io volevo andare in montagna…

E invece sono andato a votare.

Qualche personale riflessione sul referendum del 17 aprile:

  1. Smettiamola di dire che il quesito era troppo tecnico
    Intanto perché è un’assurdità che i cittadini si possano/debbano pronunciare solo su questioni di principio (divorzio, aborto….), che saranno pure più semplici come comprensione immediata, ma hanno implicazioni molto più profonde e complesse.
    Ma, soprattutto, smettiamola perché il quesito del 17 aprile era appena difficile, ma certo non impossibile: volete concessioni all’infinito oppure no?
  2. Il voto diventa personale solo se lo si rende tale
    Ho trovato davvero errata la personalizzazione di questo voto da parte di Renzi (e di molti suoi antagonisti). Perché non dovrebbe esserolo, in primo luogo, e perché trasformare ogni voto in un “plebiscito” personale a) ne distorce il senso; b) comporta implicazioni politiche abnormi rispetto alla singola decisione in oggetto.
    E se si fosse raggiunto il quorum, Renzi si sarebbe dimesso? Certo che no! Non sarebbe accaduto nulla… Allora, perché calcare tanto la mano ed esagerare le implicazioni?
    Perché non cominciano a capire che è lecito sbagliare?
  3. La spallata?
    Davvero non capisco se certe persone del PD siano così deficienti come fanno sembrare… Speranza crede che i voti del referendum siano stati contro Renzi e sa di poter contare su di loro per “scalare” il PD?? Ma non ha capito nulla di come sono andare le cose??? Lui come Renzi prima di lui.
    Tanti, tantissimi, non hanno affatto votato contro Renzi, ma ben coscienti del tema.
    Se conta su quei voti per liberarsi di Renzi, è destinato ad un altro fallimento… e questa sarebbe la sinistra interna del PD?? Disperazione
  4. Nel merito
    Dicono tanti che il quesito era -fondamentalmente- “una cazzata” di poca rilevanza. Forse.
    Non di meno, ora posso dirlo senza che nessuno rinfacci alcunché, il quesito era abbastanza semplice da comprendere e personalmente credo nel merito vi fossero ampissime ragioni per sostenere la tesi del “sì”: le concessioni infatti, una volta scadute, sarebbero state rinegoziate ai sensi dell’art. 9 l. 9/1991. Con buona pace di chi paventava rischi per i posti di lavoro e gli investimenti…
    Peccato non si sia proprio riusciti ad affrontare la questione con un minimo di senno….
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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

3 thoughts on “io volevo andare in montagna…

  1. Ma non solo. Mettiamoci pure che è stato troppo poco dibattuto e pubblicizzato e che la gente non lo sapeva, oltre al fatto che pare che votare non sia più un dovere per questo popolo.

  2. 1 – Verissimo, ma più che una scusa mi pare un dato di fatto: gli elettori sono sempre poco stimolati dal linguaggio burocratico, e molto dalla propaganda. E visto che di solito i quesiti devono essere tecnici per essere giuridicamente corretti, bisognerebbe parlare di più del merito e meno delle implicazioni etico-idealistiche, altrimenti la gente vota per quel che sembra e non per quel che è. Comunque, nel mio articolo a riguardo ho richiamato i Radicali in modo positivo, ma i tanti referendum che loro stessi hanno proposto tra la fine degli anni 90 e l’inizio del Duemila erano pure una roba incomprensibile, su cui i cittadini non avevano nozioni adeguate né gli venivano forniti i mezzi per capire di cosa si trattasse. E’ triste che gli italiani siano così? Oh, immensamente. Ma il tempo della partecipazione è finito, le masse seguono la carota populista e anelano al bastone per sentirsi vendicate della propria mediocrità…. ops, ho esagerato 😀

    2/3 – Questa è la porcata peggiore. Si vota sperando in un effetto collaterale, si usa uno strumento di democrazia per le battaglie che non s vincono nell’agone politico reale. E si finisce col far torto a tutti. Per non parlare dello sfruttamento della soglia del quorum per avvantaggiare una delle opzioni senza far propaganda! Ma ne abbiamo già parlato.

    4 – Personalmente ho ritenuto il merito una cazzata nel senso che la scelta sulla proroga delle concessioni non intaccava né i lavoratori, né le compagnie petrolifere, né le operazioni reali di estrazione. Non cambiava nulla, alla stretta. Dava un limite temporale, o meglio lo reinseriva dopo che lo avevano tolto, ma che posso dire? Io preferisco che si continui a usare un giacimento fino alla fine. Non posso dire di aver fatto campagna per il No, ma quasi. Mi dispiace di non aver visto una maggiore partecipazione, almeno sarebbe il mio No sarebbe stato valido anche se perdente.

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