11 giugno- ricordo di Berlinguer

Ci sono molti modi, oggi, per ricordare Enrico Berlinguer.

Il più bello, probabilmente, sarà andare in Piazza della Frutta, di fronte a quel palco immaginario e sentirlo ancora lì, a spronarci.
Il più importante, senza dubbio, sarà prendere finalmente sul serio la questione morale e farne il fulcro della nostra azione politica.

Nel frattempo, sarà probabilmente banale riascoltare l’ultimo comizio di Berlinguer a Padova (era la campagna per le europee…)

Ma a me, a risentire quelle parole, a risentire la folla sotto che ripete il suo nome, vengono ancora i brividi.
Perché, come ricordava Natalia Ginzburg citata nel film di Veltroni “Quando c’era Berlinguer, ognuno con Berlinguer aveva un rapporto personale. E profondo. E questo rapporto perdura, quasi mitico, anche per chi -come me- lo conosce solo in video o dagli articoli di giornale. Un rapporto che con le celebrità d’oggi non c’è.
In fondo, anche il gesto di Almirante che va a rendere omaggio ad “un galantuomo” ci dice esattamente questo.
E la stessa cosa ci dicono le parole di Pertini: “lo porto via come un amico fraterno, come un figlio, come un compagno di lotta“.
In fondo, come cantava Gaber, “qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona“.
O quelle della madre che dichiara “se prima di morire avessi dovuto affidare mio figlio per essere veramente sicura della lealtà, della correttezza, dell’impegno, l’avrei affidato a Berlinguer“.
Di quante persone oggi diremo lo stesso? Per quante persone andremo tutti in piazza a tributargli l’ultimo saluto? Poche, poche davvero.

E può piacerci o non piacerci la canzone di Venditti, ma dice esattamente questo.

Enrico, se tu ci fossi ancora
ci basterebbe un sorriso
per un’abbraccio di un’ora.
[…]
A S. Giovanni stanotte la piazza è vuota
ma quanta gente che c’era sotto la grande bandiera.

Insomma, se stasera in Piazza potesse apparire Berlinguer, anche solo per un gesto, per un sorriso, son certo che tutti torneremo a casa con un sorriso più grande, col cuore più pieno.

Perché che per noi, il ricordo di Berlinguer è anche questione di emozioni.
Perché la politica, la storia di ciascuno e di tutti noi, si fa anche nelle emozioni.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

2 thoughts on “11 giugno- ricordo di Berlinguer

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