In the land of Oz: la sensazione di essere Down Under

Atterrato.
Tropici, praticamente. Sole, luce, gente in pantaloncini corti.
Prima di partire avevo questa strana convinzione che una volta arrivato mi sarei sentito “a testa in giù”. Sapevo, ovviamente che non sarebbe stato così, comunque lo pensavo.

Atterrato a Melbourne dopo un volo intercontinentale durante il quale l’unico evento è stato scoprire che il cous cous cade dalla forchetta (direttamente sulla mia camicia), l’impatto con la città (più che altro: con l’aeroporto) è stato semplice: collegamenti con l’aeroporto rapidi ed efficaci, sole, caldo… e la testa a posto, sopra tutto il resto.

Ancora mi sembra un pò strano, pensare di essere in un continente capovolto. Strano doppiamente, perché in Argentina non ci avevo pensato: sarà per la maggiore distanza….

L’Australia vista fin qui sembra soprattutto una sorta di Inghilterra trasferita ai tropici. E in fondo lo è. Calda e rilassata, ma senza perdere un tocco british.

E benestante, parecchio.

Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

4 thoughts on “In the land of Oz: la sensazione di essere Down Under

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