Amministrative e Brexit

Ho aspettato talmente tanto a scrivere delle elezioni amministrative italiane che mi trovo già tutti a commentare sul referendum “Brexit” britannico.
Ne verrà fuori un calderone…. ma provo comunque a raccogliere alcuni punti.

1) Delle amministrative italiane non mi colpisce poi molto il risultato di Roma, per quanto ci sarà da studiare attentamente cosa accadrà con l’amministrazione Raggi e che sviluppi potrà avere M5S.
Il risultato, secondo me, era ampiamente prevedibile: il PD, come a Napoli, aveva fatto tutto il possibile non solo per perdere, ma per rovinarsi completamente in quelle città.  Branca sta lavorando, vedremo anche lì cosa riuscirà ad ottenere.

2) Mi colpisce molto di più il risultato di Torino (e in certa misura di Milano): lì l’amministrazione uscente aveva un “record” positivo, non c’erano stati scandali e i risultati ottenuti erano buoni.
Il fatto che Fassino sia stato scalzato da Appendino è quindi, a mio giudizio, il segnale politico più importante di questa tornata elettorale, la cartina di tornasole che indica come il consenso per M5S si stia significativamente espandendo. Almeno potenzialmente. Ma ovviamente è presto per parlare delle politche.

3) Ho citato Milano, perché credo che questa vada letta in parallelo con Torino: al ballottaggio PD-M5S vince M5S, in quello PD-destra, vince il PD.
Azzardo questa conclusione: gli elettori di destra sono disposti a votare M5S (con una prossimità ideale che sostengo da tempo); quelli di M5S mai destra, neanche se per scalzare il PD.
Il che, purtroppo, rischia di spingere il centro sinistra sempre più verso il centro: verso gli unici che si dimostrano almeno un pò recettivi. Ma pronti a voltare le spalle…

4) Su Brexit ho detto da tempo che trovavo ridicole e inaccettabili le condizioni offerte dall’UE a Cameron per il suo impegno a favore del “remain” (neanche per evitare il referendum!). Quindi non mi scandalizza il fatto che abbia vinto “leave”: ci siamo evitati un pericoloso ricatto.

5) Non mi sorprende neppure troppo il risultato del referendum: da tempo i sondaggi davano “leave” in testa e questa vittoria è figlia: a) di giravolte politiche di bassa lega da parte di Cameron (leave-remain-referendum sì/referendum no…); b) di un fronte “leave” più compatto e mobilitato; c) di un populismo dai contenuti insulsi, ma più concreti e facili da trasmettere…

6) Il problema vero per la Gran Bretagna e per l’UE è ora vedere cosa farà Cameron: come è stato ben scritto, il referendum è meramente consultivo, quindi il paralmento britannico potrà ancora fare quel che crede. E in sede parlamentare c’è una maggioranza a favore della permanenza,
Tuttavia, se come anticipato Cameron si dimetterà, il prossimo governo potrebbe spingere con decisione per l’uscita dell’UE: sia in caso di elezioni, sia con l’attuale maggioranza, i tories potrebbero essere spinti a calvare l’onda euroscettica per non perdere consensi. Specie se guidati da Johnson, che ha fatto campagna per il “leave”.
Insomma, per quanto sia brutto da dire, le dimissioni di Cameron potrebbero essere una mossa politico-istituzionale persino peggiore del referendum….

Pensieri sparsi, come dicevo.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

2 thoughts on “Amministrative e Brexit

  1. 1. concordo
    2. concordo anche su questo. illuminante, però, in questo senso, questa immagine: https://twitter.com/you_trend/status/744703984649314304/photo/1 a definire chiaramente quale sia la vera distanza tra pd e cittadini (un tempo, se ti ricordi, andava per la maggiore la battuta: “ha troppi soldi per votare a destra”. ecco, appunto)
    3. che poi,vorrei dire (so che non sei d’accordo): e togliamola sta benedetta parola, “sinistra”. chiamiamo le cose col loro nome. chiudiamo la serie, PCI > PDS > DS > PD, mancano solo > D e > DC in fin dei conti. il PD con la sinistra a cui solo nominalmente si ispira non ha nulla più a che vedere.
    4-5-6: non hai fatto in tempo a scrivere il post che cameron ha annunciato le dimissioni (tutto da vedere, ma sono inglesi, mica parlano troppo a vanvera)

  2. 1) Da romano, concordo; aggiungo che se il Pd avesse candidato un giovane, magari un ex Presidente di Municipio, quindi con esperienza amministrativa alle spalle, ma senza un curriculum di ‘poltrone’ come Giachetti, forse la gara sarebbe stata più aperta.

    2) La mia impressione è che Fassino abbia perso semplicemente perché alla lunga, al di là dei risultati, la gente si stufa di ‘vedere sempre le stesse facce’; forse in questo caso, Fassino avrebbe dovuto fare un passo indietro, lasciando il passo magari a un suo assessore.

    3) Mah; l’elettorato di M5S è variegato, eviterei di fissare dei parametri di ‘contiguità’; ad esempio, M5S ha in sé una forte componente ambientalista, quindi non certo di destra…Guarda caso, da quando ‘l’ambientalismo politico’ in Italia è scomparso, e il PD si è ben guardato dal farne una bandiera.

    4-5-6) Diciamocela tutta: la Gran Bretagna nell’UE ci è sempre stata per convenienza, rifiutando qualsiasi tipo di ‘passo successivo’ nel processo di integrazione: una palla al piede, insomma, senza la quale la ‘classe dirigente’ europea non avrà più alibi per procedere.

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