti italo-americano esaltato e megalomane, e soprattutto Christian Bale come truffatore ebreo imbolsito e scaltrissimo (lo stesso Bale che abbiamo visto scarno e smagrito in “L’alba della libertà” o “L’uomo senza sonno“). Molto bravo anche Jeremy Renner nella parte del sindaco Polito (altra caricatura del politico italo-americano buonista, ma eccezionale… mi domando se non sia un tacito riferimento a Bill De Blasio).
Cameo di Robert De Niro (anche questo caricaturale…) francamente inutile.

Se cercate prove di stile, è ok. Se cercate una storia…

Sorprendentemente, sia IMDB che RottenTomatoes ne danno un giudizio ampiamente positivo. Detto fra noi (e specialmente fra me e me che di cinema sono ignorante), non ne comprendo la ragione.
Per una critica più approfondita, rimando a quella di sentieriselvaggi, che condivido. Anzi, cito: “A forza di calcare la mano sulle sue stravaganze esibite il film dimentica la ricchezza del fuori campo, il rischio sferzante di un’ambiguità fuori controllo…

Annunci
Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

3 thoughts on “recensione 31: American Hustle

  1. Spero di riuscire a vederlo: m’incuriosisce questa divaricazione di giudizi: anche su Fb, c’è chi grida al capolavoro (il film è indiziato di fare il pieno di Oscar) e chi lo derubrica come una boiata… certo io partirei prevenuto, perché un film Adams, Lawrence e Bale che per l’ennesima volta si ‘trasforma’ parte già con un vantaggio… 🙂

  2. All’incirca sono della tua stessa opinione, film interessante, con qualche momento davvero comico però non si capisce davvero dove l’autore voleva andare a parare…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: