Ordinare il mondo

Negli ultimi temi mi stanno venendo in mente con una certa frequenza diversi schematismi su come suddividere il mondo. Della serie “esistono in X tipi di persone: quelli che A e quelli che B…”. Non ne so esattamente giudicare la loro fondatezza, ma questo tipo di logica mi incuriosisce e per quanto il moltiplicarsi di modelli ci porterebbe a differenziare praticamente ogni singola persona da un’altra, vorrei provare a fare ordine in questo personalissimo giochino e schematizzare tutte le suddivisioni che mi vengono in testa.
Se ve ne vengono in mente, sono bene accetti!

Una, molto bella, la devo ad un vecchio editoriale di Scalfari: quelli che si sentono in debito e quelli che si sentono in credito con la vita.

23.12.2013: Quelli che dormono fino alle 10:30 e quelli che si alzano presto per fare cazzate.

08.09.2012: Quelli che preferiscono visitare un parco e quelli che preferiscono visitare una città.

Quella di oggi (24.04.2012) era la seguente: il mondo si divide in coloro che si scusano e si dispiacciono anche quando non è necessario perchè quanto accaduto era inevitabile o comunque non causa loro e coloro che non si scusano e/o dispiacciono neanche quando ne avrebbero motivo.

Una precedente, che avevo scritto nel blog de ilsonnambulo, è la suddivisione fra coloro che vivendo in un dato Paese vorrebbero trasferirsi in un altro più efficiente ma magari più rigido e coloro che vorrebbero invece trasferirsi in un Paese meno efficiente ma al contempo più flessibile, adattabile.

Infine, una fondamentale è quella fra coloro che conoscono l’ECCC e coloro che non lo conoscono.

8 thoughts on “Ordinare il mondo

  1. Piú che a ordinare il mondo, gran parte dei miei tentativi sono rivolti a incasellare me stessa nel mondo. In maniera provvisoria, ci mancherebbe… ma un minimo d’ordine, in questo momento, non sarebbe male. saluti da Hamburg. Ah, io non conosco l’ECCC.

  2. Ciao Redpoz, a me piaceva una divisione di De Gregori, che diceva “Stai dalla parte di chi ruba nei supermercati, o di chi li ha costruiti, rubando”.
    Mi rendo conto sia da contestualizzare, perchè è particolare e non va bene per mole situazioni, ma quando l’ho ascoltata mi sono sentita in colpa per la prima parte di strofa (pensando ale ciliegie mangiate prima di pesarle, o piccolezze del genere che comunque contano), e poi quasi assolta nella seconda.

  3. Incasellare, classificare, ridurre a tipo, a specie, famiglia, gruppo…..perchè senti il bisogno di suddividere le persone? per capirle meglio? per sapere come comportarti quando te ne trovi una davanti? Sai, persino in psicologia hanno cercato di classificare ogni tipologia umana ma hanno dovuto accettare che c’è sempre qualcuno che esce dallo schema 🙂

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