il ventisette ed io

Terza partita del torneo, mi schierano titolare. Ala.

Li avete visti? Loro sono fisici ma poco mobili. Quindi diamo sempre supporto nel placcaggio, fissiamo il punto d’incontro e allarghiamo il gioco” ci dice il mediano d’apertura durante il riscaldamento.
Ed ha visto giusto. Sono grossi, ma fermi.
I loro trequarti sono quasi sempre presi in mezzo ai raggruppamenti e al largo restano isolati: avremmo sempre il sovrannumero all’ala. Peccato non riuscire a sfruttarlo.
Il nostro primo centro, Hubert il francese, prende una bella palla, scambia rapido col secondo centro e si allarga di nuovo infilandosi all’esterno per ricevere nuovamente l’ovale. Siamo quasi a bordo campo, così io mi infilo all’interno fra i due per seguire.
Hubert, purtroppo viene placcato prima di liberare la palla. Peccato.

Ripartono loro.
La loro ala non mi impressiona: è magretto, che in questo sport vuol comunque dire più grosso di me. Ma meno della media.
Sorprendentemente, giocano veloce.
I nostri centri sono spiazzati. Loro scambiano rapidi l’ovale: primo centro, secondo centro, ala… Mi ritrovo, unico dei nostri a poterli placcare, a “navigare” fra il secondo centro e l’ala: mi volto verso il centro, ma devo tenere sotto controllo anche l’ala. Visto che nessuno arriva e lui si sta involando in meta, mi butto deciso sul centro.
Lui libera immediatamente il pallone, passandolo all’ala. Allora mi giro su me stesso, lo agguanto alle gambe e lo tiro giù con tutto il mio peso.
A terra, stronzo!

Ripartono, nuova azione.
Li abbiamo riportati indietro e ripropongono lo stesso schema.
Solo che stavolta hanno fatto una cambio o si sono scambiati i ruoli senza che lo vedessi: all’ala, ora, hanno un marcantonio grosso due volte e mezza più di me. Il n. 27. Me lo segno. Mi da almeno una ventina di centimetri in altezza, per non parlare della stazza.
La scena si ripete: mediano-centri-ala. L’ala si lancia e prende velocità.
Immaginate un tir che vi punta e vi attraversa. Un tir con la palla ovale in braccio.
Ma mica lo posso far passare! Di nuovo, mi butto su di lui, lo afferro con tutta la forza che ho, faccio perno sulle gambe per rotare e lo trascino fuori dal campo. Out. L’azione è fermata, hanno preso qualche metro, ma neppure troppi. Ripartiranno con una touche.
Ripartite da qui, stronzi!

C’è poco da fare: placcare un’ala grossa due volte e mezza più di te, lanciata in velocità
e trascinarla fuori dal campo è una delle maggiori soddisfazioni che sia concesso di vivere!

Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

3 thoughts on “il ventisette ed io

    • Ti auguro di finire la partita ben ammaccato e con la maglia coperta di fango.
      Ma soprattutto, ti auguro di trovare un “27” da tirare giù di brutto.

  1. Pingback: le physique du role ed io, ovvero: il limite delle nostre possibilità | redpoz

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: