Rugby, cattivi pensieri

Forse per la prima volta, sono veramente amareggiato dalla partita dell’Italia di rugby.
Forse la stampa tutta ci aveva un pò illusi in questa settimana appena trasorsa sulle possibilità di battere la Francia, ma la prima mezz’ora di gioco ci ha mostrato un’Italia veramente competitiva, aggressiva, sicura e determinata. Un’Italia che con quei due calci di punizione avrebbe potuto piegare i francesi.

Certo finire il primo tempo sotto di 9 punti non era di buon auspicio, ma il gioco mostrato dalle due squadre lasciava ancora immaginare o sperare la possibilità di una riscossa dell’XV azzurro.

Cosa sia accaduto all’inizio del secondo tempo resterà per me un mistero: ma una tale regressione, un simile “sucidio” sportivo in grado non solo di resuscitare una squadra francese prima di idee e di visione, ma addirittura di condurre ad un risultato che fa giganteggiare i bleus con un 29 a 0 che non lascia appelli, tutto questo non ha una spiegazione.
29 a 0, una partita senza smuovere il punteggio quando tutto (psicologia, gioco, errori delle squadre), indicava che l’Italia aveva la possibilità di farlo.
Fino al finale in cui la nostra mischia veniva letteralmente “arata via” dal pacchetto francese. Il simbolo più palese di una squadra che non c’era più in campo.

Un suicidio.
Un suicidio del quale è persino difficile vedere le ragioni: fisiche, psicologiche… Tutto questo, senza dubbio, ma soprattutto i troppi errori di gioco (a volte anche banali). Troppi. Troppi. Troppi.
In una partita nella quale anche i nostri avversari stavano mostrando il peggio di sé, l’Italia ha mostrato un’involuzione della quale è persino difficile convincersi: pure guardando la partita, si stentava a credere a quel che stava accadendo.Restava sempre un’alone surreale, alimentato dagli errori degli altri.

Il che, ovviamente, rende tutto questo ancora più amaro.

Ovviamente spiegazioni e ragioni di questa disfatta (e disfatta suona ancora troppo condiscendete come giudizio) ci sono e saranno trovate.
Ma per il pubblico resta una tragedia sportiva.

Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

3 thoughts on “Rugby, cattivi pensieri

  1. E io che mi sono lanciato in un trionfale post per la vittoria di Murrayfield, vabbeh Francia e Scozia sono diverse, ma come hai detto tu era un avversario che non si meritava tutti quei punti e ancor meno aveva bisogno di una squadra che li rimettesse in gioco dopo ogni cedimento.

  2. La cosa ha lasciato l’amaro in bocca anche a me: a parte l’euro che ci avevo scommesso sopra… non so cosa manchi: cinismo? Freddezza? Mi dico che però se sbagli tre calci piazzati di fila, che ti avrebbero portato su un bel nove a zero, non dico ‘gestibile’, ma comunque un buon inizio, c’è qualcosa che non va… Non sono un espertissimo, ma la prima mezz’ora mi aveva convinto. Perdere coi più forti ci può anche stare; non ‘resuscitare’ chi, come la Francia, bene non sta; né, soprattutto, perdere 29 – 0 a casa.

  3. Pingback: una volta ogni 61 anni | redpoz

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