R come rugby, impressioni di settembre (1)

La prima giornata della Coppa del Mondo doveva gia’ presentare indicazioni e sentenze importanti per molte squadre candidate alla vittoria.
In particolare, Nuova Zelanda – Sud Africa poteva gia’ essere un’anticipazione della finale.
Francia – Argentina, poi, era un vero e proprio “dentro o fuori” nel girone C.
Irlanda – Scozia era decisiva per la supremazia del girone A.
Infine, attesa per come Inghilterra e Australia si sarebbero presentate: l’Inghilterra sarebbe stata all’altezza delle aspettative? L’Australia avrebbe tenuto botta?

Cosa ho guardato: Nuova Zelanda – Sud Africa e Irlanda – Scozia (tutte le altre analisi sono indirette)

Chi vince ma non convince
Italia, Nuova Zelanda, Francia
Capitolo a se’ per l’Italia (che non affronteremo qui). La Francia si salva letteralmente “per il rotto della cuffia” con un’Argentina battagliera e un po’ sfortunata. 23 – 21 ci dice molto dei limiti dei Bleus, destinati probabilmente a pagare caro qualora arrivassero ai quarti (ma a Parigi questa sarebbe gia’ una soddisfazione).
La Nuova Zelanda soffre, e non poco, l’intensita’ della difesa dei Boks, ma con due cavalcate riesce a ribaltare il risultato. Difficile dire se gli All Blacks abbiano “controllato” il risultato, ma non sono parsi la corazzata di sempre. Certo, contro Giappone o Scozia non ci sarebbe partita.

Piu’ difficilmente classificabile il Galles (vince ma…?), che si impone sulla Georgia con un primo tempo dominante, un gioco offensivo travolgente (come non ancora visto nel 2019) e un’ottima difesa (0 punti concessi nel primo tempo), mai poi concede due mete nel secondo tempo. Sorge la domanda: la panchina e’ all’altezza? Partita tosta con l’Australia (non vista e non classificata qui), altro livello rispetto ai georgiani.

Chi vince e convince
Irlanda, Inghilterra, Giappone (per quel che vale)
Giappone che travolge la Russia dopo un inizio in difficolta’. La sfida con la Scozia si preannuncia interessante (cosi’ come la prossima partita con l’Irlanda… gli uomini in verde potrebbero doversi impegnare piu’ di quanto visto fin qui).
Irlanda semplicemente impressionante: appena 3 punti concessi. Controllo totale, dall’inizio alla fine della partita contro una Scozia che praticamente non si e’ vista. Difficile, a questo punto, giudicare se il risultato e’ merito degli irlandesi o colpa degli scozzesi, ma la facilita’ con cui i primi hanno gestito il match e’ un buon segnale.
Inghilterra a meta’. Partita relativamente facile, risultato impietoso, ma quarta meta (per punto bonus) che arriva solo a quattro minuti dalla fine. Non un segnale preoccupante, ma un dato che gli avversari studieranno da vicino.

Chi perde ma convince
Argentina, Sud Africa
Argentina che conferma di poter competere coi migliori, ma manca ancora un quid (anche di fortuna, con una punizione sbagliata all’ultimo minuto) per portare a casa partite decisive.
Il Sud Africa mette davvero in difficolta’ la Nuova Zelanda per una prima mezzora, andando meritatamente in vantaggio. Poi si fa infilare, continua a battersi, ma non riesce a riprendere in mano il risultato. I Boks sembrano assai piu’ forti di quanto immaginato e il quarto con l’Irlanda potrebbe essere spettacolo puro.

Sorprese fin qui
Prima sorpresa arriva dalla Russia, che propone un ottimo primo tempo contro il Giappone. Ben altro rispetto a quanto visto contro l’Italia nel test match. Peccato sia poi crollata.
Seconda sorpresa, negativa stavolta, dalla Scozia. Incredibilmente deludente con l’Irlanda: ad oggi, la vedo seriamene a rischio coi giapponesi.
Ultima sopresa dall’Uruguay, che vince contro ogni aspettativa contro Fiji. Kudos agli uruguaji!

Angolo falli
A questi livelli, con difese blindate, i punti su punizione possono essere decisivi. Ecco perche’ i falli concessi possono costare carissimo (chiedere alla Scozia).
Le prime partite danno qualche indicazione? Forse e’ troppo presto, ma cominciamo a guardare i numeri di falli concessi:

  1. Francia: 15
  2. Inghilterra, Galles: 10
  3. Australia, Sud Africa: 9
  4. Irlanda: 8
  5. Argentina: 5
  6. Nuova Zelanda: 4

Cosa penso? Nuova Zelanda semplicemente scandalosa (anche se qualcuno gia’ si lamenta dell’arbitraggio), cosi’ come la Francia (in senso opposto). Sud Africa molto convincente. Irlanda a rischio (piu’ di quanto credessi) nei quarti, Inghilterra peggio di quanto lecito aspettarsi, ma sempre eccellente.

Angolo Italia: con un amico discutiamo sui prossimi match, lui mi scrive che All Blacks e Boks ci rifileranno 100 punti. Poi si corregge “100 punti di scarto”. Secondo me la stima e’ ancora al ribasso.
Fra il pubblico e alcuni “giornalisti” “sportivi” italiani continua a girare questa versione secondo cui il Sud Africa e’ “alla nostra portata”, battibile, solo perche’ due anni fa siamo riusciti nell’impresa. Francamente, a me pare senza fondamento.

Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

2 thoughts on “R come rugby, impressioni di settembre (1)

  1. A me quello che stupisce è come rispetto ad altri sport non si esca mai dal ‘solito giro’: non vedremo mai – temo – squadre di seconda o terza fascia che imbrocchino un torneo eccezionale, arrivando in semifinale. Il gap continua a essere incolmabile: l’esempio dell’Italia, infilata a forza tra le ‘grandi’ d’Europa, che non ha fatto un passo in avanti in oltre vent’anni, è emblematico.

    • Condivido le conclusioni, ma non l’analisi sottostante. Provo a spiegarmi.
      A partire dalla fine degli anni ’80 (piu’ o meno con la prima Coppa del Mondo), il rugby ha iniziato un processo di professionalizzazione (praticamente come il calcio piu’ o meno nello stesso periodo, ma per il rugby questo e’ stato molto piu’ lungo). La professionalizzazione, come tutto il capitalismo, porta alla concetrazione (e, quindi, riduzione della concorrenza).
      Il rugby pre-era professionale era uno sport (globalmente) elitario, perche’ in genere giocato da pochissimi paesi (come il cricket: i paesi anglosassoni, piu’ pochi altri). Oggi e’ elitario perche’ il professionalismo ha escluso molti altri paesi. I due effetti si sono comulati: la base di partenza era molto piu’ ridotta del calcio (dove, ad esempio, i paesi africani oggi raggiungono risultati importanti). Questo perche’ i “profitti” del professionismo sono redistribuiti in base ai risultati, che ovviamente premiano sempre le solite nazioni.
      Ma alcuni paesi sono nondimeno riusciti a migliorare e diventare sempre piu’ competitivi, potenzialmente al livello dei migliori (Argentina, che arriva a competere quasi alla pari con Nuova Zelanda, Australia e Sud Africa), ma penso anche a Giappone e Georgia.
      Il caso dell’Italia e’ un po’ diverso: come la Francia, sin dagli anni ’80, in Italia vigeva un semi-professionismo che ha aiutato il nostro movimento a crescere ed essere competitivo. Senza questo semi-professionismo (vietato nei paesi anglosassoni), non avremmo mai avuto in Italia campioni come David Campese (un po’ come Zico a Udine o Socrates alla Fiorentina… campioni alla periferia dello sport mondiale). Purtroppo da quando il professionismo e’ diventato comune a tutto il mondo, noi ci siamo presi indietro e abbiamo perso terreno rispetto agli altri paesi…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: