Sarei d’accordo con Mentana

Leggo che Mentana si dichiara contro la legge sull’apologia del fascismo attualmente in discussione (ma non c’era la già la legge Scelta?), perché -secondo Mentana- “non si mette il bavaglio alle idee” (magari, dico io, il bavaglino sì…).

Sarei anche d’accordo con Mentana. O, per esser grammaticalmente precisi: potrei anche essere d’accordo con Mentana, se…
Se negli ultimi quarant’anni (ma anche cinquanta, dai) di storia repubblicana si fosse data piena, attuale attuazione alla succitata legge Scelba oltreché alla XII disposizione finale della Costituzione (quella che proibisce la ricostituzione del PNF).
Se l’istruzione scolastica (ad ogni livello, dalle medie ai licei, fino alle università) avesse spiegato adeguatamente ai cinquantenni, quarantenni, trentenni e ventenni di oggi cos’è stato il fascismo e perché -in parole povere- “è una montagna di merda”.
Se la magistratura avesse fatto luce su troppi “misteri” di terrorismo politico, su troppe connivenze politico-criminali con le forze di sicurezza, su troppe manipolazioni che hanno fomentato un’ideologia violenta, assassina, antidemocratica e sprezzante della vita e della dignità umane.
Se la politica nazionale (e non) si fosse fatta un serio esame di coscienza, se avesse avuto la forza di denunciare e condannare senza tentennamenti o doppiogiochismi una serie di azioni aberranti.
Se tuttora non avessimo nelle forze dell’ordine figurine (per dirla con Fucik) che hanno inammissibili (per un ordinamento democratico) simpatie per figurine altrettanto misere come Mussolini o Pinochet (che, infatti, sono della stessa merda).
Se non avessimo avuto -e se non avessimo tuttora- un numero spropositato di movimenti politici dichiaratamente neofascisti, se non avessimo ancora persone che inneggiano quotidianamente al fascismo e al duce, incluso in oggetti quotidiani (ma ci rendiamo conto?).

Potrei anche essere d’accordo con Mentana se queste condizioni si fossero realizzate. O almeno alcune di esse (tutte sarebbe pretender troppo, me ne rendo conto).

Purtroppo, queste condizioni non si sono realizzate. Purtroppo, non posso essere d’accordo con Mentana.

*questo post era stato preparato alcune settimane fa, in occasione dei commenti di Mentana. Purtroppo, come al solito, ho atteso troppo a lungo per pubblicarlo. Tuttavia, farlo il 2 agosto mi sembra comunque appropriato.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

2 thoughts on “Sarei d’accordo con Mentana

  1. Il problema sta nel tuo incipit: c’era la legge Scelba; purtroppo l’Italia è ‘la culla del diritto’, perifrasi che ha avuto tra le sue più nefaste il moltiplicarsi di leggi, avvocati e quant’altro.
    Sorge un problema? Invece di andare a dare un’occhiata ai (troppa fatica…) si preferisce varare leggi ‘ad hoc’: è già successo con l’omicidio stradale, col ‘femminicidio’; ora è il turno dell’apologia del fascismo… con la conseguenza che cambierà poco o nulla, perché diciamocela tutta: per impedire che vengano venduti certi gadget, o che la gente se ne vada beatamente in giro col berretto col fascio o la maglietta con lo slogan del Ventennio, ci vogliono innanzitutto i controlli, e qui magari viene nel discorso la questione delle forze dell’ordine che magari talvolta chiudono un occhio, ma il problema sta nel metodo di selezione…
    Fermo restando che poi le idee sono una cosa, la loro diffusione o apologia un’altra, per cui se il famoso bagnino afferma ‘io sono fascista’, suppongo che non si possa incriminarlo in automatico, mentre se fa diventare il suo stabilimento un luna park per nostalgici, la sanzione sarebbe dovuta arrivare da quel dì, visto che c’è pure di mezzo una concessione pubblica.

  2. Commentavo una cosa del genere poco tempo fa, e la ricopio qui perché sono pigro.

    – Ultimamente i neofascisti stanno tornando alla ribalta, o forse meglio sul “bagnasciuga”, conquistando parecchie pagine di giornali tra lidi a tema e ronde in spiaggia, protestando perché la democrazia proibisce loro di inneggiare all’antidemocrazia. Ora, io penso che tra la libera espressione del pensiero e l’apologia del fascismo corra una differenza profonda quanto la Fossa delle Marianne: innanzitutto, l’espressione di un pensiero antidemocratico è legittima finché rimane tale, ossia un’espressione; a questa si può ribattere con l’espressione di altre idee, e si rientra nella dialettica democratica che da questo confronto trae la sua forza. Anche per questo, rivendicare il proprio diritto a esprimersi contro la democrazia invocando la libertà di espressione è una contraddizione in termini, che non ha bisogno di commenti. Però l’apologia del fascismo non rientra nella libertà d’espressione, per evidenti ragioni storiche: qualunque azione, e sottolineo AZIONE, che riconduca al fascismo, vecchio o nuovo che sia, è un reato. Dire che “si stava meglio quando si stava peggio” è un’espressione; aprire un lido dove “vige il regime” e si minaccia violenza contro chi non concorda, è reato. Dire che “gli ambulanti stranieri fanno concorrenza sleale” è un’espressione; andare a cacciarli con una squadra di camerati è reato. Dire che la democrazia fa schifo è un’espressione; usarla per essere antidemocratici è… demenza. Dovremmo fare sul serio i conti col fascismo, e per questo dobbiamo tornare a studiare la storia in modo critico. –

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