Europa: premessa, svolgimento

Per quale ragione esiste l’Unione Europea?

Forse rispondere a questa domanda potrebbe essere il primo passo veramente utile per capire come uscire dalla situazione confusa in cui -da decenni- la stessa ha finito per trovarsi.

In un primo momento, secondo la “Dichiarazione Schuman” il progetto europeo nacque con il proposito di evitare ulteriori conflitti nel continente. Da qui la condivisione della gestione di risorse come carbone ed acciaio.
Il giudizio sulla riuscita di questo obiettivo non è totalmente univoco: sebbene all’interno dell’Unione non vi siano stati conflitti militari, al suo esterno non ne sono mancati (ex-Jugoslavia, Ucraina…). Possiamo tuttavia ragionevolmente sostenere che l’UE sia risuscita ad adempiere a tale proposito.
Riuscitavi talemente bene che lo stesso ha quasi perso senso, specie agli occhi delle giovani generazioni.

Da allora, tuttavia, l’Unione Europea si è necessariamente evoluta. Da strumento di pace, l’UE ha assunto altri compiti e -soprattutto- un’altra funzione: essa è divenuto strumento per la gestione di problemi globali cui i singoli Stati nazionali da soli possono offrire un contributo minimo, se non irrilevante.
Altrimenti detto, l’Unione Europea è diventata un forum di sintesi continentale fra gli Stati europei per affrontare in modo coordinato problemi comuni (che, in epoca di globalizzazione, sono aumentati esponenzialmente… se non sono diventati tutti effettivamente tali). In sostanza, l’UE funge da semplificatore internazionale, anticipando ad un forum ristretto decisioni che in sede allargata potrebbero divenire troppo complesse.

Poste queste premesse, si può tentare di ragionare sul tema “Brexit” con un’ottica differente.
Infatti, se l’UE è uno strumento di “problem-solving” (un forum di sintesi), occorre valutare se detto strumento funzioni meglio tanto quanto più riesce ad essere inclusivo o quanto più riesce ad essere coeso, sintetico. In entrambe le ipotesi, si tratta di misurarne l’efficienza: è essa maggiore quanti più sono i partecipanti al forum o quanto più gli stessi riescono ad addivenire ad una posizione comune.
In un certo senso, è un problema tipico delle associazioni o dei sistemi di rete.

E’ il problema (che da decenni affligge l’UE fra widening e deepening).
Infatti, è indubbio che una maggiore estensione del gruppo offra maggiori risorse in termini materiali ed ideali per affrontare un problema. Tuttavia, è anche noto come l’estensione comporti il rischio di aumentare i conflitti interni e, con esso, la possibilità che non si arrivi ad alcuna soluzione.
L’Unione Europa è stata un perfetto esempio di ciò in molteplici settori (gestione della crisi bancaria, Grecia, migranti…).

In altri termini, qual’è la dimensione ottimale dell’UE? Quanti e quali Stati membri sono utili (anche in termini marginali) alla soluzione delle questioni globali o, per lo meno, regionali?

Ora, credo sarebbe troppo pretendere di selezionare retroattivamente i membri dell’UE in base a questa interpretazione. Tuttavia la stessa potrebbe e dovrebbe essere un valido criterio per le future adesioni.
Un quarto criterio oltre ai “criteri di Copenhagen” (presenza di istituzioni politiche stabili- Ungheria?; presenza di un’economia di mercato solida; adesione all’acquis comunitario, ovvero alla normativa dell’Unione), che potremmo definire come la disponibilità (willingness) ad attenersi a decisioni comuni, anche se queste potrebbero vedere lo Stato interessato in minoranza.
Personalmente, trovo piuttosto grave che non si sia mai proceduto ad una valutazione del genere prima di valutare le domande di adesione.
Forse la “Brexit” ce la saremmo evitata….

Annunci
Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

2 thoughts on “Europa: premessa, svolgimento

  1. Il problema è che la ‘willingness’ è anche più ‘ondivaga’ dell’andamento economico: l’allargamento ai Paesi dell’ex blocco sovietico fu fortemente voluto da questi Paesi… Poi per esempio i polacchi, che per buona parte dei ’90 sono venuti da noi (il lavavetri polacco diventò una sorta di ‘figura simbolo’), anche per la presenza del Papa polacco, oggi si permettono di fare i restii se si tratta di accogliere gli immigrati… Il problema, forse anche concettuale, è che più che di ‘Unione’ che è un qualcosa che già presuppone rinunce dei singoli in favore del ‘blocco’, si sarebbe dovuto fin dall’inizio parlare di ‘Federazione’… per non parlare della scelta – discutibile – di non inserire una procedura di ‘espulsione’, da parte del blocco, riducendosi a un meccanismo, anche farraginoso di ‘richiesta di uscita’ da parte dei singoli membri… L’UE: nata bene, cresciuta (molto) storta…

    • Passo sulla questione concettuale, che richiederebbe una serie di precisazioni che ritengo al momento poco utili.

      Mi pare più interessante invece la riflessione sulla variabilità degli stati d’animo degli Stati membri (governanti e cittadini) riguardo la partecipazione all’UE: la mia risposta sarebbe che proprio per prevenire queste mutazioni potenzialmente devastanti esistono le istituzioni, ovvero quegli strumenti dotati di potere vincolante e procedure decisionali. E, soprattutto, a monte di queste, esistono le “costituzioni”, ovvero accordi fondamentali (come per l’adesione ad una associazione).
      In definitiva, credo l’Europa dovrebbe essere in grado di “farsi sentire” ed “imporsi”: anni fa con Haider ne fu capace, ma da allora pare non avervi più neppure tentato.

      Credo le responsabilità di Barroso (e di chi l’ha scelto) dovranno essere profondamente valutate su questo punto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: