Il gelato (lezioni di non-giornalismo, parte seconda)

i discutibili

Parte di me vorrebbe evitare del tutto l’argomento, perché la sola idea che il “signor” Signorini e il suo “giornale” possano trarre pubblicità dall’evento mi disgusta. Esattamente per questa stessa ragione, non condirò questo post con alcuna immagine. Anche perché ciascuno avrà modo di rinvenirle facilmente e giudicare di persona.
Tuttavia, parte di me è convinta che troppo a lungo si sia concesso a parte (larga parte) di questo paesi di fare quel che le aggradava maggiormente, anche a scapito dei diritti e soprattutto della dignità altrui. Parte del paese che è stata per anni esemplarmente rappresentata da Chi.

Dunque, spenderò alcune parole su fatto. Sperando di riuscire a contenerle nel limite della moderazione.

Per comodità, cito le parole di Federico Ferrazza, vicedirettore di Vice: “È uno schifo. E la cosa peggiore è uno schifo a cui siamo abituati, quasi assuefatti. Sì, perché il pezzo di…

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

13 thoughts on “Il gelato (lezioni di non-giornalismo, parte seconda)

  1. Peraltro, se si volesse attaccare la suddetta, di motivi ce ne sarebbero a bizzeffe senza ricorrere a ‘sti mezzucci… ho l’impressione che, visto il coefficiente di piacevolezze delle nuove leve renziane – e il fatto che lo stesso Renzi punta molto su questo, visto che ormai in tv manda solo giovani e piacenti ragazze – nei mesi prossimi la stampa berlusconiana si scatenerà, cercando di creare un qualche parallelo tra le frequentatrici delle serate di Arcore e la pletora di piacenti parlamentari proposte da Renzi…

  2. La Madia è un ministro pessimo, nipote di un noto fascista, figlia di una persona molto vicina a Veltroni… stranamente ministro in giovane età… se questo è il nuovo che avanza. Se voleva criticare la Madia poteva utilizzare questi elementi ma Signorini è un personaggio squallido.

    • Concordo pienamente con te: elementi per criticare la Madia ce ne sono a migliaia.
      Ricorrere ad una schifezza del genere è semplicemente squallido.

      Son sempre più convinto che l’Italia si salva solo partendo dall’affrontare questi problemi.

      • Assolutamente… però è lo stesso Renzi a legittimare questo “mondo”, andando dalla De Filippi col chiodo, concedendo interviste alla D’Urso… altri lati della stessa schifosa medaglia !

        • Che l’atteggiamento mediatico di Renzi non sia il top stilisticamente parlando è vero: ha scelto uno stile di comunicazione molto informale, lontano dagli classici della sinistra e -in questo senso- quasi “berlusconiano”. D’altronde, anche lui coltiva l’idea del rapporto quasi diretto fra leader ed elettori. Però non arriverei a dire che questo legittima certi comportamenti sessisti e squallidi: in fondo Renzi certe battutine (“lei viene?”) non se l’è mai permesse!

          • Vero, non ha mai fatto commenti sessisti (ma ci arriverà, non disperiamo!).

            Però partecipare a certe trasmissioni, la D’Urso soprattutto, legittima questo modo di fare “informazione”. Signorini e la D’Urso sono sulla stessa lunghezza d’onda.

  3. Renzi ha sempre rincorso il giornalismo di destra per sedurre l’elettorato di quell’area politica. Ora, tutt’un tratto, si scopre che il giornalismo di destra è squallido. Ma l’operazione Boffo, i calzini turchesi del giudice Mesiano, la casa a Montecarlo di Fini come vogliamo catalogarli? Si dice che se si voleva attaccare Madia si sarebbero potuti trovare mille altri motivi, ma l’elettorato berlusconiano (bacino a cui Renzi è molto interessato) lo si attrae con quei titoli o con le interviste della D’Urso o con le trasmissioni come Amici. Quindi? Ha ragione Bruno quando dice che bisognerebbe delegittimare quel modo di fare (dis)informazione e non certo rincorrerla per mere logiche di consenso personale.

    • Sono d’accordo con le conclusioni, meno con le premesse.
      Certo: Renzi cerca anche quell’elettorato di destra, non l’ha mai nascosto. Ma da questo a considerarlo una legittimazione di uno stile comunicativo (e, oserei, d’una Weltanschaung) ce ne passa.
      Come risposto anche a Bruno: Renzi, né nessuno nel suo staff, s’è mai permesso uscite sessiste come quelle di B. E vorrei ben vedere!

      Secondo me -modestissimo parere- l’ “operazione Madia” è macchina del fango né più, né meno che Boffo, Mesiano o la stessa Veronica Lario…

      • Beh, insomma… non mi trovi molto d’accordo. Diciamo che la linea di confine fra la ricerca di visibilità a destra, attraverso ospitate presso i salotti televisivi più in vista di quell’area politica lì e la conseguente legittimazione degli stessi come strumenti informativi degni di frequentazione è estremamente labile. Certo non mi aspetto da parte di Renzi le barzellette a sfondo sessista di berlusconi (e ci mancherebbe pure) ma secondo me diventa difficile marcare una propria alterità politica (e consentimi di dire: culturale) quando si intende presenziare i talk show principi del regime berlusconiano.

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