a fine frenzy

Mi prudono le dita stanotte. Sarà perché vengo da qualcosa come cinque ore filate a battere, inspirato, sulla tastiera per un essay che dev’essere pronto entro domenica.
Ancora circa 1.500 parole to go, ma raggiungere il numero non è mai stato un problema. Basta non dover tagliare, troppo.

A writing frenzy, insomma.
Anche per questo sono qui a riempire di contenuti inutili il web. Prometto che scriverò sui risultati del referendum. Lo prometto. Non che cambi qualcosa, ma voglio buttar giù un paio di pensieri che mi hanno inseguito dal quattro dicembre, mentre voi andavate alle urne. Cecherò, anche ex post di tenermi lontano dai giudizi. Ad ogni modo, non sarà stasera.
Magari proverò anche a dire due parole su Aleppo, visto che tutti sentono di doverne parlare ora. Ricordatemelo…

Stasera è solo frenzy, quasi flusso di coscienza mentre mi prendo una pausa dai doveri universitari (oddio, che strano scriverlo). Potrei, forse, parlare di una little red-haired girl, ma che senso avrebbe? Nessuno. Eppoi son troppo vecchio per queste cose.
Potrei, forse, parlare dei 21. I 21 kilometri che qualche settimana fa ho scoperto le mie gambe possono reggere. Non avevo mai preso la corsa come un’attività cui dedicarmi seriamente… ma, partito un pò per … boh, non so sinceramente perché sono partito. Perché pensavo di fare un pò di attività fisica, così (maledetta governmentality biopolitica!). E’ proseguita perché un’app mi costringeva ad uscire ogni mattina. Perché prima arrivare ai 10, poi ai 15, infine ai 21 era una sfida sempre maggiore… e, in fondo, porcaputtanaeva, l’idea di aver messo sotto le scarpe una mezza maratona è davvero tanta roba!

Boh, vabbè.

In realtà l’unica che cosa che volevo scrivere qui stasera. No, le uniche due cose che volevo scrivere sono:
Agamben is the answer (!)– porca miseria, l’uomo è un genio! Non mi stancherò di riperterlo, le sua analisi sono così profonde, così valide, così praticamente politiche e così attuali che è come il sale… immancabile in ogni ragionamento serio. Vorrei non scordarmelo mai…

L’altra cosa, che è poi la ragione prima per cui batto tasti ora, è semplicemente you look so beautiful tonight….
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Non so cosa ve ne possa fregare, poco immagino. E lo foto, diciamocelo, fanno abbastanza schifo. Ma è tutto parte di questo frenzy, la sensazione che sia stata una grande serata e – alla fine (?) di questa serata la biblioteca del SOAS appaia davvero bella anche di notte (per quanto un casermone da paura).

E comunque, coi casermoni dell’artiglieria antiaerea ad Hamburg ci hanno fatto delle cose davvero fighe…

‘Notte, credo tornerò a battere tasti per l’essay. Anche perché è meglio batter tasti ora, prima di farsi prendere da panico della scadenza.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

3 thoughts on “a fine frenzy

    • Il che implica che per il resto red è poco umano…. che, poi, cosa vi sia di tanto umano qui non lo so. Ma la dottoressa sei tu, mi fido del tuo giudizio.
      In realtà, mi son stancato di scrivere di cose inutili pretendendo che siano utili….
      ps: 21/12-13/01 dovrei essere in Italia. Spritz?

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