The fire is all burned down

Chiunque tu chieda ti darà una sua risposta, una sua versione dei fatti, un proprio consiglio su cosa si possa migliorare per raggiungere il risultato desiderato, alcuni dicendoti che è la verità.

La verità, l’unica che conosco in questo momento (come cantavano due grandissimi), è che il fuoco s’è spento. Bruciato fino all’ultimo, lasciando null’altro che cenere. Esausto.
Ho già scritto tutto questo? Temo di sì. E che noia dev’essere per chi dovesse capitare a leggere. Per non dire vera e propria depressione. Andate altrove finché siete in tempo.

L’unica verità che conosco, dicevo, è l’essere consumati, fino all’osso. Stanchi. Sconfitti. Disillusi. L’unica verità è l’aver visto bruciate tutte le illusioni, speranze, illusioni.
L’unica verità è che tutti ti danno una loro versione, tutte buone a pezzetti, ma nessuna che ti si adatti veramente.
C’è chi ti dirà di mostrare passione, di trovare qualcosa cui dedicarsi veramente- ma alla fine le opportunità vere saranno solo per ciò che meno ti interessa. C’è chi ti dirà di aggiungere “sostanza”: numeri, dati e cifre, dimostrazioni e prove- ma alla fine tutti i numeri del mondo cosa sono? C’è chi ti dirà che in fondo la risposta è già pronta e tanti tentativi non fanno altro che aumentare la confusione. C’è chi ti dirà di ritoccare qua o là…

Ma nessuno, nessuno veramente ti sa dare una risposta. Né, per quello, una speranza. Nessuno può riaccendere il fuoco. E alla fine non resta altro che la stanchezza. Il pensiero che tutto il talento (per quel che può essere), tutta la dedizione, possono semplicemente andare sprecati.  Il pensiero che tu non hai mai chiesto di nascere, di affrontare tutto questo.
E la certezza che comunque si è troppo codardi. Troppo. E troppo responsabili. Questo, forse troppo poco.

E’ un’affermazione brutale, me ne rendo conto. Esagerata probabilmente. Lo so. Ma è l’unico pensiero che sono  in grado di offrirvi ed offrire in questa notte piovigginosa di una città troppo a nord del mondo per dare alcuna risposta, una notte troppo sola e troppo simile a troppe altre vissute troppo tempo fa, quanto tutte queste preoccupazioni sembravano inutili perché ancora tutto era troppo possibile.

E si insinua un altro pensiero, quello che in fondo -come generazione- siamo stati troppo viziati, troppo cullati nell’idea di perseguire quello che si vuole veramente, come se questa opzione fosse effettivamente reale.
Blame it on generational factors! Troppo facile. Certo, troppo facile.

Chiunque tu chieda ti darà una propria risposta. Magari una che per loro funziona. Per loro. Ma nessuno troverà la tua.
Nessuno. Probabilmente neanche tu stesso.
E alla fine non resta che la stanchezza della sensazione di averla cercata inutilmente troppo a lungo.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

4 thoughts on “The fire is all burned down

  1. “Ogni passione spenta”, come citava il titolo di un libro di Vita Sachville West che mio padre inopinatamente regalò a mia madre senza rendersi conto del senso… del titolo? 😀
    Scherzi a parte, non saprei: io non so tu quali obbiettivi ti fossi posto, per arrivare ed esprimere tutta questa disillusione, ma mi chiedo – banalmente – il ‘viaggio’ che ti ha portato qui, è del tutto privo di senso? Da quello che ho letto nel corso degli anni, hai fatto ‘esperienze’ che un numero ristretto di persone può dire di aver vissuto nel corso della propria esistenza, hai ‘girato il mondo’ e attenzione non per del futile ‘turismo’… Ora, forse sarà pure vero che arrivato a questo punto ti senti svuotato di obbiettivi e aspirazioni, ma il percorso compiuto fin qui è altrettanto privo di significato… Qualche tempo fa mi pare tu abbia scritto un post riguardante il ‘liberarsi’ dei fardelli del passato… non sarà forse arrivata l’occasione invece per valutare ciò che il passato ti ha dato?
    Poi, non so: col tempo mi sono convinto che le persone raramente sono soddisfatte, ognuno si porta appresso un ‘grumo’ di recriminazioni più o meno ‘pesante’… me compreso quindi, se non altro, sei in buona compagnia, anche se mi rendo conto che il ‘mal comune mezzo gaudio’ non sia una soluzione e che alla fine ognuno si ritrova a fare i conti con sé stesso…

  2. Sono dell’idea che la verità non esista… e neppure la felicità. Il fatto che potessimo perseguirla, questa è la bugia che hanno raccontato alla nostra generazione.

    Don’t let it bring you down, cantava un altro grandissimo.

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