riflessioni sparse sul voto

Ieri al seggio ho dovuto fare il “vicepresidente”, praticamente sbrigare tutta la burocrazia per consentire ai cittadini di esprimere il voto.
Pesante, soprattutto ad alto rischio di errori più o meno gravi.
Per fortuna tutto si è risolto per il meglio.
Affluenza bassa, ma costante per tutto il giorno. Fino ad attestarsi poco sopra il 60%.

Pochi minuti prima della chiusura del seggio i presidenti e segretari si pongono un quesito: “ma se uno non fa la X sul simbolo di partito e scrive afffianco solo in nome del leader -non candidato- che si fa?“. Il problema ovviamente si poneva per Grillo e Berlusconi.
Per me quei voti andavano annullati… ma ho preferito non insistere.

Ore 23:00 si chiude il seggio.
La “mia” rappresentante di lista non si è fatta vedere. E la cosa mi ha anche un pò incazzare, perché come scrutatore non potrò “rompere” troppo su questi voti dubbi.

Comincia lo spoglio. Iniziamo a tirar fuori le schede e dividere i voti.
In genere, dopo pochi minuti cominciano a delinearsi due gruppi prevalenti (Lega Nord/ Forza Italia o Forza Italia/ Movimento 5 Stelle). Stavolta no…. Le schede sono ordinate in modo non perfettamente regolare, ma stavolta i gruppi dominanti sono 4: FI, M5S, Lega …e PD!
Keep calm….
Ma il segnale è incoraggiante. Non voglio fare previsioni, in realtà a vedere la frequenza con cui i voti si distribuiscono fra i gruppi, il PD mi pare un pò sotto.

Intanto, prima constatazione: su quasi 600 voti, nessuno per “Scelta Europea”. Un fallimento totale, Monti ha sbagliato tutto.

Il presidente comincia il conteggio: Lega Nord circa 90; M5S circa 100; Forza Italia circa 110.
Siamo al PD. 155. Non ci credo. Primo partito, con oltre 40 voti di differenza.
E così in tutte le sezioni.
Primo partito con +10% sul secondo (Movimento 5 Stelle).

Ma poi si passa alle preferenze.
Il primo dibattito si apre attorno ad una scheda con un’incerta X sul simbolo PD ed il nome di Ruffato (candidato NCD) scritto affianco.
Il rappresentante di lista di NCD vuole annullarlo, quella di Forza Italia tenerlo valido (vedremo dopo perché). La mettiamo ai voti fra gli scrutatori e 5 su 6 di noi sono per salvare il voto di lista.
Poi tocca a quelli di Forza Italia: tanti riportano la scritta “Toti” (il segretario, non candidato) affianco al segno sul simbolo. Sarei contrario a riconoscerlo, ma tutti sono favorevoli. Uno riporta però “Totti”: la rappresentante di lista vorrebbe salvare anche questo, ma tutti siamo contrari.

E giù con il calcolo delle preferenze….
E via con la burocrazia nel riportare voti e preferenze.

Dopo l’1:00 abbiamo finalmente finito.
PD primo partito in tutte le sezioni. E mi arrivano le prime voci del 41% nazionale. Pazzesco.

Ma qualche riflessione critica:
Martin Schulz potrebbe non farcela. Male, molto male: era una battaglia importante. Purtroppo, i magri risultati dei partiti progressisti negli altri paesi hanno punito il PSE.
Disastrosa la Francia…. Ma non è l’unica ad essere sotto le aspettative.
Sul caso francese, credo l’errore di Hollande sia stato nominare Valls primo ministro, in qualche modo così “inseguendo” il framing ideologico della destra. Ma non credo avesse alternative.
Dunque, ora Junker è in pole come prossimo presidente della Commissione europea: buon candidato, anche se politiche progressiste sarebbero più opportune. Vedremo come si comporrano gli equilibri nel Parlamento europeo.
I voti del PD a livello nazionale: evidentemente sono “vinti” e conquistati un pò da tutti gli altri partiti, soprattutto da destra e centrodestra. Il che pone il PD in una posizione strana, ma logica vista la persona di Renzi.
Soprattutto, non sono voti “del PD”: sono voti che potremmo facilmente perdere alle prossime elezioni. E non sono neppure “voti di Renzi”. Sono voti per le riforme. Voti di cittadini che da troppo tempo attendono le riforme.
Purtroppo, sono voti che perderemo. Temo in ogni caso: li perderemo se non facciamo le riforme e li perderemo se le facciamo, perché in ogni caso scontenteremo (andremo a toccare interessi stabilizzati) di chi ci ha votato in queste elezioni.
Ma le riforme vanno fatte.
Elly Schlein: oltre 53.000 preferenze nella circoscrizione Nord-Est, tutte ottenute da “underdog“, come dicono gli americani, da candidato improbabile, con una campagna straordinaria girando i paesi, incontrando le persone per strada (“casa per casa, strada per strada“), vicino alla gente. Una campagna di cui possiamo andare orgogliosi, io compreso: anche solo una ventina, ma qualche preferenza il mio comune l’ha portata. Ed è stata determinante.
Bellissimo, perché significa che a volte i cittadini sanno rispondere ai messaggi giusti, alle sollecitazioni ideali.
Bellissimo  il messaggio di ringraziamento “beh, ve l’avevamo detto che “siamo più di 101. siamo almeno 53’681. #siscriveGRAZIE, continuazione sia della battaglia contro gli infami 101 all’elezione di Prodi, sia dello slogan #siscriveSchlein. Un enorme in bocca al lupo a Elly in Europa!
I vecchi: altra piccola vittoria personale è aver contribuito a “lasciare a casa” qualche vecchio (ed usurato) candidato, persone di cui ho già parlato, che non avrebbero dato un vero e positivo contributo all’Europa.
Nel comune: il risultato (30%) è storico. Ma più interessante è guardare i numeri: siamo passati dagli 814 voti delle comunali 2012 ai 790 delle politiche 2013 fino agli oltre 1.200 di queste europee. Certo, meno di Forza Italia alleata con Lega Nord o Nuovo CentroDestra (o M5S). Il che vuol dire che vinciamo solo per la divisione fra FI-M5S-Lega-NCD. Prospettive interessanti (visto che non si intravedono ricompattamenti all’orizzonte), ma per nulla sicure…
Soprattutto perché, qui più che altrove, questi voti sono legati alla promessa di riforma incarnata da Renzi. Dunque, estremamente volatili.
Insomma, ci sarà molto da lavorare.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

17 thoughts on “riflessioni sparse sul voto

  1. Oh, mille anni che voto PD e torno a casa con le pive nel sacco, stavolta che ho scelto il greco stravincete. Magari sono io che porto sfiga. ;-D

    • Credo l’abbiano pensato in tanti….
      Comunque, son contento che Tsipras ce l’abbia fatta: era davvero importante! (come, per altre ragioni, NCD)

  2. Vince il PdR, il partito di Renzi. Per la prima volta il partito dell’ex sindaco sfonda al centro, riconquista i grillini delusi che provenivano dall’area di centrosinistra e ruba elettori anche ai berlusconiani stufi di berlusconi. Il successo è tutto suo. La speranza è che sappia amministrarlo con cura, altrimenti così come sono venuti i voti se ne andranno e succederà quello che ieri è capitato in Francia. Questa è la politica che si affida all’uomo solo al comando.

    • Non sono del tutto convinto che la vittoria sia solo di Renzi: intanto, è un voto per le riforme e Renzi (e il PD) potranno perderlo con estrema facilità se non faranno quelle riforme…
      Poi, il PD non è mai un partito personale: tanti si son spesi per queste elezioni da Letta a Bersani…

  3. hehehe, io ieri pensavo spesso a te e a come saresti stato contento, come se fosse tutto un gioco 😀

    Comunque, è un risultato molto più emblematico di qualsiasi voto di protesta. Il PD ha finalmente la possibilità di diventare il grande partito di “tutti”, la sua vocazione di fondo. Come la DC. Soprattutto un partito concretamente riformista, europeista e di governo. Però, Civati a parte, non credo si possa più definire di sinistra. Non come Schulz.

    Inquietante il risultato della Lega, ma non inaspettato. Credevo meglio per Alfano, mentre non riesco ancora a vedere tutta questa tragedia per FI, se non rispetto a un passato piuttosto lontano (ha preso pure troppo per quel che è successo). Mi spiace solo che la lista per Tsipras ce l’abbia fatta per il rotto della cuffia, pensavo sarebbe stata una misura abbastanza larga, ma va bene, l’importante è soprattutto il risultato greco. E comunque stavolta ho sentito che il mio voto ha contato qualcosa.

    • Io credo che dobbiamo aggiornare la definizione di “sinistra”: sinistra è mobilità sociale, è inclusione. In un paese bloccato, anche una riforma “di destra” può essere di sinistra.
      E, in fondo, anche il Labour è passato da Blair a Milliband: sono fasi.
      Anche perché questi voti se ne andranno con estrema facilità, se delusi. Non sono più solo “voti d’opinione”.

      La Lega, secondo me, ruba voti a Grillo: fra gli urlatori, si preferisce il più noto. E M5S non ha fatto nulla per esser diverso, specie in Parlamento.

      • E’ vero che la crisi della sinistra passa proprio dalla difficoltà di aggiornarne le definizioni (come per gli antivirus!), solo che in questo caso, esattamente come dici tu, non è più solo un voto di opinione: per questo non è più un voto dato alla “sinistra” e, di conseguenza, se a Renzi interessa capitalizzare, il PD non può più presentarsi come tale. Ma questo mi pare evidente dall’ascesa dello stesso Renzi.

        Che poi in Italia la “sinistra” sia ormai tutta quell’area “non di destra”, cioé tutto sommato antifascista in senso ampio, progressista in senso ampio, andando dai comunisti ai liberali, passando per i cattolici e i socialdemocratici, sono pienamente d’accordo. Da quando è nato il Partito Democratico ho iniziato a pensare che la vera destra moderna e liberale in Italia, a eccezione del misero esperimento di Fini dopo il suo lodevole moto di orgoglio (e di quello ancor più assurdo di Monti), fosse proprio quel centrosinistra veltroniano e ora renziano. C’è questa stupida espressione, “radical-chic”, che a me fa pensare ai democratici americani: rispetto alla mentalità statunitense, loro sono la sinistra; ma rispetto all’Europa, sono una destra molto aperta (non c’è bisogno di sottolineare la diversa accezione di “liberal” rispetto alle nostre categorie). Al contrario, i repubblicani, liberisti estremi, sono al contempo dei moralisti puritani, e se da noi tutto questo moralismo non c’è (tanto che Berlusconi…), c’è però quella chiusura di fondo, quel conservatorismo che sfocia in una destra fondamentalmente reazionaria.

        Insomma, capisco il tuo discorso. Se non apriamo alla possibilità di cambiare in senso liberale, anche solo per una fase, rischiamo di diventare conservatori in nome del progresso, un paradosso dal sapore brezneviano. L’importante è che però ci siano alcuni punti fermi, per segnare le posizioni e non perdersi.

        • Interessante l’idea del PD come “destra” liberale e costituzionale (quella che ci manca).
          Se avessimo anche una sinistra di peso significativo, potrei accettarla… Purtroppo, questa non c’è, quindi tutto il liberalismo ed il riformismo sociale si concentrano in un unico soggetto.

          • Verissimo, ed è anche per questo che ritengo la vocazione del PD quella di un partito di “tutti” (sempre virgolettato, ci mancherebbe). Anzi, speravo che tra Mussi, Vendola e il riassetto di correnti a sinistra di Renzi, si riuscisse a ottenere una omogeneizzazione migliore tra PD, SEL e galassia di partitini antagonisti (come se ce ne fosse bisogno – scusa, ma per me continua ad aver senso il centralismo democratico di Lenin). In generale mi riesce difficile comprendere come mai tanta gente si lamenti dell’assenza di una “vera sinistra” e poi se ne freghi di far crescere un soggetto alternativo al PD. Specialmente adesso. Comunque, speriamo bene, per tutti. 🙂

          • Sono totalmente d’accordo con te, incluso sul centralismo democratico.
            Certo SEL ha una linea non facilmente conciliabile col PD, con questo PD (anche perché -ed è un aggravante- si andrebba a saldare con quell’area bersaniana-cuperliana… che è la più “conservatrice”).
            Però la prospettiva dovrebbe esser quella.

  4. Hai fatto bene a non eccepire. Quei voti erano validi,ove mai li aveste contestati sarebbero stati comunque attribuiti dall’Ufficio Centrale,ho visto centinaia di questi casi soprattutto quando la gente scriveva Berlinguer pure nelle schede delle elezioni comunali a Canicattì.Il leader che identifica il partito non costituisce motivo di annullamento.La volontà dell’elettore resta chiara.E alla fine è quel che conta.
    Per il resto sarebbe gradito un po’ più di entusiasmo: ancora un po’ e sembra che ti dispiaccia quella conquista del voto moderato – lascia stare la destra :,aveva ampi spazi in cui esprimersi – di cui si è tanto discusso negli ultimi decenni.
    E lascia pure stare la filosofia di Nonna Papera : si sa che ogni elezione vinta con voti oltre quelli dello zoccolo duro costituisce una sorta di apertura di credito da parte dei nuovi acquisti,tutti questi inviti a tenerne conto mi sembrano pleonastici.La verità è che undici milioni e centomila elettori hanno detto sì al PD e se l’azione di governo fosse stata deludente si sarebbero guardati bene dal farlo.
    Abbiamo più di un motivo di soddisfazione,tra i molti quello di aver aiutato la famiglia europea di appartenenza ad affermarsi nonostante l’insuccesso francese.
    E adesso te ed io ci congratuliamo vero?
    Un abbraccio, su.

    • CONGRATULAZIONI SED!!

      Mannò, guarda che io sono felicissimo! Appena mi hanno comunicato le prime voci sul “41%” stavo per mettermi a piangere, ma ero ancora al seggio e non potevo…
      Eppoi, in piccolo, è una vittoria anche mia: bocciato il vecchio Frigo, eletta la giovane Elly Schlein, voti guadagnati nel mio paese anche -se non solo- grazie ai volantinaggi a tarda sera dopo le dieci, dodici, ore di lavoro.

      Quello che volevo evidenziare è solo che questo risultato straordinario sarà probabilmente destinato a restare un’eccezione: agli italiani i cambiamenti non piacciono, vanno a toccare troppi interessi…. Ma le riforme vanno fatte, stop.

      “Totti” è nullo comunque, su quello non discuto.

    • sed mi ha anticipato relativamente al commento sulla validità del voto: concordo, eccepire non avrebbe aiutato.
      ciò su cui abbiamo eccepito nel nostro seggio sono state scritte molto più ambigue, casi che avremmo potuto rimettere alla decisione dell’ufficio centrale ma sui quali c’è stato in realtà accordo all’unanimità: casi sui quali la volontà dell’elettore era chiarissima ma corredata di segni intenzionali che non hanno niente a che vedere con il voto.
      a riflessione, semmai, è su quanto – quanto, quanto – si sia dovuto estendere il concetto di “volontà dell’elettore” per comprendere tutti quei casi diversi dalla cosa più semplice di questo mondo: aprire un foglio, mettere una croce, chiudere il foglio. ‘un gliela famo, mi verrebbe da dire, ‘un gliela famo proprio. a me preoccupa non che si verifichi il caso come quello che tu descrivi, ma che su 829 votanti nella mia sezione ce ne siano stai almeno – almeno! – trenta. altro che santi, poeti e navigatori. in quanto a capacità di votare: vecchi, ignoranti e inconsapevoli.

      • Infatti io ho un’interpretazione assai restrittiva della “volontà dell’elettore”. Per me, come detto, i “Toti” erano dubbi.
        Pensa che da me su meno di 600 ben 20 erano nulle….

  5. Beh..vediamo.Annulliamo la preferenza e attribuiamo il voto?Certo dipende dal voto.
    Comunque si Totti è un gran calciatore ma non mi rafforza il concetto di partito.
    Mica si può fare tutto.

  6. Carissimo, mi fa piacere il risultato del PD per la gente come te che si impegna, si documenta, studia, si sbatte, tutto in totale gratuità solo perché spinta dalla passione.

    Passo giusto per fare un saluto, sono un po’ spento sul blog… Renzi si è letteralmente mangiato un partito intero (scelta civica) che ha pagato a caro prezzo il caos organizzativo e le liti bagatellari in Parlamento… comunque mettersi insieme a Casini porta sempre rogna !
    Poi un partito liberale moderno che si deve costruire ex novo ha enormi difficoltà ad imporsi quando le politiche del governo PD di Renzi sono tutto meno che di sinistra a livello economico…

    • Carissimo, intanto lasciami dire che è sempre un piacere ritrovarti e spero non ci vorrai abbandonare!

      Io credo che, come dici, i problemi di SC siano molti e vengano da lontano: già la prima candidatura di Monti nacque male e il risultato fu decisamente inferiore alle aspettative.
      Situazione inevitabilmente aggravata anche da scelte strategiche deboli come presentarsi con un nuovo simbolo e per un candidato oggettivamente debole come Verhofstadt.
      Certo, da ultimo è arrivato un Renzi ed un PD “cannibale” che ha avuto gioco facile ad attrarre quei voti.

      Come sai, non sono un particolare estimatore di Renzi, ma credo le sue politiche economiche possano far bene: soprattutto, credo sia necessario ridare mobilità sociale al paese….

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