Giorno 0

Tanta roba il giorno dell’esame.
Tanta roba.
Tanta.

Mi alzo con calma, perché ormai quel che è fatto è fatto.
Cerco di fare colazione, ma lo stomaco è piuttosto bloccato. Ovvio.
Siccome son l’ultimo del pomeriggio ed il tempo è ancora tanto, sfoglio piuttosto disinteressato, i testi e prendo le ultime annotazioni sulle cose che credo di ricordare meno.
Mi faccio una doccia, mi rado nuovamente, tiro fuori la giacca e comincio a scegliere camicia e cravatta.

Arriva l’ora di pranzo, sapendo quante ore mi aspettano ancora cerco di magiare qualcosa, con scarsi risultati.
Alla fine non resta che prendere il treno.

Mi porto in borsa un paio di testi. Non credo, in verità, che studierò. Ma essendo l’ultimo del pomeriggio, ho più di tre ore d’attesa davanti a me e qualcosa dovrò pur fare.
https://i1.wp.com/www.windoweb.it/guida/turismo/turismo_foto/foto_Canal_Grande_08.jpgL’attesa potrebbe essere devastante. Ed è forse la cosa che mi preoccupa di più.

Attraverso Venezia fino alla corte d’appello, raggiungo il salone al secondo piano dove si terrà l’esame ed incontro la prima di noi candidati. Non è affatto traquilla, quindi preferisco lasciarla in pace.
La chiamano per entrare, il secondo (un ragazzo che avevo già visto qualche settimana prima) mi propone di entrare a sentirla: inizialmente accetto, ma appena seduto scatto immediatamente in piedi e riesco.

Fuori trovo un altro ragazzo, venuto ad assistere ad un udienza. Ho capito che fa penale (la principale materia che porto) e gli chiedo diretto “fammi la domanda più difficile che ti viene in mente“. Mi chiede qualcosa sull’incidente d’esecuzione, riesco a rispondergli bene e mi traquillizzo.
Restiamo così a parlare del più e del meno con lui ed un giovane carabiniere per circa un’ora, il tempo che la prima di noi finisca il suo esame.
Esce e non è tranquilla, anzi.
Tutti si cerca di essere ottimisti, ma non è facile.
L’attesa sembra interminabile. La richiamano e le comunicano che non l’ha superato.

Posso solo immaginare la sofferenza.
Ma non voglio neppure immaginarla, sapendo che potrebbe essere anche la mia di lì a poco.

Saranno quasi le quattro, il secondo di noi è dentro.
Io continuo a cammiare per il salone, ascoltando il video dei TED Talks di Amy Cuddy “Your body shapes who you are (se vi troverete sotto stress, ve lo consiglio vivamente!!).
Il carabiniere mi guarda camminare su e giù e sudare. In realtà, mi son vestito troppo pesante con la giacca e questo tempo ancora caldo…
Ma, nonostante tutto, mi sento abbastanza tranquillo.

Esce anche il secondo. Di nuovo questa attesa… e fra poco toccherà anche a me.
Lo richiamano dentro, gli comunicano che l’ha superato ed ora tocca davvero a me.

L’aula ha una specie di semicerchio molto stretto, composto dai banchi dei giudici che attorniano la sedia per il candidato.
Consegno il documento e mi accomodo.
Un rapido scambio di battute sugli scritti, io che anticipo la risposta richiesta dal presidente (il titolo esecutivo per lo scritto di civile), lui che non sente e mi chiede di ripetere.
Questo sarà un problema costante dell’esame: m’è sempre parso di parlare a voce alta e chiara, ma non di rado i commissari mi chiederanno di ripetere o ripeteranno loro stessi quel che io ho appena detto, togliendomi qualche sicurezza.

Immediatamente dopo, arriva la sopresa. Il presidente mi fa: “allora, dottore, ci parli del titolo della sua tesi che ci ha incuriosito“.
Penso che le cose si mettano bene se posso parlare della tesi e, con un pò di spavalderia rispondo “ahn, non pensavo di pervenisse anche la tesi” “ci perviene tutto….” ribatte. E io spiego.

Passiamo subito a penale: cause di estinzione del reato e della pena. Non un argomento sul quale mi sento fortissimo, ma so di poterlo gestire.
Rispondo con tranquillità, mostrando sicurezza ma senza eccedere in parti sulle quali nutro dubbi: piuttosto taccio. Approfondiamo la prescrizione, alla quale ho fatto molta attenzione nello studio e va bene: sospensione, interruzione… Poi il pm mi chiede la sospensione condizionale: una cosa che non ho mai capito veramente, ma anche qui mi attengo a ciò di cui sono sicuro e me la cavo.
Qualche reato extra codicem?” mi fa. Io rispondo che sinceramente ne ho visti pochi… prova a chiedermi della armi, ma non so cosa dire. Passa allora alla droga: “principio della legislazione?“. L’aveva già chiesta la prima volta che ho assistito all’esame. E me la son studiata. Quindi argomento con calma sulla tutela della salute.
Mutilazioni genitali femminili?“. Andiamo a nozze: primo comma, secondo comma; dolo generico, dolo specifico; forma vincolata, forma libera… “Scusante culturale?.
E penale è sistemato in scioltezza.

Costituzionale: gli statuti regionali. Anche su questo mi sento preparato, quindi vado dritto al punto. Forse azzardo troppo con il controllo “successivo” del governo e il commissario ci mette il ditino: “dopo quale pubblicazione? perché, sa, ce ne sono due…“. No, a dire il vero non lo sapevo. Ma la giro e la becco. Stecco solo sulla legge costituzionale che ha cambiato l’art. 123 Cost.
Libertà di circolazione (art. 16): non la materia che so meglio, ma la sfango. Senza troppa sicurezza, ma senza infamia.

Internazionale privato.
C’è litispendenza fra separazione, mettiamo in Italia, e divorzio, mettiamo in Romania?“. Mi sembra un segno divino: altra domanda già fatta alla quale ho assistito, altra cosa che ho controllato la sera prima!
Vado a botta sicura: “secondo la giurisprudenza non sussiste“. Arriva la stecca: “Aspetti: quello è quello che crede lei, quello che lei crede dica la giurisprudenza o quello che la giurisprudenza dice?“. ‘Azzo mò…
Quello che ho letto della giurisprudenza. Se vuol sapere come la penso io…” “No, non me lo dica: non sarei in grado di valutarlo…“. ‘Azzo, ‘azzo, ‘azzo. E giù una stroncatura con le Sezioni Unite 2011 che mi smontano. Ma io che diavolo di sentenza ho letto ieri sera???
Poi passa alla delibazione della sentenza canonica di divorzio: la so. “Cos’altro si può chiedere?” Ehhhhhh…. cos’altro??
Resto in silenzio un pò, poi sparo “l’addebito“. No… erano i provvedimenti economici.
Fuochino?
Si vede proprio che civile non l’ho assolutamente fatto durante la pratica.

Procedura penale, anche qui mi sento preparato: indagini preliminari.
Sia lodato Gesù Cristo: poteva andare molto, molto, ma davvero moooolto peggio!
Attori, scopi, limiti e blablabla. In pieno controllo. Anzi, per non farci mancare nulla citiamo pure le indagini del difensore. Piccolo confronto fra i due; cosa deve fare il pm al termine delle indagini; differenza fra archiviazione e richiesta di rinvio a giudizio… unico neo: il commissario mi chiede gli articoli di legge e io, che li so vagamente, piuttosto che dire cazzate preferisco tacere (diamine, era il 125 disp. attuative… in testa mi ronzava un numero simile, stavo per sparare “195“!).

Diritto comunitario: recesso degli Stati dall’Unione.
Altro argomento che so, lo illustro rapidamente, ma sbaglio uno dei soggetti della negoziazione (Commissione anziché Consiglio). Tutto qui. Abbastanza indolore, anche se perfezionista come sono la risposta non mi soddisfa affatto.

La stecca arriva con deontologia.
Lo stesso commissario di d.i.p. mi dice solo “16122014” [sedici dodici 2014].
Silenzio. Resto con gli occhi sbarrati a fissarlo per una trentina di secondi.
Se la sa, la perdono. Sennò…“. Ouch.
Alla fine, mi butto: non la so, ma mi butto: “il codice deontologico…“. Non so bene se era un’affermazione o una domanda. “Esattamente: la pubblicazione del nuovo codice deontologico“.
Sospiro interiore.
Allora, mi illustri i rapporti fra avvocato e praticanti e le differenze fra vecchio e nuovo codice“. Qualcosa lo so, abbastanza, e rispondo. Ma lui è veramente puntiglioso… quanto ho sbagliato?

Finito. Apposto. Esco.
Fuori ci sono il carabiniere, il ragazzo con cui ho discusso prima ed un paio di signore. Giudici o avvocati, non saprei.
Appoggio la borsa su una panca, bevo e mi allontano imprecando.
Non so quanto forte abbia affermato “fanculo, fanculo, fanculo…“. Certo, dovevo essere un pò plateale.
Il ragazzo mi chiede com’è andata e gli espongo i miei dubbi: deontologia, d.i.p. e il fatto che non sapessi citare il numero dell’articolo in procedura penale.
Cavolo, ero entrato sicuro e pure un pò spavaldo… esco quasi tremante.

Non so quanto sia durata esattamente l’attesa.
A me è sembrata praticamente infinita, ma dal numero di volte in cui ho esclamato “fanculo” non doveva poi essere tanto lunga…

Le porte dell’aula si riaprono e mi richiamano.
Entro, mi avvio verso la postazione e prima che arrivi al centro il presidente mi allunga la mano “complimenti dottore, esame superato“.
Mi sento lettaralmente sciogliere.
Stringo la mano al presidente, poi in ordine sparso agli altri commisari e alla segretaria che verbalizzava. Recupero il documento, ringrazio, saluto e mi avvio ad uscire.
Arrivo praticamente alla porta. Mi blocco, mi volto e torno indietro. Raggiungo il commissario più vicino e gli faccio, ancora incredulo: “avete detto che l’ho superato, vero??“. Mi conferma di sì.
Boh, se lo conferma… me ne vado.

Stiamo uscendo tutti, praticamente assieme. Sulla porta incrocio prima il commissario di d.i.p. e deontologia “prego, avvocato, prima lei!” gli dico. Poi passa il pm “mi raccomando, adesso vada a casa e si riposi” mi dice.
Può starne certo.

Ma prima, prima mi sbronzo.

Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

25 thoughts on “Giorno 0

      • mi sembra che il concorso a preside fosse molto piu` facile, ma sara` questione di campi di specializzazione differenti? ma mi pare di no.

        alla fine dici che vuoi correre a sbronzarti, e invece hai scritto il post: e` il blog la tua droga? 🙂

        va be`, lo capisco da me che il post lo hai scritto dopo… 😦

        • Ahahah, questi post sono vecchi di una settimana circa. Sono tutte bozze (vedi premessa a -13) che avevo preparato ma mai pubblicato.
          L’esame l’ho fatto una settimana fa.

          Ma bevo ancora da allora, tranquillo 😉

  1. Complimentoni ! L’ora successiva al superamento dell’orale la ricordo come un momento splendido, in cui il senso di liberazione, tranquillità e felicità difficilmente sarà ripetibile…

    • Ci credi che l’ho invece vissuta come se nulla fosse?
      Un pò sono uscito incazzato per le domande stronzissime in d.i.p. e deontologia e un pò…. boh, ci son passato sopra soddisfatto ma quasi indifferente.
      Unica sensazione: il piacere viscerale e il sollievo di non tornare agli scritti a dicembre!!!!!!!!!!

  2. Pingback: oggi si gioca alla cultura | i discutibili

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