Rugby, ma che diavolo…

Forse per la prima volta da quando seguo il rugby, questo fine settimana ho guardato una sola partita del Sei Nazioni al debutto. Quella dell’Italia.

L’ho guardata un pò per dovere, senza particolari speranza con una squadra profondamente cambiata, con la solita attesa di una sconfitta più o meno umiliante, ma pur sempre di una sconfitta.
Con la solita attesa di una squadra a tratti entusiasmante, ma mai in grado di affrontare alla pari l’avversario.

Sulla seconda parte avevo ragione solo parzialmente: l’Italia ha affrontato la Francia a testa alta, con aggressività e decisione e per lungo tempo è stata premiata da questo atteggiamento. Ha commesso solo un -grande- errore nel gioco, dalla seconda metà del secondo tempo, quando ha insistito col gioco al piede alto regalando pallone, gioco e campo ai francesi. Un errore ripetuto che alla fine ha regalato parecchi punti alla Francia.
Ma questo non ha cambiato troppo la mia percezione della partita…
Alla fine, questa era la solita Italia, quella che ci sa regalare momenti entusiasmanti, magari mettendosi alla pari con l’avversario, per poi crollare.

Sull’attesa sconfitta, invece, fino all’82° -due minuti oltre in tempo regolamentare- ero convinto di essermi sbagliato.
Forse per questo mi son poi rifiutato di guardare ogni altra partita del weekend.
Perché l’Italia è stata in grado di tenere veramente testa alla Francia ben oltre i soliti 20-40 minuti. Fino alla fine: pure dopo essere andata in svantaggio, la squadra azzurra è riuscita più volte a recuperare, rimanere sempre agganciata e persino mettersi in vantaggio. Questo almeno fino all’ultima punizione “regalata” alla Francia per un fallo veramente dubbio di Parisse.
Una parte di me vorrebbe aprire un’enorme polemica su quel fallo che -a detta di molti- proprio non c’era e sembrava solo un regalo alla squadra di casa. Perché la Francia, in casa, oggi, non poteva perdere…

Ma non lo farò.
Allora perché non son riuscito a vedere null’altro di rugby in questo fine settimana? Perché all’82° è successo quello che non doveva succedere. Con l’Italia in attacco, con un possesso palla tranquillo e abbastanza solidamente installati nella metà campo francese, con una situazione di teso equilibrio: l’Italia che non può perdere palla e la Francia che non può commettere fallo… con una situazione così tutto sembrava possibile e l’illusione di un momento risolutivo appariva alla portata di mano.
Poi è arrivato: il drop, quel gesto risolutivo. Epico come quel -leggendario- drop di O’Gara.
Solo che a calciarlo ora siamo noi, è il capitano Parisse. Uno che i drop li ha messi, anche se non sarebbe il suo lavoro.
Solo che quel drop scivola via… lento, basso: un filo sotto la traversa dell’acca di meta. Un drop che non va a segno e ci condanna alla sconfitta. Un 23 a 21 bruciante.

Ecco, non ho guardato altre partite perché sono stato profondamente, visceralmente deluso da quell’ultimo minuto. Deluso da una squadra che m’è sembrava buttar via la partita in un solo gesto. Deluso da un gesto, da una scelta. Quel che è peggio: deluso da un uomo, dal capitano.
Questo è peggio di tutto, perché Parisse ha fatto -come al suo solito- una partita notevole. Una partita da grande rugbyman e perché giudicarlo su un solo gesto è un’ingiustizia. Soprattutto perché, come lui stesso ha detto quel gesto era un’assunzione di responsabilità in un momento in cui l’arbitro non avrebbe mai fischiato un fallo, un gesto che se fosse andato a segno l’avrebbe innalzato ad eroe di giornata. E non solo di giornata…

Eppure ne son stato deluso.
Perché probabilmente potevamo avere qualcosa di più da quella partita e perché probabilmente abbiamo buttato un’occasione. Forse non “buttata”, questo sarebbe un giudizio errato. Ma perso: perso un’occasione che dubito tornerà a breve.
E deluso perché anche se Brunel forse non è il migliore allenatore possibile per l’Italia, è un grande allenatore. Un allenatore che ha fatto un buon lavoro con la nostra nazionale. E lasciarselo andare per le solite beghe interne, parere mio, è un peccato.

Qui il commento di Parisse.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

2 thoughts on “Rugby, ma che diavolo…

  1. Mi lascia veramente l’amaro in bocca un’Italia che quando si presentano le occasioni, finisce per sprecarle… da non esperto, sono abbastanza colpito, nel primo tempo, dal ‘tuffo’ verso la meta di uno dei nostri che è arrivato ‘corto’ e ha perso la palla… Una cosa che non ho visto evidenziata da altre parti, quindi forse nemmeno tanto ‘decisiva’, alla fine… ma erano sempre potenziali sette punti in più; a quel punto non ci sarebbero stati calci piazzati o drop che tenessero… Mah. Certo, quel drop sbagliato ricorda un po’ certi rigori della nazionale di calcio che ancora gridano vendetta…

    • Per carità, ci sono anche un paio di calci sbagliati da parte nostra che avrebbero comunque cambiato la partita. Anche per questo il giudizio su quell’ultimo calcio è ingiusto

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